Frankenstein, tra horror e parodia

Un saggio sul mitico mostro e il suo creatore che hanno impaurito generazioni di lettori

Un saggio sulla figura cinematografica di Frankenstein, opera di Alvise Barbaro, che con il titolo di Frankenstein — un mostro di celluloide tra Horror e parodia fa una interessante analisi della "creatura" creata nei primi anni del 1800 dalla scrittrice Mary Shelley.

L’autore nasce vicino Padova nel 1979, si è laureato in storia e critica del cinema, ha collaborato con la rivista Ciak e con Mediaset. Attualmente vive e lavora presso Fabrica.

Ha una profonda conoscenza del cinema, horror ma non solo.

Il suo saggio è diviso in vari ed esaustivi capitoli:

Nascita di un mito; Consacrazione del mito; Frankenstein secondo James Whale; La parodia: Frankenstein junior; Conclusione, più una ricca appendice con una “breve storia del genere horror”, schede critiche dei film analizzati e molto altro ancora.

 

Dalla quarta di copertina: Uscita nel 1818 dalla penna della ventenne Mary Shelley, la storia di Frankenstein e dei suoi esperimenti ha attraversato quasi due secoli, conservando intatta la sua presa sul pubblico. Da allora ha percorso vie diverse: dalla carta al grande schermo che ne ha fissato l’iconografia rendendolo un classico. Attraverso il cinema, il Novecento ha adottato le vicende del mostro infondendo lo spirito di un’epoca moderna e in evoluzione. Nei Frankenstein hollywoodiani si riflettono i cambiamenti di un secolo cruciale che dallo sguardo solenne dei primi film approda a quello dissacrante e memorabile di Mel Brooks. Il libro si arricchisce di frequenti incursioni nella storia della settima arte, che con la prima trasposizione cinematografica di James Whale, sancisce il trionfo del genere horror. Con il sostegno di un interessante apparato iconografico, l’autore ripercorre le tappe attraverso le quali la storia di Frankenstein si è impressa nella mente di tutti, prestandosi a letture nuove e adattamenti inediti, ma mantenendo sempre la capacità di muovere corde profonde. Cosa accomuna il successo del romanzo e dei film degli anni Trenta a quello delle rivisitazioni nostalgiche degli anni Settanta? Il saggio si addentra appassionato nella questione e trova delle risposte.

Frankenstein — un mostro di celluloide tra Horror e parodia di Alvise Barbaro (2006, Costa & Nolan Editori, collana Estetiche della comunicazione globale, pag. 205, euro 17,60).

Autore: Pino Cottogni - Data: 28 giugno 2007

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Commenti

1 Bisognerebbe ricordare che la prima stesura di Young Frankenstein (o Frankenstein Junior, in italia) fu di Gene Wilder, che la sottopose poi a Mel Brooks e ci lavorarono sopra insieme. A Cesare quel ch'è di Cesare! :-)

» postato da Marco Dalla Stella alle 11:20 del 28-06-2007

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