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I 12 migliori film sulla sulla fine del mondo

Dodici precedenti versioni della fine del mondo apparse sul grande e sul piccolo schermo. Se la tredicesima la vedrete in diretta, almeno non dovrete poi comprare l'edizione in DVD con contenuti speciali.

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Oggi (stasera o stamattina o [inserite un momento della giornata a scelta] a seconda del vostro fuso orario di riferimento e di dove vi trovate sul pianeta) è il giorno della fine del mondo.

Non che sia una novità, perché questo tema è stato al centro di molte pellicole di fantascienza. Le scene dell'Apocalisse sulla Terra sono un po' come i film horror: prima fanno venire i brividi per la situazione in cui sono finiti i protagonisti e poi fanno tirare un sospire di sollievo al pensiero che tanto mica è successo a noi.

Tanto sono solo fantasie.

Tanto noi siamo qui al sicuro.

Certo, come no.

 

Ecco quindi dodici occasioni in cui il cinema ha immaginato la Fine del Mondo.

Come accade per tutte le selezioni è comunque un poco arbitraria. Già vi vediamo agitarvi perché manca quel titolo là, perché è stato inserito quel titolo lì, guai a chi ha parlato male del vostro film preferito, come osate osannare quella schifezza putrida?

La risposta è: chi se ne infischia. La lista è stata fatta in basi a puri criteri personali. Tanto domani, nella migliore delle ipotesi, sarete a caccia di scarafaggi per potervi riempire lo stomaco. Non avrete certo tempo per protestare nel forum.



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Quando i mondi si scontrano

(When Worlds Collide, Stati Uniti, 1951. Regia di Rudolph Maté).

Livello di paura: alto.

Livello di profezia: costante.

Livello polically correct: basso.

Partiamo con la catastrofe classica: un corpo celeste vagante non ha di meglio da fare che cadere sulla Terra. Il romanzo è del 1933, il film del 1951 (vinse l'Oscar per gli effetti speciali dell'allagamento di New York), di meteore biricchine ne sono annunciate due o tre alla settimana, eppure sono passati sessant'anni e sulla testa non ci è caduto proprio nulla. Anzi, ancora un po' e ci scappava il remake; inizialmente era previsto per il 2012, ma magari lo girano l'anno prossimo.

Da notare che nel finale si salvano solo dei bianchi che, eroici pionieri, si spostano sul pianeta che accompagnava la stella che investe il nostro pianeta. Il futuro sarà monorazziale e monoetnico.



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Esperimento I.S.: Il mondo si frantuma

(Crack in the World, Stati Uniti, 1965. Regia di Andrew Marton)

Livello di paura: medio

Livello di profezia: basso

Livello politically correct: medio

A chi potrebbe venire in mente di scavare un buco e di gettarci dentro una bomba atomica? Solo a un americano e solo se lo può fare in mezzo all'Africa. Le conseguenze? Delle bazzecole: la Terra si arrabbia di brutto e inizia a fratturarsi, scaricando terremoti e maremoti sulla popolazione. La soluzione degli scienziati? Una seconda atomica che però fa solo invertire la marcia della fessura. Prima di poter proseguire con Acchiappa la Talpa a furia di mazzate nucleari, la parte del mantello terrestre infiammata decide di fuggire nello spazio e dare origine a una seconda luna (che in teoria potrebbe dar luogo a ulteriori squilibri per la superficie del pianeta, ma soprassediamo). In realtà, anche se ogni volta che uno scienziato fa un esperimento (fosse anche quello di un nuovo cocktail) qualcuno lancia allarmi a squarciagola, nessuno fa più test di questo tipo se non in segreto. Quindi è difficile che sia questa la vera fine del mondo.



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... e la Terra prese fuoco

(The Day the Earth Caught Fire, Gran Bretagna, 1961. Regia di Val Guest).

