A volte, abbagliati dalla straordinaria bellezza della Yvonne Strahovski di Chuck, ci dimentichiamo che anche Anna Torv ha qualcosa da dire, e che a lei è toccato anche il difficile compito di sdoppiarsi in due persone perse in due mondi diversi.

L'episodio del 2 dicembre, intitolato Entrada, è anche il penultimo che vedremo quest'anno, ed è quindi giunto il momento di tirare le somme della storia finora raccontata.

Per farlo, il New York Post ha incontrato Anna Torv, chiedendole il suo punto di vista sul mondo di Fringe.

"Olivia è così repressa e tesa, sembra che porti sulle spalle il peso dei problemi degli altri" risponde l'attrice quando le viene chiesto cosa ha pensato quando ha saputo di doversi sdoppiare nella terza stagione della serie. La sua battuta preferita, dice, era "quando arriva il suo alter ego a cui non importa nulla?" E quando la notizia è arrivata, la cosa le ha fatto un enorme piacere: "quando ti capita la possibilità di sederti e crearti tutta una nuova immagine?"

La costruzione di Bolivia (bad Olivia) è cominciata "cercando una differenza che la distinguesse. Prima è arrivato il colore dei capelli, poi l'abbigliamento da pilota, che mi ha fatto camminare in modo diverso." La ricerca è partita dall'esterno verso l'interno: "ma il cuore del personaggio è che lei è una persona con i piedi per terra che non si porta nel cuore gli eventi della sua vita. Ha una energia del tutto diversa."

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