Pioneer One (Pilot)

Un mistero intrigante e una produzione di classe fatta con un pugno di dollari sfida le grandi produzioni con la distribuzione gratuita via web. Il pilot di Pioneer One ci fa così sperare nel futuro delle serie non-televisive.
stagione 1, episodio 1, U.S.A., 2010 - regia di Bracey Smith - scritto da Josh Barnhard - con James Rich - Thomas Taylor
Alexandra Blatt - Sofie Larson
James Rich - Thomas Taylor
Alexandra Blatt - Sofie Larson
Matthew Foster - Zachary Walzer
Guy Wegener - Vernon
E. James Ford - DiLeo
Laurence Cantor - Francis Norton
KJoe Am - giudizio: ottimo

Seimila dollari. Al cambio sono quattromilaottocentottantasette euro. Cosa è possibile fare con seimila dollari? Comprarsi forse una macchina usata e probabilmente scassata? O uno splendido televisore ultrapiatto di nuova generazione? O forse sarebbe meglio un bell’I-Mac più un’I-pad? Una bella sommetta, sicuramente, ma che non permette di fare grandi cose e di sicuro non ti cambia la vita. Ma se metti questa sommetta nelle mani di Bracey Smith e Josh Bernhard diventa qualcosa di incredibile a credersi: il pilot di una serie. E che pilot! Il valore aggiunto non sono i soldi, ma la passione, la passione per un’arte, quella cinematografica, diventata ormai per i più un semplice show business. La passione è quella che trasforma un pugno di dollari in una storia da raccontare, da vedere e da gustare.

La storia narra di una misteriosa navicella spaziale che atterra, schiantandosi, in Canada, rilasciando radiazioni per centinaia di miglia attraverso il Montana. Il governo americano invia quindi un team in grado di fare luce sull’accaduto e la sorpresa inquietante è che non solo si tratta di una vecchia navicella dell’Unione Sovietica, ma al suo interno viene trovato un giovane cosmonauta in un’antica tuta, che versa in gravi condizioni di salute, con un cancro devastante in tutto il corpo. Ho avuto occasione di scambiare quattro chiacchiere con il regista di Pioneer One, Bracey Smith, il quale mi ha raccontato di quanto siano stati fortunati a trovare un cast che non solo lavorasse letteralmente per un tozzo di pane, ma che fosse entusiasta del progetto e avesse le qualità attoriali necessarie per realizzarlo.Il buon Bracey ha sicuramente ragione, e gli attori sono completamente in parte, a cominciare dai protagonisti Thomas Taylor, interpretato da James Rich, e Sophie Larson, interpretata da Alexandra Blatt. Ma impressionante è sicuramente la scena in cui compare Lawrence Cantor,
un superesperto dei meccanismi della vecchia guerra fredda, che in un mix tra un Padrino e un James Bond in pensione, ci regala un monologo tra i più interessanti visti in questo pilot. Per motivi legati a un budget così esiguo, è stata decisa un’impostazione per così dire “teatrale” delle scene, con lunghi piani sequenza che forse rallentano il ritmo ma che allo stesso tempo danno un’impressione di realismo, eliminando quella classica atmosfera patinata tipica dei telefilm americani. L’idea poi di uno scontro frontale diretto con il sistema classico di distribuzione dei telefilm è un’altra nota di merito da aggiungere a questo progetto. Infatti Pioneer One è stato distribuito attraverso l’atipico canale dei torrent, trovando pieno appoggio non solo nella piattaforma Vodo, che è specializzata nella distribuzione via Internet di film autoprodotti indipendenti, ma anche in tutta quella serie di siti che gli anglosassoni chiamano “infamous”, come Pirate Bay o EZTV, classico approdo di tutti coloro che scaricano illegalmente, questo forse a indicare che una nuova strada per ottenere telefilm gratuitamente è possibile, basta la buona volontà e la passione delle persone che lo producono e qualche mente illuminata che decida di credere in questi progetti.

Josh Barnhard (sinistra) e Bracey Smith (destra)

Attraverso il sistema delle donazioni si mette il telespettatore in una posizione privilegiata, si scarica lo show, lo guarda, e se gli piace ha tutta la libertà e la facoltà di effettuare una donazione che permetta al programma di continuare. Trovo il concetto entusiasmante, e credo che sia una strada possibile e percorribile, quindi auguro di cuore al duo Bracey Smith/Josh Bernhard ogni fortuna possibile per il loro progetto.