Livello di paura: alto

Livello di profezia: medio

Livello politically correct: alto

Già un segno dell'Apocalisse dovrebbe essere il fatto che il titolo italiano è quasi l'esatta traduzione di quello originale. A causa di una serie di esplosioni nucleari il nostro pianeta cambia l'inclinazione dell'asse ed esce dall'orbita per dirigersi verso il sole (in barba alle leggi della fisica). La Terra è così destinata a bruciare dopo un torrido periodo di agonia ricco di disastri ambientali di ogni tipo. Il finale non è svelato: forse ci salviamo o forse no. La versione per il mercato USA è dotata di rassicuranti campane per invogliare al pensiero che, alla fine, tanto ci salviamo per aver pregato abbastanza (cosa che nei film tutti fanno, ma che di solito non serve a niente).



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Viaggio in fondo al mare

(Voyage to the Bottom of the Sea, 1961, Stati Uniti. regia di Irwin Allen).

Livello di paura: alto

Livello di profezia: scarso

Livello politically correct: basso

Nel 1961 le fasce di van Allen erano state appena scoperte e poco conosciute quindi erano ottime per spaventare il pubblico. All'improvviso prendono fuoco e il calore generato inizia a bruciare la superficie terrestre con tutti i suoi abitanti terrorizzati. Solo il comandante del sottomarino sperimentale SeaView (Walter Pidgeon in ottima forma) ha la soluzione giusta: spararci dentro un missile atomico (e poi si dice che l'energia atomica non è utile). Nessuno gli crede e tutti cercano di fermarlo, compresa una piovra gigante che passava lì per caso. Comunque il piano riesce e l'Apocalisse è rimandata fino alla comparsa del gruppo metal in odore di satanismo dei Van Halen.



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L'alba del giorno dopo

(The Day After Tomorrow, 2004, Stati Uniti. Regia di Roland Emmerich)

Livello di paura: alto (scarso se siete dei repubblicani)

Livello di profezia: scarso (alto se siete degli ambientalisti)

Livello politically correct: scarso

Dopo tanto caldo ecco che arriva il freddo, addirittura una glaciazione innescata dal riscaldamento globale. Tutti sanno che non ha alcun senso, gli scienziati per primi, ma è un film di Emmerich dove conta solo l'impatto visivo e il pathos trasmesso dai personaggi quindi la plausibilità non è neppure in vista. In effetti l'impatto visivo è notevole. E mentre i protagonisti replicano le gesta degli esploratori polari del secolo scorso, una parte della popolazione migra verso sud fino in Messico. E i messicani, dopo i decenni in cui sono stati respinti e trattati come alieni, invece di costruire un muro e di rimandare a casa loro gli immigrati, ecco che li accolgono a braccia aperte. Può finire anche il mondo, ma mai che gli americani facciano davvero un'autocritica seria. L'emisfero nord è coperto di ghiaccio e chi ha una villa in Kenya se la gode.



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2012

(2012, 2009, Stati Uniti. Regia di Roland Emmerich)

Livello di paura: smodato

Livello di profezia: fuori controllo

Livello politically correct: scarso

Ecco il film fracassone sulla fine del mondo. Pare l'adattamento del libro delle legggi di Murphy, perché non importa dove tu sia o chi tu sia, la sfiga ti colpirà duramente. Terremoti, tsunami, vulcani, incidenti improbabili, mummie che vengono rielette: disastri in ogni angolo.

Comunque si salva l'Africa che verrà così colonizzata dai bianchi: il futuro è salvo.

Il film è del 2009. Pare che inizialmente il reparto marketing volesse produrre un seguito ogni anno per capitalizzare sulle profezie del momento (c'è sempre qualche profezia anche nei momenti di stanca), intitolandoli 2013, 2014, 2015 etc. etc., e che solo il fatto che il regista abbia dichiarato di voler smettere con il film catastrofici ci abbia salvato da questa vera Apocalisse.



