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In una intervista recentemente rilasciata a Empire, autorevole periodico di informazione cinematografica, Jon Favreau (già regista di Zathura) si è dilungato sul suo prossimo progetto: la trasposizione — ancora in fase di studio — di John Carter di Marte, una delle saghe di maggior successo nella storia della fantascienza. Ideate da Edgar Rice Burroughs (il papà di Tarzan) quasi cento anni fa, le favolose gesta di questo avventuriero spaziale hanno incantato nel tempo intere generazioni di lettori, esercitando una forte influenza su altre opere di grande successo, come ad esempio la saga di Star Wars portata sugli schermi da George Lucas.
“Fondamentalmente ogni storia di fantascienza può essere ricondotta a un progenitore, ovvero John Carter” sostiene Favreau. “Si tratta di un veterano della guerra civile, un capitano di fanteria che si trova all’improvviso trasportato su Marte, in mezzo a uno scenario piuttosto instabile di tribù in guerra, sullo sfondo di un pianeta morente e ormai a corto di risorse… Ma si scopre anche dotato di incredibili superpoteri”. Quando la saga fu scritta, non si sapeva molto di viaggi spaziali e anche gli altri pianeti del sistema solare erano avvolti in una nube di mistero. “John Carter ha una forza sovrumana e la capacità di spiccare grandi balzi. Così un veterano sopravvissuto a una guerra fondamentalmente senza significato sulla Terra, finisce su questo pianeta a vestire i panni di un guerriero temibile, che può davvero spostare l’esito del conflitto. In questo senso, la storia non è estranea a un certo fascino fantasy”.
Il progetto è stato nell’aria a Hollywood per molti anni. La

2 «Tartan? Non conosco questo personaggio
)»
Ah, ma è famosissimo... è un uomo della giungla come Tarzan, solo che invece di avere un gonnellino fatto di pelli ce l'ha a scacchi di pura lana scozzese ![]()
» postato da S* alle 12:02 del 03-02-2006
3 ««Tartan? Non conosco questo personaggio
)»
Ah, ma è famosissimo... è un uomo della giungla come Tarzan, solo che invece di avere un gonnellino fatto di pelli ce l'ha a scacchi di pura lana scozzese
»
E' citatissimo in "Il numero della bestia" di Heinlein.
Ma la domanda sorge spontanea: ha senso un film fantasy-fs ambientato su Marte, soprattutto tenendo conto che sappiamo cosa non ha il pianeta rosso?
Sinceramente ho qualche dubbio sul successo di un tale progetto.
Palomino.
» postato da KVT Palomino alle 17:10 del 04-02-2006
4 «
Ma la domanda sorge spontanea: ha senso un film fantasy-fs ambientato su Marte, soprattutto tenendo conto che sappiamo cosa non ha il pianeta rosso?
Sinceramente ho qualche dubbio sul successo di un tale progetto.
Palomino.»
mi chiedo cosa non ha il pianeta rosso :O
comunque dove vogliamo mettere il "sense of wonder" che trasmettono i libri di John Carte (almeno i primi 3).
Se vogliamo analizzare razionalmente (come è marte o come non è, cosa è possibile o cosa non è possibile.....) tutti i film di fantascienza (e anche i romanzi) allora potremmo mettere in cantina tutte le nostre letture e tutti i nostri sogni
ciauzzzzzzzzzzzz
ciauzzzzzzzzzzz
» postato da ekkeppalle alle 03:22 del 05-02-2006
5 potrebbe venirne fuori qualcosa di discreto da un film del genere.
molto retrò e molto pulp... (pure troppo)... ![]()
» postato da Zquee alle 11:55 del 05-02-2006
6 « Ma la domanda sorge spontanea: ha senso un film fantasy-fs ambientato su Marte, soprattutto tenendo conto che sappiamo cosa non ha il pianeta rosso? Sinceramente ho qualche dubbio sul successo di un tale progetto. Palomino.» Tieni presente che quando Edgar Rice Burroughs (si scrive accussì?) l'ha scritto le missioni Viking erano ben lontane e non si sapeva molto sull'habitat marziano. Ha senso farne un film adesso? E perché no? Forse la cosa migliore sarebbe di rispettare quel sense of wonder un po' ingenuo tipico dell'epoca, con un'ambientazione volutamente retrò tipo Sky Captain: con un regista capace e attori bravi il risultato finale non dovrebbe4 essere malvagio. un saluto Quaoar
» postato da Quaoar alle 22:25 del 06-02-2006
7 «E perché no? Forse la cosa migliore sarebbe di rispettare quel sense of wonder un po' ingenuo tipico dell'epoca, con un'ambientazione volutamente retrò tipo Sky Captain: con un regista capace e attori bravi il risultato finale non dovrebbe4 essere malvagio. » ...non potrei dirla meglio... Speriamo però che il regista riesca a destreggiarsi ed a rendere un'atmosfera sognante alla Sky Captain piuttosto che quel coacervo di luoghi comuni che da un bellissimo fumetto (in cui veniva citato anche il nostro John Carter) ha portato sullo schermo quella schifezza della Lega degli straordinari gentiluomini.....bleah...
» postato da Zakalwe alle 09:03 del 09-02-2006
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1 Non conosco questo personaggio
)
» postato da Domenico Cerbone alle 09:51 del 03-02-2006