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L'Entropia emotiva: da artificio letterario a potenzialitą postumana

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A questo punto, ci tengo a sottolineare cosa intendo per “entropia emotiva”: il nostro stato psichico, in tutti i suoi aspetti, si muove senza posa da una condizione di stasi ordinata ad una

di flusso caotico e all'inverso. Questo è assimilabile oltretutto a quanto avviene in fisica. Se ne ipotizzano per deduzione e analogia alcuni spunti, approfonditi oltre:1. conditio sine qua non per la conoscenza e l’auto-sviluppo è questa continua tensione a livello psico-emotivo χάος — κόσμος (chaoskosmos);2. se questo movimento è assoggettabile ai principi della fisica, esso producendo energia ha conseguenze effettive sul reale, modificandolo3;3. tale potenzialità farebbe crollare l’idea di una realtà unica e sussistente di per sé, in particolare verrebbero avvalorate:a. la teoria di una realtà puramente fittizia, non granitica ed esistente in sé per sé (dal punto di vista scientifico);b. il concetto di realtà quale proiezione della mente, che diviene esistente nel momento in cui l’io venendone a contatto gli dà concretezza (dal punto di vista filosofico-gnoseologico);4. un allenamento di tale facoltà può produrre un notevole sviluppo delle capacità psichiche e cognitive intrinseche con inevitabili ricadute su quanto ci circonda;

5. questo potenziamento auto-indotto, una volta amplificato grazie alle nanotecnologie, potrebbe rivelarsi una delle capacità basilari dell’essere postumano.

 

Chaos vs. Kosmos ed energia psichica

Già la mitologia greca si raffigurava all’inizio dei tempi un disordine primordiale, Chaos, un abissale voragine ove la materia è mescolata, non vi erano forme né nomi, tutto era eterogeneo senza un disegno. Chaos generò entità che diedero conformazione ordinata all’universo, Kosmos.Il mito, non poi così lontano dalle attuali teorie cosmologiche sull’origine dello spazio, conferma che solo da uno stato di primitivo disordine è possibile generare ordine, leggi, regole. Tuttavia, aggiungo, senza un continuo passaggio tra questi due stadi non ci sarebbe moto, sviluppo alcuno, in nessun campo: lo stato caotico è premessa fondamentale per il progresso (nel senso pro-gredior, proseguo innanzi). La storia stessa vede periodi di quiete assestata succedersi ad anni turbolenti di guerra e decadenza, necessari perché in nuce la fase informe e confusa fa germogliare i primi sentori che daranno luce all’epoca di equilibrio successiva.Gli stadi cerebrali sembrerebbero comportarsi in maniera analoga: continuerebbero a transitare da fasi caotiche a fasi strutturate in una instancabile “entropia emotiva” (emotivo in senso etimologico, e-moveo, smuovo con forza). Questo è già alla base dello sviluppo psichico (sia dal punto di vista conoscitivo, emotivo, psicologico, ecc.) degli individui, che se si adagiassero nel momento di calma e ordine (di “soddisfazione”, in definitiva), non avrebbero più alcuno stimolo né possibilità di crescita, ma anche della formazione e potenziamento del pensiero stesso (un dato dai sensi è recepito informe e dopo un’elaborazione da parte dell’intelletto diventa catalogabile e identificabile; solo se l’intelletto mette in discussione lo status quo precedentemente cristallizzato del dato stesso, vi è ampliamento di informazioni, quindi apprendimento e conoscenza).Chiamare tali passaggi psichici “movimenti” non è un caso. La tensione chaos-kosmos a livello neurale circola attraverso il passaggio di dati e informazioni tramite impulsi elettrici sinaptici, ovvero appunto una movenza reale nel nostro cervello, cosa che, ricordando le leggi fisiche, produce energia. Noi ci spostiamo emanando energia psichica, più o meno intensa, e venendo in relazione con la realtà, cosicché essa, a contatto con energie altre, le modifica inevitabilmente per interferenza e influsso. Così parrebbe attendibile la teoria — tanto destabilizzante dal punto di vista scientifico tradizionale — che quando noi osserviamo o veniamo a contatto con qualcosa, la modifichiamo4.

1 Boris Vian, "La schiuma dei giorni", ed. Marcos y Marcos, pagg. 272, Euro 13,50.

2 Il peggioramento della malattia di Chloé e lo sconforto generale di Colin non solo fanno abbrutire la loro casa che fino a prima del tragico evento era incantevole, ma tutto quanto circonda il protagonista pare ristrutturato, in un climax crescente, in base al disgregarsi in lui di ogni speranza, convinzione ottimistica e al venir meno del suo modus vivendi precedente.

3 Se si considerasse tale passaggio ordine-disordine (e quindi tensione ad un aumento di entropia) un "movimento" fisico che avviene a livello neurale, esso risulterebbe assoggettabile alle leggi della fisica classica, che statuiscono che il movimento produce energia. Tutti i movimenti dell'intelletto, in una sorta di cinetica del pensiero, avrebbero dunque questa peculiarità. L'energia fisica, poi, andrebbe a colpire quanto osserviamo modificandolo (quasi si generasse una sorta di radiazione energetica psichica che si scontrerebbe con altre energie e, producendo anche una certa quantità di moto, influirebbe sul "reale").

4 Ciò scaturisce dal "principio di indeterminazione di Heisenberg", che portò alla consapevolezza, non solo scientifica, che tutto è probabilità, e che l'osservatore – solo per il fatto di essere tale – in qualche modo modifica il fenomeno analizzato.

5 Le scoperte, scientifiche e non solo, il progresso stesso della specie umana, parrebbero fondati sul processo creativo che prima destruttura l'esistente e poi lo rimodella in maniera più efficace per il proprio bisogno o scopo. Non da ultimo, persino la dialettica classica si basa sostanzialmente sull'alternanza pars destruens - pars costruens.

6 Dal greco nooúmenon, "ciò che viene pensato"; indica tutto ciò che non può essere percepito sensorialmente, che è oltre il fenomeno, è la cosa in sé.

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Autore: Francesca Fuochi - Delos Science Fiction 111 - Data: 1 febbraio 2009

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Commenti

1 Il balzo mi sembra un po' azzardato, ma in generale l'idea presentata nel brano è piuttosto affascinante. Dico questo perché, in fondo, non serve muoversi per provare che la realtà è un'illusione soggetta a decostruzione. Dentro la scatola cranica, de facto, regna il buio. 7di9

» postato da 7di9 alle 18:57 del 08-02-2009

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