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The Road

(The Road, 2009, Stati Uniti. Regia di John Hillcot)

Livello di paura: altissimo

Livello di profezia: alto

Livello politically correct: medio

Lungi dal voler essere il remake di un film neorealista italiano diretto da Federico Fellini, qui seguiamo le gesta di Aragorn dopo che qualcuno ha innavertitamente gettato qualcosa in un vulcano e di conseguenza riempito il mondo di cenere. Nel mondo non rimane praticamente più nulla di sano e le uniche cose su cui l'umanità può fare affidamento sono la legna da ardere e le bollicine della Coca Cola. Tristemente realistico e convincente, The Road contiene forse più mazzate nello stomaco di tutti gli altri film della lista messi assieme. Anche se non viene mai dichiarata la causa dell'Apocalisse (neppure nel romanzo di Cormac McCarthy da cui è tratto il film), è plausibile che quelle mostrate siano le conseguenze della caduta di un meteorite e della nube di polvere sollevata. Quindi occhio al cielo e dita incrociate.



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2000: la fine dell'uomo

(No blade of grass, 1970, Stati Uniti/Gran Bretagna. Regia di Cornel Wilde))

Livello di paura: medio

Livello di profezia: scarso

Livello politically correct: medio

La versione cinematografica del romanzo La morte dell'erba di John Cristopher con un titolo che però è, a livello profetico, largamente superato. Una malattia impedisce la crescita dei raccolti e folle di persone che erano state costrette da bambini a mangiare tutte le loro verdure da madri tiranniche esultano festanti per le strade. I festeggiamenti sfuggono ben presto di mano e diventano un "ognun per sé" e un "si salvi chi può". Meno male che il film ha un lieto fine perché i sopravvissuti hanno come meta una fattoria delle meraviglie nascosta in una valle inaccessibile. Il problema è arrivarci per primi.



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L'ultimo uomo della Terra

(The Last man on Earth, 1964, Italia/USA. Regia di Ubaldo Ragona). 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (The Omega Man, 1971, Stati Uniti. Regia di Boris Sagal. Io sono leggenda (I'm Legend, 2009, Stati Uniti. Regia di Francis Lawrence).

Livello di paura: medio

Livello di profezia: medio

Livello politically correct: alto

Anche se si tratta di tre film li tratteremo come un'unica voce visto che sono tutti tratti dallo stesso romanzo di Richard Matheson. Anche se ci sono delle differenze di sceneggiatura nella sostanza la trama ha sempre come sfondo una Terra infestata da mostri a causa di un virus (un po' vampiri, un po' zombie — e pensare che un tempo non andavano neppure così tanto di moda) e un protagonista umano che, solitario, pensa di essere l'ultimo vero sopravvissuto e quindi l'ultima fiamma ardente dell'umanità. Si sbaglia su questo così su come altre cose e, regolarmente, finisce male. E' una parabola inversa che racconta come essere diversi sia un concetto relativo e non assoluto.



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L'esercito delle 12 scimmie

(12 Monkeys, 1995, Stati Uniti. Regia di Terry Gilliam)

Livello di paura: molto alto

Livello di profezia: medio

Livello politically correct: medio

Un altro virus e un altro spopolamento della Terra. Facile propagare una malattia quando "l'uomo è la cosa più sudicia che ci sia in giro" come più o meno si diceva in un altro film di fantascienza. Non basta un gioco a rimpiattino su e giù per il tempo, non basta un eroe recalcitrante che indovina la causa del contagio malgrado infiniti depistaggi. L'Apocalisse è irreversibile e il pianeta è fritto. Quello che rimane dell'umanità è costretto a vivere sottoterra e a rinuciare alla superficie. La paura delle epidemie globali, naturali o indotte, rimane sempre alta, anche se, per fortuna, gli allarmi sono sempre stati maggiori delle conseguenze reali.



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L'ultima spiaggia

(On the Beach, 1959, Stati Uniti. Regia di Stanley Kramer)

Livello di paura: alto

Livello di profezia: a seconda della nazione cattiva di turno

Livello politically correct: medio

Se quasi tutti i film sulla Fine del Mondo uno spiraglio di speranza lo lasciavano (lo lasciava pure The Road), questo film girato in piena guerra fredda non lascia scampo. La Terra, l'umanità, la civilità sono spacciate. Resta solo il tempo di pentirsi dei propri errori e sparire in pace. La terza guerra mondiale ha distrutto quasi tutto e contaminato quello che resta. Solo l'Australia gode di un supplemento di agonia destinato a estinguersi ben presto. Da segnalare che L'Ultima spiaggia è uno dei primi film a presentare una folta schiera di attori di richiamo, una moda ripresa nel filone catastrofico dei decenni sucessivi (Airport e simili) e infine dal cinema dei fratelli Vanzina.



