Sono alcuni dei temi al centro di Goldilocks, cortometraggio di fantascienza scritto e diretto da Blake Simon, pubblicato su YouTube nel maggio 2022.

Il titolo richiama il celebre principio di Riccioli d’Oro, utilizzato anche in astronomia per descrivere le condizioni che rendono un pianeta potenzialmente abitabile: non troppo caldo, non troppo freddo, ma alla giusta distanza dalla propria stella perché possa esistere acqua allo stato liquido.

Il film si inserisce nel filone della fantascienza dedicata all’esplorazione spaziale, evocando il sogno delle grandi missioni e l’ambizione umana di spingersi oltre i confini conosciuti. Un immaginario che affonda le proprie radici nell’epoca della corsa allo spazio, quando le parole di John F. Kennedy trasformarono la conquista della Luna in una sfida scientifica, politica e culturale.

Dietro la macchina da presa c’è Blake Simon, giovane regista e sceneggiatore americano che si è dedicato anche al cinema di genere e al cortometraggio. In Goldilocks firma sia la regia sia la sceneggiatura, mentre la produzione è affidata a Jared Selcer e Nicole Clowdus. La fotografia è curata da Arden Tse, le scenografie da Brent Mason e la colonna sonora originale da Daniel Ciurlizza.

Il protagonista è Curtis Bechdholt, che interpreta l’astronauta Ray Ashford, impegnato nella ricerca di un nuovo pianeta abitabile. Attore canadese con una lunga esperienza cinematografica e televisiva, Bechdholt è apparso anche in serie come The Outer Limits, Jeremiah e The Crow: Stairway to Heaven, affiancando alla recitazione l’attività di regista e insegnante di recitazione. Accanto a lui troviamo Krista Chandlee, nel ruolo di Elora Ashford, e Daniel Van Thomas, che presta la voce a Robbie. I tre interpreti danno vita alla componente più personale e umana di una storia che, dietro l’avventura spaziale, racconta soprattutto la paura di perdere le persone amate.

Goldilocks si presenta come un omaggio alla fantascienza spaziale e alla sua capacità di trasformare l’esplorazione dell’universo in una riflessione sulle aspirazioni e sui limiti dell’essere umano. Perché cercare un altro mondo significa, inevitabilmente, interrogarsi anche su quello da cui proveniamo.