William Shatner, che di divise spaziali se ne intende, ha deciso di dire la sua sulle uniformi della Space Force statunitense presentate dal presidente Donald Trump la scorsa settimana sul suo social network personale, Truth. La "next generation" dell'uniforme di servizio, in space grey e midnight black, trae ispirazione – si legge nell'immagine generata con l'Intelligenza Artificiale che accompagna la presentazione:

dalla disciplina e la funzionalità delle uniformi di Starship Trooper, ammodernate per i guardiani dello spazio di domani.

Stivali in pelle a metà polpaccio e controspalline, il POTUS e i suoi stilisti hanno deciso – con tutti le ispirazioni possibili – di andare a scomodare il film del 1997 di Paul Verhoeven, spesso incompresa (come in questo caso) satira del fascismo. Ma il film, tratto dal romanzo di Robert Heinlein, è solo l'ultima delle citazioni più o meno volontarie che circondano il lancio di Space Force: se il vicepresidente Mike Pence ha infatti ribattezzato i membri di questa nuova forza aerea "guardiani" (della galassia), agli occhi più attenti non è sfuggita la somiglianza tra il logo della Force e quello della Flotta Spaziale creata sessant'anni fa da Gene Roddenberry. E, a proposito di Starfleet, è stato proprio il Capitano Kirk originale, William Shatner, a prendersi gioco delle nuove uniformi, con un post su Twitter in cui paragona le divise presentate da Trump con quelle di Balle spaziali, coinvolgendo nello scambio anche il regista Mel Brooks.

Chi di pop reference ferisce, di pop reference perisce, insomma, anche se alla Casa Bianca continuano imperterriti a fare un uso indiscriminato di Proprietà Intellettuali, con video AI generated di Trump nei panni di Lanterna Verde, creati per sfruttare il successo della serie HBO Lanterns.