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Ricerca: «storie-senza-qualita»

Segue - Pagina 24
News (746) Approfondimenti (242)

La città 2

di Francesco Grasso lunedì 15 settembre 1997

La grandezza di un fumetto non è necessariamente in relazione col numero delle sue tavole. A volte anche un'opera breve, una miniserie, può colpire il lettore con la forza e l'acutezza di uno spillo, risaltare proprio per la sua concisione, brillare di concretezza sull'oceano crepuscolare di tutte quelle storie (troppe) che mascherano con la corposità una penosa carenza di idee. Questo è il caso di La Città, un fumetto di fantascienza argentino che è un autentica perla del genere: appena dodici puntate (più una seconda serie in cinque episodi, una variazione sul tema piuttosto che un seguito), ma in esse un concentrato, un estratto di fantascienza purissima, un po' Ballard e un po' Dick, ma soprattutto tanta, tanta ottima esibizione d'arte e fantasia.

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I mondi di Gerrold 4

di Francesco Grasso martedì 15 luglio 1997

Ovvero, vizi e virtù del padre degli Chtorr. David Gerrold è, tra gli autori americani della nuova generazione, una delle figure più interessanti. La qualità che lo eleva dal gruppo non è però una singolare abilità stilistica, né tantomeno una fantasia particolarmente fervida. Al contrario, ciò che fa di Gerrold uno scrittore di successo è la straordinaria efficacia con cui egli ha saputo orientare la propria produzione verso il tipo di letteratura SF al giorno d'oggi maggiormente remunerativa: le Saghe Militari a puntate.

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Scacco doppio

Racconto di Lino Aldani

giovedì 15 maggio 1997

Lino Aldani, da molti, è considerato il padre della fantascienza italiana, eppure io, che indubbiamente sotto molti aspetti sono un suo "figlio" narrativo (nel senso che ho potuto beneficiare dei suoi preziosissimi consigli per aggiungere pepe e sale al mio modo di scrivere), credo che Lino non sia affatto uno scrittore di fantascienza. No, non voglio ricominciare con quelle sterili discussioni sul fatto che "Quando le radici" (il più bel romanzo di Aldani) o "Visita al padre" (il suo più bel racconto), secondo alcuni sono di fs mentre secondo altri no; voglio solo fare notare che quando le storie di Lino parlavano della nostra terra, con personaggi estremamente vicini a noi, al nostro presente umano e sociale (come nel romanzo e nel racconto citati prima), sono riuscite a intaccare la sensibilità del lettore, a trascinarlo in un universo evocativo di grande scrittura, a dargli insomma tutto quello che giustifica l'appellativo di scrittore. Lo stesso, a mio avviso, non è avvenuto quando Aldani si è cimentato in prove più specificatamente fantascientifiche. Alcuni dei suoi più applauditi racconti sono in realtà abbastanza approssimativi e mediocri, come se Lino fosse stato costretto a distrarre la sua ispirazione umanistica verso questi percorsi della narrativa di genere, che in definitiva non gli erano poi molto congeniali. Non mi riferisco solo a "Buonanotte Sofia", a "Trentasette centigradi" o ai piu' recenti "In attesa del cargo" e "Mochuelo", ma in generale a tutta la produzione di Lino che ha contribuito a classificarlo come uno scrittore di fs. Ebbene, se non fosse stata per questa "etichetta", Aldani avrebbe potuto conquistarsi uno spazio di rilievo come scrittore mainstream, producendo opere del livello di "Quando le radici" senza essere costretto a inventarsi mezzucci di second'ordine per farle apparire come appartenenti all'universo fantascienza. Potrebbe sembrare un paradosso, ma non lo è. Aldani ha sempre cercato di appiccicare un'etichetta fantascientifica alle sue opere, anche quando non lo erano affatto o potevano farne a meno (forse perché credeva di non avere alcuna speranza nell'acido mondo del mainstream, e che fosse più semplice affermarsi nello scantinato della narrativa di genere), e quando ha scritto fs pura, non so sotto quali stimoli, ha dato il peggio di sé, perché accade spesso che uno scrittore, quando deve sottostare a imposizioni di carattere "tecnico", anziche' "creativo", non riesca a dare il meglio. Anche se i racconti che seguono ci dimostrano che Lino era bravo comunque, conosceva il mestiere e sapeva imbastire un racconto come dio comanda. Eppure una cosa è la fredda operazione d'imbastitura di un racconto, un'altra è il processo creativo dettato dall'ispirazione e dalla musa interna che ogni vero scrittore porta dentro di sé. Musa che Lino ha consultato a fondo, quando si è messo a scrivere alcune opere che sono delle pietre miliari della narrativa italiana. Certo non di fantascienza.