Autore: Angelo Rossi - Data: 24 giugno 2010

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Commenti

1 You can find this review in English on my blog: http://www.fantascienza.com/blog/puntorossi/2010/06/24/pioneer-one-review-pilot/ (Potete trovare questa recensione tradotta in inglese sul mio blog di fantascienza.com.)

» postato da . alle 11:03 del 24-06-2010

2 Pioniere è proprio il termine giusto per definire questo progetto, al di là del contesto fantascientifico. Sono un pò scettico sulla durata: 5 stagioni mi sembrano parecchie. Se davvero riuscussero a concluderne un paio, allora la strada sarebbe segnata e i grandi network dovrebbero riflettere sia sui costi assurdi per produzioni mediocri (a basso costo si può fare di meglio), sia sulla considerazione che il "pubblico", a cui arrivare, è un concetto un pò meno limitante, quando non è riferito al contesto televisivo, con la possibilità di individuare così in Internet un nuovo territorio di espansione. Del resto paradossalmente sono stati proprio i network attraverso gli sneak peek, disponibili in internet, a rendere possibile questo ulteriore passo verso una serie autofinanziata e autonomamente prodotta. Alla fine penso che l'assalto a Internet sarà consequenziale da parte loro. E' solo questione di tempo.

» postato da Kobol77 alle 14:21 del 24-06-2010

3 :o Credo di aver visto un altro pilot allora. Sicuro che fosse Piooner 1? Quello fatto con una telecamera in mano ad un parkinsoniano e che cerca di scimmiottare un film della CIA americano? A parte la bella idea su cui gira la trama i dialoghi sembrano fatti apposta per essere una presa in giro dei film hollywoodiani. Anzi ad un certo punto pensavo si trattasse di un film comico.

» postato da Rodia alle 22:58 del 27-06-2010

4 ;-) In effetti più che un film comico sembrava un trailer comico di una serie-parodia...

» postato da ammiraglio_naismith alle 11:45 del 07-07-2010

5 Concordo con gli ultimi due commenti. Neanche una luce decente in questo pilot, sembrava girato nel seminterrato di casa da due adolescenti scifi maniacs.... come si fa a dargli quattro stelle ragazzi?

» postato da (Graziano Coppa) alle 09:05 del 19-07-2010

6 «Concordo con gli ultimi due commenti. Neanche una luce decente in questo pilot, sembrava girato nel seminterrato di casa da due adolescenti scifi maniacs.... come si fa a dargli quattro stelle ragazzi?» Si tenta di apprezzare sforzo, trama, dialoghi ed originalità...magari non tutti riescono però non è impossibile...

» postato da Zakalwe alle 13:22 del 19-07-2010

7 «Concordo con gli ultimi due commenti. Neanche una luce decente in questo pilot, sembrava girato nel seminterrato di casa da due adolescenti scifi maniacs.... come si fa a dargli quattro stelle ragazzi?» Probabilmente chi fa queste recensioni soffre di allucinazioni o si droga pesantemente!

» postato da . alle 17:30 del 24-07-2010

8 «Probabilmente chi fa queste recensioni soffre di allucinazioni o si droga pesantemente!» Cavolo, stavo per cancellare il commento perché troppo offensivo nei confronti del recensore... :lol: S*

» postato da S* alle 18:57 del 24-07-2010

9 ««Probabilmente chi fa queste recensioni soffre di allucinazioni o si droga pesantemente!» Cavolo, stavo per cancellare il commento perché troppo offensivo nei confronti del recensore... :lol: S*» Ormai il punto se la canta e se la suona da solo, innescando flame e poi pacificandosi con soddisfazione :lol:

» postato da Botolo alle 23:02 del 24-07-2010

10 Questa iniziativa dei film a basso costo via web è invece una cosa ottima. il futuro di questa tipologia è sicuramente tracciato e prossimo. piooner one è un'ottima idea e ottima trama ...non ha effetti speciali pazzeschi? e chissenefreg.....no? possibile che dobbiamo sempre e solo apprezzare un film che costa piu di un jumbo jet da centinaia di milioni di $ ? con certe somme si possono invece realizzare decine e decine di progetti ed idee valide...a me personalmente fa arrabbiare moltissimo che abbiano dovuto interrompere serie intriganti e belle come "Odyssey 5" del 2005 (una sola stagione senza il seguito e soluzione) e serie come Star trek Enterprise ( 4 stag. invece delle 6 o 7 preventivate) o la recente Defyng gravity ( pare abbiano gia smontato il set dopo la prima stagione) ecc ecc.....quante serie e film si possono fare con i 240 milioni di $ di avatar? Ora parlano di 250 milioni di $ per Alien 5 (sicuramente mi interessa e lo vedrò....ma possibile che con la metà di quella cifra non veniva ottimo lo stesso?). Quanto si avrebbe in ritorno economico, magari superiore, con decine e decine di progetti distribuiti via web e/o pay-tv magari anche con i giusti sponsor e pubblicità mirata? mi scandalizzerei di meno di quando vado al cinema e dopo aver pagato 8 euro a persona mi devo sorbire anche 15-20 minuti di pubblicità prima di vedere il film....non credete anche voi?

» postato da (mark rossi) alle 05:04 del 13-10-2010

11 Pioner One è un ottimo prodotto...non adatto ai ragazzini che hanno bisogno di vedere alieni con i denti aguzzi....tornate tra qualche anno, ne riparliamo....bamboccioni

» postato da (pax Maz) alle 22:29 del 12-03-2011

12 «con la possibilità di individuare così in Internet un nuovo territorio di espansione. » Credo che la formula economica giusta per internet che metta d'accordo tutti, non si sia trovata ancora. I network voglio guadagnarci dal loro lavoro, non si possono biasimare per questo, e al momento gli unici che portano i miglioni sono gli sponsor televisivi. Pioneer potrà anche essere un esempio lodevole che sicuramente mette un pò di vergogna in faccia ai network (sempre che abbiano una faccia da sporcarsi), ma non possiamo pretendere che sia questo il modello commerciale. Alla fine le serie costano, per quanto uno può essere parco nello spendere, rappresenteranno sempre un grosso investimento che in qualche modo deve rendere. I tecnici vanno pagati, l'affitto degli studi e delle attrezzatura va pagato e gli attori vanno pagati. E più una serie ha successo e più diventa costoso mantenerla. Ci sono esempi di serie chiuse prematuramente per mancanza di ascolti, ma ci sono anche esempi di serie che hanno chiuso con il pieno di pubblico. Sarà difficile, al momento che internet possa sostituirsi alla TV.

» postato da MiaPiccolina alle 22:27 del 13-03-2011

13 Tendenzialmente sono d'accordo con MiaPiccolina (ma che nick è???! :-) ) Per quanto è anche vero che ci sono casi di serie professionali prodotte per il web, come Sanctuary o la stessa Blood & Chrome; il fatto che su web siano durate poco (B&C non c'è neanche arrivata) perché sono state poi acquistate per farne vere serie televisive non significa che non esistesse un business plan che prevedesse comunque un attivo anche andando solo sul web. A meno che, certo, l'intera operazione non fosse vista proprio come tentativo in perdita con la prospettiva di vendere comunque la serie. Chiaro che il budget è ridotto e devi fare economie; Sanctuary aveva un solo attore di discreta notorietà (la Tapping) e gli altri erano sconosciuti, tutto girato in interni su blue screen, grafica 3D abbastanza tirata via, eccetera. Comunque, era solo un inizio. Un punto a favore del web è che, mentre la tv deve contare sul pubblico locale, il web (volendo) può accedere all'intera rete. In linea teorica può avere un pubblico molto più vasto una serie web che non una serie anche trasmessa da un grosso network. S*

» postato da S* alle 08:23 del 14-03-2011

14 «Questa iniziativa dei film a basso costo via web è invece una cosa ottima. il futuro di questa tipologia è sicuramente tracciato e prossimo. piooner one è un'ottima idea e ottima trama ...non ha effetti speciali pazzeschi? e chissenefreg.....no? possibile che dobbiamo sempre e solo apprezzare un film che costa piu di un jumbo jet da centinaia di milioni di $ ? con certe somme si possono invece realizzare decine e decine di progetti ed idee valide... ..... » Quotissimo, come concetto ... 'sto nuovo pilot non l'ho ancora visto però... ... E infatti a me Sanctuary piace, anche e sopratutto perché non è di quei telefilm con supermega trame oscure, intrigate e autoalimentanti alla Lost... E poi Amanda Tapping è sempre un bel vedere, specie quando indossa quei completini di pelle nera superaderenti ... :wink:

» postato da senji alle 09:30 del 14-03-2011

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