Il fondamento fantascientifico di The cell è decisamente evidente. Questa pellicola che sembra nascere da un punto di incontro visivo tra gli spot della Levi's e il cinema di Peter Greenaway propone, infatti, un notevole background fantastico e onirico. La macchina che serve alla psicologa interpretata da Jennifer Lopez ad entrare nella mente di un serial killer ai fini di salvare la sua ultima vittima, ricorda moltissimo la letteratura di fantascienza più colta. Già, perché i sogni, gli incubi, le frustrazioni, le ossessioni che diventano persone, luoghi e ambienti portano dritti, dritti alla paranoia di certi personaggi di libri famosi e di altri meno noti, ma non di minore valore. Certo lo sviluppo della storia non è eccessivamente emozionante e molto viene dato per scontato, eppure The cell per chi ama il fantastico non può non diventare un film di culto. Questo non solo per la presenza di una sensualissima Jennifer Lopez o per un gioco di specchi tra l'attore Vince Vaughn (il Norman Bates di Psycho di Gus Van Saint) che diventa l'alterità del serial killer, quanto piuttosto per una forse perfino grottesca ansia del dettaglio e angoscia visiva del particolare. Qualche incertezza, molto gusto kitsch e -- infine -- una storia veloce e rapida per sfruttare -- in verità - non in pieno uno spunto intrigante. I difetti di questo film sono tanti e possono anche diventare troppi per il pubblico dalle forti e lecite aspettative, eppure un amante della fantascienza non potrà non rimanere attratto dal gioco di riferimenti psicoanalitici e dalla visualizzazione del lato oscuro dei protagonisti di questa storia. The cell è un film fascinoso in cui ci sentiamo posti di fronte alla concreta possibilità di cadere in preda di una nostra visionaria alterità in cui abbiamo a stento cacciato il male e la rabbia, giocando a portare i sogni e gli incubi su una tenue barriera psichica che può infrangersi in ogni momento. La dimensione onirica del film è angosciante e a tratti terrorizzante con il continuo riferimento a fatti, cose e persone glorificate da un gusto noir per l'immagine.