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La Fine del Mondo

(The World The Flash and the Devil, 1959, Stati Uniti. Regia di Ranald MacDougall)

Livello di paura: alto

Livello di profezia: alto

Livello politically correct: alto

Concludiamo con un altro film che parte dall'incubo nucleare, anche se non lo mostra affatto. In realtà per tutti i 95 minuti del film non c'è un solo cadavere in vista, ma solo l'assenza di persone e di sopravvissuti se si eccettua il trio lui, lei e l'altro che si muovono in scenari completamente deserti e che devono affrontare le conseguenze del disastro e addirittura ricostruirne i dettagli. Ma tutto è bene quel che finisce bene: la radioattività scompare, versetti della Bibbia che promuovono la pace imperano, e i tre imparano a volersi bene. L'umanità risorge in un trionfo del politically correct visto che uno dei tre è di colore (Henry Bellafonte). Non è la Fine, ma solo l'Inizio.

Ci vediamo domani... o forse no.

Autore: Alberto Priora - Data: 21 dicembre 2012

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Commenti

1 Scusate ma...niente Mad Max??

» postato da Stefano Bai alle 10:50 del 21-12-2012

2 ...AVEVO SCRITTO..ma ho cancellato. Mi ero confuso di 3D (aspetto quello nuovo sui 12 migliori libri sulla fine del mondo) saluti e buone feste a tutti

» postato da Antha alle 11:08 del 21-12-2012

3 Ma stiamo scherzando? Non c'è il dottor Stanamore?

» postato da (Sergio ) alle 12:05 del 21-12-2012

4 La causa scatenante dell'apocalisse in The Road è, molto probabilmente, una guerra nucleare. Sia nel romanzo che nel film, infatti, si fa riferimento a delle esplosioni, che per come vengono descritte parrebbero quelle di bombe nucleari a alta quota (e relativo EMP, impulso elettro-magnetico, e infatti la strada è piena di camion e automobili abbandonate). Lo scenario che ne consegue è plausibile. La radioattività conseguente a un attacco nucleare massivo, sempre che non vengano lanciati tutti gli ordigni nucleari esistenti, decade significativamente in pochi anni (e infatti, a quanto pare, la famiglia protagonista del racconto se ne sta chiusa a casa per qualche anno). Plausibile è l'inverno nucleare che ne consegue. Poco probabile, ma di questo non ne sono certo, la totale assenza di una qualche forma di struttura governativa. Detto questo, manca secondo me il film "The Day After", non per meriti artistici, ma per la traccia indelebile lasciata nelle memoria delle persone che videro il film in quegli anni.

» postato da xtommy alle 14:47 del 21-12-2012

5 Ragazzi, un po' meno attenti al politically correct e più concentrati sulla palla: che ne è de La guerra dei mondi? E di tutte le altre pellicole che vi siete dimenticati, a partire da quelle succitate? :-/

» postato da ammiraglio_naismith alle 22:23 del 21-12-2012

6 «Ragazzi, un po' meno attenti al politically correct e più concentrati sulla palla: che ne è de La guerra dei mondi? E di tutte le altre pellicole che vi siete dimenticati, a partire da quelle succitate? :-/» La guerra dei mondi non mi pare un film sulla fine del mondo. È un film sull'invasione aliena che peraltro viene sconfitta. Se bastasse il "pericolo" della fine del mondo, allora tre quarti del film di fantascienza sarebbero in concorso. E come ho già scritto, questo è una scelta arbitraria delle migliori dodici, non l'elenco completo, quindi non ci siamo dimenticati nulla, semplicemente quello che non c'è non lo abbiamo scelto. Ovviamente chiunque può fare le sue scelte. Queste sono le nostre. S*

