Il risveglio di H.G. Wells

Nel 2100 Londra è una megalopoli soffocante e l'umanità divisa in due caste, i lavoratori che vivono in basso e la minoranza privilegiata che abita i piani alti.

“Fantasie del possibile”. Quando scrisse Il risveglio del dormiente, primo di una serie, così Herbert George Wells definì quei romanzi. Ognuno di essi romanzi traeva argomento da qualche tendenza innovatrice e ne sviluppava le future possibili conseguenze.

Un altro famoso romanzo che appartiene a questa serie è La guerra nell’aria.

L’autore è troppo famoso e conosciuto e non ha certo bisogno di una presentazione.

Nel presente romanzo Wells, che viveva a Londra, vede una città cresciuta a dismisura con problemi di sovrappopolamento e persone che ci vivono malissimo. Racconta questo disagio attraverso le avventure di un dormiente che si risveglia nel 2100 dove la città è quasi un luogo maledetto, con enormi e soffocanti palazzi, i lavoratori “tute azzurre” assordate in continuo da giornali “urlati”, vivono quasi in comune e nella parte bassa della città, mentre vi è una minoranza che vive benissimo e nei livelli superiori.

L’autore con questo romanzo e con tanti altri ha una capacità di prevedere possibili futuri veramente sbalorditive e molte sue idee furono poi usate da molti altri scrittori venuti decenni dopo.

 

Dalla quarta di copertina: Con l’inizio del Novecento Wells sente di avere ormai raggiunto una posizione di grande prestigio e di forte influenza intellettuale sulla sua epoca, tale da poter determinare gli equilibri politici all’interno del movimento socialista. Il suo progetto di conquista della leadership politica si articola su due piani. Sul primo egli medita e pubblica una serie di saggi che sono destinati a esprimere, attraverso il disegno di un’utopia prossima ventura, il suo progetto politico per il riscatto dell’Inghilterra e del mondo; sul secondo prende contatto con l’organizzazione politica di impronta socialista che gli sembra più autorevole e consona: la Società Fabiana.

Ampie premonizioni della problematica politica e culturale sembrano ritrovarsi ne Il risveglio del dormiente (1899, con il titolo When the Sleeper Wakes, ma rivisto e ridotto nel 1910 con il titolo attuale), un libro di fantapolitica ambientato in una Londra stravolta e deturpata dalle brutture di un capitalismo degenerato (giunto oramai alla dimensione di monopolio mondiale) e situata nell’anno 2100. Il mito del dormiente, che dopo secoli di sonno si ridesta per osservare il mondo che lo circonda con occhi estranei per l’età del suo risveglio, ma sintonizzati con il presente dei lettori, che coincide con l’epoca dell’inizio del grande sonno, permette a Wells di sottolineare l’entità e la qualità delle degenerazioni sopravvissute nei termini dell’etica e della visione del mondo dei suoi contemporanei, offrendo loro il pretesto per grida di allarme, appelli e invettive destinati a influire sui lettori.

 

Il risveglio del dormiente di Herbert George Wells (The Sleeper Awakes, 1966), traduzione di Maria Luisa Righi, Ugo Mursia Editore, collana I Classici GUM, pag. 174, euro 11,90.

Autore: Pino Cottogni - Data: 7 aprile 2006

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