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ALIENS

La nostra rubrica, dedicata al fumetto di fantascienza
italiano ed internazionale, non poteva esimersi dal dedicare una
puntata alla Casa Editrice Dark Horse ed alle sue miniserie
"Aliens", avventure d'azione ed horror-SF ambientate
nell'universo narrativo dell'omonima trilogia cinematografica.
La Dark Horse Comics, che ha al suo attivo anche testate
dedicate a Star Trek, Star Wars e Babilon 5, qualche anno fa decise di sfruttare la popolarità dei film di Ridley Scott e James
Cameron. A tale scopo creò una serie di fumetti che riprendevano
i fili (non pochi) lasciati sciolti dalle pellicole cinematografiche,
e che proseguivano le vicende dei temibili insettoni con acido
al posto del sangue, e dei loro incontri-scontri con la razza
umana.
Tra le miniserie (storie complete per un totale
di 17 numeri), ricordiamo i titoli:
- Aliens:Genocidio
- Aliens:Alveare
- Aliens:Fuorilegge
- Aliens:Marines Coloniali
- Aliens:Labirinth
- Aliens:Predator.
LA TRAMA
Tranne fugaci apparizioni di Ripley e Newt,
le vicende di Aliens sono del tutto indipendenti dalle
trame dei film, di cui riprendono solo il contesto, alcune situazioni,
e sicuramente l'angosciante tensione ed un certo eccedere nelle
ambientazioni claustrofobiche.
Tentiamo una narrazione, almeno a grandi linee,
delle vicende narrate.
Grazie ad un confuso concatenarsi di eventi,
non casuali ma incautamente programmati dai misteriosi capi delle
Corporazioni, una regina aliena viene portata sulla Terra. Come
si intuisce anche dal secondo film della trilogia, lo scopo è
di studiare la biologia degli alieni per ricavarne armi o altri
vantaggi nella guerra tra le grandi compagnie. Vengono così
scoperte le straordinarie qualità del Fluido della Regina,
il composto chimico che la Madre dell'alveare alieno secerne per
nutrire le sue larve. Il Fluido della Regina è una droga
naturale, potentissima, impossibile da sintetizzare artificialmente,
che ottunde la mente, che libera le sensazioni, che produce sull'organismo
umano effetti sconvolgenti.
Mentre i capi delle Corporazioni scatenano
una guerra occulta e senza scrupoli per impadronirsi del segreto
della nuova droga, la Regina aliena decide di averne avuto abbastanza
di esami medici, e si dedica a passatempi per lei più consoni,
come il liberarsi selvaggiamente, massacrare i suoi carcerieri,
fondare un alveare e generare migliaia dei suoi bravi e simpatici
figliuoli.
In men che non si dica gli alieni si riproducono
come formiche, si spargono per la Terra, devastano il pianeta
e costringono gli uomini a rifugiarsi sulle stazioni spaziali
per sfuggire al massacro.
Ma gli umani hanno perso solo una battaglia,
non la guerra. La conoscenza acquisita sugli alieni permette la
costruzione di armi specifiche per combatterli, come l'armatura
a prova di acido, le onde sonore in grado di narcotizzare i soldati
e le operaie aliene, i dispositivi di invisibilità,
capaci di rendere chi li indossa virtualmente inavvertibile da
parte degli insettoni; soprattutto, i droni killer, androidi costruiti
ad immagine e somiglianza degli stessi alieni, programmati per
introdursi nei nidi ed ucciderne le regine.
Dopo spaventosi bagni di sangue, i marines
spaziali riescono finalmente ad avere ragione dei nemici ed a
liberare la Terra dalla loro minaccia. Ma questo non placa gli
appetiti delle Corporazioni, che come sempre si affannano a trovare
occasioni di profitto finanche nella tragedia. Astronavi armate
di tutto punto vengono perciò spedite nello spazio alla
ricerca del mondo d'origine degli alieni, non per distruggerlo,
ma per impadronirsi della maggior quantità possibile di
Fluido. Se possibile, il loro obiettivo è
anzi quello di catturare ancora una volta una regina, per farne
una "vacca da mungere", una produttrice forzata di droga.
Ma il compito di queste temerarie spedizioni non è dei
più semplici, e puntualmente gli incauti esploratori se
ne renderanno conto.