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Engaso 0.220 13

di Francesco Grasso sabato 15 marzo 1997

Dopo un lungo viaggio alla scoperta del fumetto di fantascienza straniero, trascorso in compagnia dei maestri argentini e di quelli giapponesi, questo mese Fantasia&Nuvole torna in Italia, e precisamente a Napoli. E lo fa occupandosi di un fumetto esuberante, giovane in tutti i sensi, disincantato ed originale, pionieristico sotto molti aspetti, che senza aver ancora raggiunto una grande diffusione si propone già come "cult" per le sue idee singolari e la sua particolarissima impostazione "partenopea". Si tratta di Engaso 0.220.

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Barbara

di Francesco Grasso sabato 15 febbraio 1997

Secondo un luogo comune antico e consolidato, il fumetto di fantascienza è un universo chiuso e riservato agli uomini. Per lungo tempo, una legge non scritta ha decretato che per un pubblico quasi esclusivamente maschile si scrivessero storie "maschie", vicende muscolari e dense d'azione, in cui l'eroe fosse inevitabilmente macho e virile, ed in cui le rappresentanti del gentil sesso recitassero invariabilmente il ruolo di comparse, con pochi vestiti indosso ed ancor meno spazio e spessore.

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Guida a David Brin

di Silvio Sosio martedì 15 ottobre 1996

David Brin è senza dubbio uno degli autori più interessanti dell'ultimo decennio, e lo dimostrano i molti premi che critica e pubblico gli hanno riconosciuto. Rappresentante di una fantascienza di stampo classico, è riuscito a mettersi in luce in piena era cyberpunk.

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L'uomo dei ricordi

Racconto di Vittorio Curtoni

domenica 15 settembre 1996

Vittorio Curtoni non ha bisogno di presentazioni: è uno dei migliori autori italiani. Questo racconto, uscito anni fa sulla rivista "Oltre...", è una delle sue storie più bradburiane.

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La musica fantastica, ovvero: incroci tra letteratura fantastica e la musica

di Giovanni Savoini domenica 15 settembre 1996

Il baliset dei Fremen e poco altro: nelle storie scritte di SF la musica fa pochissime apparizioni, e solamente a livello superficiale, che non influenza la trama e l'azione dei personaggi. Con la promessa di ritornare sulla "musica nella SF", intanto cominciamo a sorvolare l'altro aspetto contrario: la "SF nella musica", che conta senz'altro numerosi esempi.

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Walter Jon Williams

di Franco Forte lunedì 15 luglio 1996

Fra gli autori dell'ultima generazione che si affacciano sul panorama della fantascienza internazionale, Walter Jon Williams, autore di Aristoi, è senza dubbio fra i più interessanti.

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I creatori di Blade Runner 2

di Monica Dapiaggi sabato 15 giugno 1996

Nessuno meglio dell'autore può descrivere le idee, le difficoltà, le soddisfazioni che stanno dietro la propria opera. Nel caso di Blade Runner, il film culto da molti giudicato il miglior film di fantascienza (e non?) di tutti i tempi, gli autori che lo hanno reso tale sono senza dubbio almeno quattro persone: Ridley Scott, il regista, Harrison Ford, l'attore, Douglas Trumbull, curatore degli effetti speciali, e Philip K. Dick, autore del romanzo dal quale fu tratto il film.

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