Non c'è storia più interessante di quella che avrebbe potuto essere raccontata e invece non lo è stata, o almeno così sembra far intendere il grande interesse generato da The Hunt for Ben Solo, il film di Star Wars che avrebbe dovuto dirigere Steven Soderbergh. La notizia del progetto, mai arrivato in produzione, è stata divulgata alcuni mesi fa e l'interesse intorno a un possibile ritorno di Adam Driver nei panni di un redivivo Kylo Ren/Ben Solo è divampato. A parlarne adesso, in una lunga intervista rilasciata a Brooklyn Magazine è l'eclettico regista, famoso per cult come Ocean's Eleven, Magic Mike e Contagion. Commentando la reazione della ex presidente di Lucasfilm Kathleen Kennedy allo stop al progetto, arrivato dai piani alti di Disney per "motivi di storia", Soderbergh si lascia andare:
Non c'è da sorprendersi che fosse frustrata. Eravamo tutti frustrati. Sai, sono stati due anni e mezzo di lavoro gratuito per me, Adam [Driver] e Rebecca Blunt [sceneggiatrice del progetto]. Quando Adam e io abbiamo discusso della possibilità che ne parlasse pubblicamente, ho detto: "Guarda, non fare editoriali o speculazioni sul perché. Di' solo cosa è successo, perché tutto ciò che sappiamo è cosa è successo". Il motivo dichiarato era: "Non pensiamo che Ben Solo possa essere vivo". E questo è tutto ciò che ci è stato detto. E quindi non c'è niente da fare, sai, se non andare avanti. Come ho scritto, in un certo senso avevo creato il film nella mia testa, e mi dispiaceva che nessun altro avrebbe potuto vederlo. Pensavo che la conversazione sarebbe stata puramente pratica: dove andranno, quanto costerà? E avevo una risposta davvero valida. Ma non siamo mai arrivati a quel punto. È folle. Siamo tutti molto delusi.
Dalle parole del regista, sembra che il semaforo rosso per questo film sia arrivato più per una questione di principio che per motivi di produzione, di budget o di casting. Una scelta estremamente rigida, anche considerata la quantità di prodotti spin-off, prequel e sequel che hanno arricchito l'universo di Star Wars nell'ultimo decennio, con diversi livelli di qualità e coerenza narrativa interna. Resta certo il rimpianto del regista, e anche un po' quello dei fan, per quello che questo artista avrebbe potuto creare con il materiale di uno dei più grandi e famosi franchise del cinema.












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