L'ultima storia della serie, Aliens:
Predator, si discosta alquanto dai numeri precedenti, a
causa dell'arrivo sulla scena di un nuovo sanguinario personaggio,
il gigantesco e sportivo cacciatore di uomini reso noto dall'omonimo
film di Arnold Schwarzenegger. Nel caso i terrestri si fossero ormai assuefatti ai gusti sanguinari degli insettoni alieni, essi dovranno ora vedersela anche con il truculento e "cazzutissimo" cacciatore spaziale, e con il suo campionario di armi futuribili, terribilmente e mortalmente efficienti.
Protagonista di Aliens:Predator è Caryn
Delacroix, una moglie trofeo, un costrutto genetico artificiale,
qualcosa a metà strada tra il clone e l'organismo cibernetico.
Caryn è stata progettata per recare gioia e soddisfazione
a Lucien Delacroix, uno dei plutocrati che hanno fatto fortuna
speculando sul mondo distrutto dall'invasione aliena. Casualmente
un giorno Caryn scopre di possedere i ricordi di una vita precedente,
legata ad un nome misterioso: Ash Parnall, e ad un Predator
femmina, che si scontra con lei in una giungla dell'Honduras (posto
che deve avere tre stelle nella Guida Michelin dei Predator, visto
che prima o poi finiscono tutti laggiù).
Il Predator (anzi, La Predator, che
Caryn non senza ironia battezza Big Mama) non si dimostra
aggressiva nei suoi confronti. La donna, incuriosita, si lascia
convincere a seguire la cacciatrice aliena nella sua astronave,
e scopre che questa è progettata per accogliere due passeggere:
Big Mama e la misteriosa Ash Parnall, che continua ad affacciarsi
prepotentemente nei suoi ricordi.
L'astronave della Predator lascia la Terra,
con Caryn e Big Mama a bordo, per giungere nella stazione spaziale
Samara, un avamposto umano ancora infestato dagli insettoni
alieni. Dopo una sequenza rocambolesca di combattimenti, scontri
ed allegri sventramenti le due, ormai diventate amiche, scoprono
con orrore l'ultimo folle piano delle Corporazioni: la creazione
di un Predalieno, un mostruoso ibrido Alien-Predator, dotato
delle armi naturali degli insettoni e dell'intelligenza superiore
dei Predator. Riusciranno le due eroine a sventare questa terribile
atrocità? L'interrogativo è d'obbligo.
GLI AUTORI
Sceneggiatori e disegnatori delle miniserie
Aliens vengono in massima parte dall'universo Marvel. Per Aliens:Alveare
essi sono, rispettivamente, Jerry Prosser e Kelley Jones; per
Aliens:Fuorilegge, abbiamo Ian Edgiton e Will Simpson; per Aliens:Labirinth,
la sceneggiatura è di Jim Woodring, mentre le matite sono
di Kilian Plunkett. Infine, per Aliens:Predator troviamoChris
Claremont, lo sceneggiatore dei marveliani X-Men, coadiuvato
dal bravo disegnatore Edoardo Barreto.
A causa della molteplicità delle firme, lo stile delle
miniserie Aliens non è neppure lontaneamente omogeneo.
Caratteristiche comuni alle storie restano, come detto, le ambientazioni
oscure ed angoscianti (che del resto hanno caratterizzato i film
della serie), ed il ritmo serrato dell'azione. Per il resto, i
dialoghi, i personaggi, il tratto non potrebbero essere più
diversi. I disegni in generale si mantengono su un buon livello,
che diventa ottimo nelle tavole di Barreto, ricche di dettagli
tecnici e curate nei personaggi.
I plot della serie hanno un livello
altalenante: si va dalla storia mozzafiato (azione, azione ed
ancora azione) alle trame elaborate, cervellotiche, che sembrano
avvolgersi su loro stesse e mordersi la coda (si raggiunge il culmine
negli albi di Claremont, veri e propri arabeschi mentali).
Questa disomogeneità, lungi dall'essere
un difetto, è invece motivo di interesse per l'intera serie.
Scorrendo le tavole si ha come l'impressione di assistere ad un
esperimento, ad un esercizio di stile. Tanti autori, altrettanti
disegnatori, impegnati tutti insieme a sfidare l'universo narrativo
degli Alien, ad interpretarlo secondo il loro punto di vista, ad
imbastire e pennellare storie personali, cimentando il loro stile
e le loro capacità in una sorta di gara, di competizione.
Non si ha un vincitore, ma il traguardo viene
ugualmente raggiunto: il mito dell'Alieno ci viene mostrato da
ogni possibile angolazione, come in un gioco di specchi, come
mai l'avevamo veduto. E scusate se è poco.