» postato da S* alle 07:25 del 22-12-2012

7 «...... Detto questo, manca secondo me il film "The Day After", non per meriti artistici, ma per la traccia indelebile lasciata nelle memoria delle persone che videro il film in quegli anni.» Quoto. Facevo le medie all'epoca ed il nostro professore di italiano ci portò tutta la classe a vederlo... :blue: Me lo sono sognato per molto tempo, dopo... Chissà perché poi non l'ho mai più rivisto... :P

» postato da senji alle 09:26 del 22-12-2012

8 ««...... Detto questo, manca secondo me il film "The Day After", non per meriti artistici, ma per la traccia indelebile lasciata nelle memoria delle persone che videro il film in quegli anni.» Quoto. Facevo le medie all'epoca ed il nostro professore di italiano ci portò tutta la classe a vederlo... :blue: Me lo sono sognato per molto tempo, dopo... Chissà perché poi non l'ho mai più rivisto... :P» Comunque The Day After è un prodotto televisivo, se non sbaglio venne trasmesso come miniserie di due puntate. S*

» postato da S* alle 09:43 del 22-12-2012

9 ««Ragazzi, un po' meno attenti al politically correct e più concentrati sulla palla: che ne è de La guerra dei mondi? E di tutte le altre pellicole che vi siete dimenticati, a partire da quelle succitate? :-/» La guerra dei mondi non mi pare un film sulla fine del mondo. È un film sull'invasione aliena che peraltro viene sconfitta. Se bastasse il "pericolo" della fine del mondo, allora tre quarti del film di fantascienza sarebbero in concorso. E come ho già scritto, questo è una scelta arbitraria delle migliori dodici, non l'elenco completo, quindi non ci siamo dimenticati nulla, semplicemente quello che non c'è non lo abbiamo scelto. Ovviamente chiunque può fare le sue scelte. Queste sono le nostre. S*» Ma ci mancherebbe che uno debba rendere conto delle proprie scelte, ci mancherebbe che queste però non possano essere discusse come accade su ogni forum. Si parva licet, ovviamente. A me La guerra dei mondi, specie nel suo remake spielberghiano, pareva avesse valenze postapocalittiche, viste le lunghe sequenze ambientate su una Terra trasformata a uso degli invasori e con la gente trasformata in bestiame. Mi pare anche fra le serie televisive voi stessi abbiate indicato prodotti simili, in cui c'è una convivenza di alieni e umani su una Terra divenuta ostile proprio a causa di una precedente invasione. Ma tant'è. Quel che un po' mi rende perplesso è la chiusura: "abbiamo scelto così e morta lì". Ma magari equivoco io il tono, come forse è stato equivocato il mio. L'altra cosa che mi ero permesso di evidenziare è la discutibilità - non immoralità, attenzione, solo discutibilità se è ancora lecito parlarne - della scelta di dare una valutazione dei film in base alla politically correctness. Per tornare alla Guerra dei Mondi di Spielberg, per esempio, a me è piaciuta nonostante gli strali dei politicamente corretti che ci vedevano del militarismo e dei buoni sentimenti, come pure mi è piaciuto il politicamente correttissimo fino alla pedanteria District 9. Mi spiego cercando di evitare la prevedibile contesa tra guelfi e ghibellini: mi pare un po' perbenistico dare patenti indirette di visibilità a un film piuttosto che a un altro solo perché in uno c'è un nero che fa il protagonista e in un altro no. Il film politicamente corretto potrebbe essere in realtà una emerita castroneria nonostante l'impegno politico e sociale. Vedi District 9 che sicuramente ha lati divertenti e interessanti per una produzione low-cost, ma che in fondo non è affatto un capolavoro. Strizza solo l'occhietto a sinistra, e questo, come spesso accade, a qualcuno basta. Vado oltre: seguendo questa regola da Karma Police anche nei romanzi di sf, Edmond Hamilton lo dovremmo buttare nel cesso insieme a Heinlein e a tanti altri autori "politicamente scorretti" - che dire del Poul Anderson del Fattore Tau zero? - e alla fine ci terremmo un mazzo di firme che per alcuni possono essere il non plus ultra, ma non certo per tutti. Non che, specifico per amor di patria, voi abbiate detto "questo film va visto e questo no", ci mancherebbe che sostenessi una cosa del genere. Ma una valutazione, o anche solo un'indicazione di gradimento basata sulla correttezza politica è quanto di più vicino a un giudizio politico ci possa essere e francamente mi inquieta. Assai. Senza alcuna offesa e per puro amore di discussione, lo sapete che vi voglio bene... ;-)

