Scott Sigler per il lettore italiano è un nome nuovo, mentre in Usa è uno scrittore affermato nel campo della narrativa di fantascienza e horror. Fanucci Editore presenta il romanzo Contagio (Infected, 2008), a cui seguirà in un secondo tempo la pubblicazione del sequel Contagious.

Negli Usa le autorità sono in allarme in quanto si sta diffondendo una malattia sconosciuta che porta le persone infettate a comportarsi in maniera paranoica, a commettere efferati omicidi per poi suicidarsi. Si teme un attacco batteriologico da parte di una potenza straniera o di un gruppo terroristico. L’allarme è stato dato da Margaret Montoya, un'epidemiologa, che però ha la necessità di studiare la strana malattia su un essere vivente, mentre sino a quel momento sono stati rinvenuti solo contagiati morti. L’agente Dew Philips della CIA ha il compito di catturarne uno vivo e Perry Dawsey, ex campione di football, sarebbe una preda perfetta.

Perry è stato contagiato, non ha idea come sia avvenuta l’infezione ma si trova sul corpo sette punti rossi che prudono. Sembrano morsi di ragno o di altro insetto velenoso. Sono invece parassiti, scaturiti da una bioingegneria sconosciuta e di una complessità che va ben oltre le attuali conoscenze scientifiche. I parassiti cercano di prendere possesso del suo cervello inducendolo ad atti violenti, ma da anni Perry cerca di sopprimere i suoi scatti di rabbia. Forse il destino della razza umana dipende dalla strenua lotta che lui deve condurre contro il suo stesso corpo, perché i parassiti vogliono qualcosa da lui. Ma cosa?

 

Di questo romanzo James Rollins osserva: "In parte Stephen King, in parte Chuck Palahniuk, Contagio mescola fantascienza e horror in un capolavoro pieno di azione, terrore e suspense. Tre raccomandazioni: non lo leggete di notte, o subito dopo aver mangiato un pasto completo, o se siete deboli di cuore".

Un brano dal testo. All'ora di pranzo Perry si sedette in bagno, con i pantaloni intorno alle caviglie, la felpa dei 49ers appallottolata sul pavimento di piastrelle. In cima all'avambraccio sinistro, in cima alla coscia sinistra e sullo stinco destro c'erano piccoli sfoghi rossi, all'incirca delle dimensioni del gommino di una matita HB. Altre tre zone gli prudevano in modo altrettanto fastidioso; percepì con le dita che simili sfoghi si erano diffusi sulla clavicola destra, sulla spina dorsale appena sotto la scapola e sul gluteo destro. Ne aveva uno anche sul testicolo sinistro: si sforzò di non pensare a quello.

Il prurito andava e veniva, a volte aumentava di intensità e si smorzava come una manopola del volume girata lentamente, altre volte si presentava con una violenza cieca, come quando si preme il pulsante dell'accensione di uno stereo impostato al massimo volume. Si trattava decisamente di morsi di ragno, pensò. Magari di un centopiedi; aveva sentito dire che iniettavano un veleno pericoloso. Ciò che lo stupiva era il fatto che fosse riuscito a dormire durante un simile attacco.

L’autore.

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