CURIOSITA' E SPUNTI
In fondo, il film Predator 2 rispondeva già alla domanda: "Chi vincerebbe
tra un Alien ed un Predator?". Nella pellicola, difatti,
si scorgeva il caratteristico cranio allungato di un insettone
appeso sulla parete dell'astronave del Predator, in bella vista
tra gli altri "trofei di caccia".
La storia di Claremont, però, va ancora
oltre, e si pone un inquietante interrogativo: "Che essere
nascerebbe da un Predator inseminato da un Alien?". Come
abbiamo visto in Alien3, infatti, la larva aliena
eredita numerose caratteristiche dal suo ospite, e ad esempio
un insettone nato da un cane è molto diverso da quello
nato da un essere umano.
La risposta ipotizzata è il mostruoso
Predalieno (a fianco) di cui si è già parlato, una creatura
che racchiude in sè le peggiori caratteristiche delle due
specie.
Comunque, il confronto Alien-Predator non è
l'unico tentato dalla Dark Horse. Del resto, questo genere di
"incontri impossibili" rientra nei gusti del pubblico
americano. Per accontentarli, la casa editrice del cavallo nero
non ha esitato a presentare un'improbabile accoppiata di pipistrelli
nell'albo Batman contro Dracula, ed addirittura un
grottesco e surreale (udite udite) Alien contro Superman!
Leggere per credere.
Nelle miniserie Aliens:Genocidio e Aliens:Alveare
si sviscera a fondo l'analogia tra gli Alien e gli insetti sociali
terrestri, in particolare le formiche. Questo argomento, più
volte sfiorato nei film della trilogia, viene nel fumetto approfondito
nei suoi risvolti più affascinanti.
L'organizzazione degli alieni rispecchia perfettamente
la struttura del formicaio: esistono le operaie asessuate, i soldati,
la regina, i fuchi. La monarca del nido impartisce ordini ai suoi
"sudditi" (in genere tutti suoi figli) tramite scambi
chimici, secernendo feromoni ed altre sostanze organiche. Nel
nido gli alieni perdono la loro identità, la loro coscienza
individuale, finanche ogni intelligenza, per divenire parte dell'unica
identità del formicaio. E mentre essi rivolgono ogni lealtà
ed obbedienza verso la loro regina, sono invece estremamente ostili
nei confronti dei membri della loro stessa specie appartenenti
ad altri formicai. Così, in Aliens:Genocidio vediamo, per
la prima volta, le incredibili immagini di una battaglia fratricida
tra Alieni, in cui gli insettoni si sbudellano l'uno con l'altro
con una voracità ed un furore da fare invidia alle più
sanguinose guerre civili terrestri.
La temibilità dell'Alien, nella trilogia
cinematografica, doveva molto al mistero che avvolgeva la creatura
extraterrestre. Sviscerate a fondo le caratteristiche della sua
specie, essa appare invece quasi inoffensiva. In Aliens:Alveare
vediamo addirittura il protagonista, l'entomologo Stanislaw Mayakowsky,
esplorare l'interno di un nido alieno senza correre alcun
rischio, protetto semplicemente da una matrice feromonica identica
a quella di un Alien. I soldati e le operaie, semplicemente, lo
"annusano" e lo scambiano per uno di loro.
Eccoci al punto. C'è un messaggio che
traspare chiaramente dalle tavole di Aliens, pur non essendo mai
scritto. L'alieno è una creatura selvaggia, feroce, brutale.
Ma la sua crudeltà non è che uno scherzo di fronte
a quella di una specie immensamente più pericolosa: quella
umana. La voracità di una regina dell'alveare non è
nulla di fronte a quella dei capi delle Corporazioni; la sua ferocia
animale non è neppure paragonabile alla crudeltà
fredda, ragionata e pianificata dei plutocrati che governano la
Terra di questo inquietante futuro.
L'Alien è come uno squalo: è
una macchina per uccidere, capace di attaccare l'uomo sulla spinta
dell'istinto, per nutrirsene, dunque per sopravvivere. L'uomo, al contrario,
è capace di attaccare lo squalo per sport, di mangiare
la sua carne magari per curiosità, per moda, di estinguerne
la specie solo per capriccio. Chi dei due è il vero mostro?
Perfino il Predator, con le sue armi invincibili
e la sua superiorità fisica, deve alla fine soccombere di fronte
alla malizia, alla scorrettezza, al doppio gioco ed alla malvagità
degli uomini, che trovano finanche il modo di usarlo per i loro
scopi.
Questo è il messaggio, inequivocabile.
I predatori più crudeli e pericolosi dell'universo, ora
e per sempre, restano gli umani.

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