» postato da ammiraglio_naismith alle 10:28 del 22-12-2012

10 ««...... Detto questo, manca secondo me il film "The Day After", non per meriti artistici, ma per la traccia indelebile lasciata nelle memoria delle persone che videro il film in quegli anni.» Quoto. Facevo le medie all'epoca ed il nostro professore di italiano ci portò tutta la classe a vederlo... :blue: Me lo sono sognato per molto tempo, dopo... Chissà perché poi non l'ho mai più rivisto... :P» Siamo più o meno coetanei, allora. La visione di quel film mi creo qualche problema. Ricordo che per alcuni anni ho provato un terrore profondo ogni qual volta mancava la luce (che io associavo a un probabile EMP), e anche i tramonti rosso accesso mi creavano delle strane angosce alla Munch. Non rividi il film per diversi anni, poi, intorno ai 24/25, trovai il DVD e lo acquistai. Alla prima visione venni colto dall'ansia... Ora sono un padre di famiglia e, la visione di quel film non mi distuba più (ogni tanto me lo riguardo su youtube), però mi è rimasta la fissa per l'apocalisse... «Comunque The Day After è un prodotto televisivo, se non sbaglio venne trasmesso come miniserie di due puntate. S*» In Italia passò prima per i cinema...

» postato da xtommy alle 14:29 del 22-12-2012

11 Santa Braccobalda! :shock: Mi sa che una delle ragioni per cui molta gente credeva o era allarmata da questa "fine del mondo" sia il fatto che non sa distinguere i momenti in cui bisogna prendersi sul serio e quelli in cui non bisogna farlo... Ieri (il 21) non era un giorno in cui prendersi sul serio... anche se pare che molta gente NON abbia mandato i figli a scuola, si sia presa le ferie, si sia messa in mezzo sulle uscite scolastiche A parte il fatto che l'articolo non era i 999 film o l'enciclopedia esaustiva e completa e pedante di tutti i film apocalittici, mi fa strano che la maggior parte dei commenti sia su cosa manca e non su cosa c'è... a parte xTommy che ha un verosimile scenario su The Road, anche se le esplosioni citate nel film non le ricordo e sarebbe strana l'importanza strategica di bombe ad alta quota rispetto al devastare il nemico... però se ne può discutere e si può fare la ricerca dei vari elementi comunque ho scelto solo dei film rappresentativi che conoscevo e vari nelle cause della Fine del Mondo e, dato che l'articolo l'ho fatto io: sì... metto quello che mi pare e piace, mica era un sondaggio o una tesi di laurea :lol: soprattutto doveva essere ujn poco sarcastico l'anno prossimo farò i 24 migliori film e ci metto pure: Malevil, Il giorno dopo la fine del mondo, Mad Max 1, Quiet Earth, Zardoz... (no i film solo con l'invasione aliena non sono apocalittici solo perché ci sono molte vittime, altrimenti oltre la Guerra dei Mondi ci mettiamo pure Salvate il Soldato Ryan che ha forse ha più morti :lol: ) e invece di mettere il valore sarcastico del politically correct metterò altri valori come: numero di auto abbandonate luogo più sicuro sulla Terra/luogo meno sicuro sulla Terra migliore Redshirt del film giudizio politico io? al 100%, ma solo sui cattivi :P

» postato da Otrebla alle 00:45 del 23-12-2012

12 « a parte xTommy che ha un verosimile scenario su The Road, anche se le esplosioni citate nel film non le ricordo e sarebbe strana l'importanza strategica di bombe ad alta quota rispetto al devastare il nemico... però se ne può discutere e si può fare la ricerca dei vari elementi » Ti spiego: le esplosione di ordigni nucleari ad alta quota servono, tramite l'impulso elettromagnetico che ne consegue, ad mettere fuori uso la "tecnologia" del nemico: comunicazioni, industrie, sistemi di difesa, radar... Aprendo la strada ad un attacco nucleare massivo. Ricordi la scena di The Day After, quando la colonna di macchine in fuga da Kansas City si ferma improvvisamente a seguito di un forte bagliore nel cielo? Ecco, quello è l'EMP, di un ordigno nucleare alta quota. Successivamente piovono gli ordigni nucleari in un classico attacco counter silos, ossia diretti alle postazioni di lancio dei missili. Non tutti gli scenari infatti prevedono un annientamento totale del nemico... Tornando a "The Road", in una scena si vede Viggo Mortensen che si affaccia alla finestra, di notte, sente delle esplosioni in lontananza e subito manca la corrente elettrica. A quel punto apre tutti i rubinetti di casa per far scorta d'acqua. Lungo la strada si notano zone di devastazione totale, probabile conseguenza di esplosioni, ad altre dove gli alberi hanno perso le foglie, ma sono rimasti in piedi. Per il resto, personalmente non ho niente da ridire sull'articolo. Io ho detto che avrei incluso the day after, più che altro per motivi personali e per quello che ha rappresentato questo film nelle persone della mia generazione. Un modo come un altro per allargare la discussione.

» postato da xtommy alle 08:59 del 23-12-2012

13 «... Siamo più o meno coetanei, allora. La visione di quel film mi creo qualche problema. Ricordo che per alcuni anni ho provato un terrore profondo ogni qual volta mancava la luce (che io associavo a un probabile EMP), e anche i tramonti rosso accesso mi creavano delle strane angosce alla Munch. Non rividi il film per diversi anni, poi, intorno ai 24/25, trovai il DVD e lo acquistai. Alla prima visione venni colto dall'ansia... Ora sono un padre di famiglia e, la visione di quel film non mi distuba più (ogni tanto me lo riguardo su youtube), però mi è rimasta la fissa per l'apocalisse... ...» Si, impressionò molto anche me anche se non ai tuoi livelli... :wink: Chissà, forse ripensandoci è da quell'occasione che ho cominciato a non gradire i film catrastofisti... :nonso: All'epoca non avevo ancora sviluppato la mia passione per la fantascienza, che arrivò alcuni anni dopo, ma può darsi che inconsciamente... Cmq è certo che un film come quello ebbe il grande merito di rendere "visivamente reale" alle masse (ed ai giovani, in particolare) cosa poteva significare un attacco nucleare, la distruzione e la tragedia conseguente. Nella sua drammaticità direi molto educativo.

» postato da senji alle 09:48 del 23-12-2012

14 A xtommy (e Otrebla), le esplosioni nucleari ad alta quota (near space) hanno sì lo scopo di provocare l'annichilimento dei dispositivi elettronici ed elettrici, ma anche di creare una "barriera" contro i missili nemici in arrivo. I flussi neutronici liberati possono infatti "cuocere" le testate nucleari nemiche neutralizzandole. Questo era lo scopo del programma "Rainbow" condotto dall'aviazione americana all'inizio degli anni sessanta per fronteggiare un possibile attacco sovietico su larga scala. Un esperimento fu persino compiuto, all'insaputa della Casa Bianca, durante la Crisi di Cuba. Quanto a "The Day After" non mi è mai piaciuto, per il tono di fondo pedante e didattico. Inoltre è servito a veicolare l'avversione contro l'energia nucleare piuttosto che contro le armi atomiche (cosa questa sacrosanta). Un'ottima pellicola sul tema, poco nota, è "Testament" uscita nello stesso periodo, in cui si segue l'agonia di una cittadina presso San Francisco dopo l'attacco nucleare. Malinconica, patetica e struggente, senza effetti speciali o scene fracassone. A Otrebla tutti i complimenti e la mia solidarietà. A Tutti Buon Natale!

» postato da (Ivo Luigi Bertani) alle 16:39 del 23-12-2012

15 ««...... Detto questo, manca secondo me il film "The Day After", non per meriti artistici, ma per la traccia indelebile lasciata nelle memoria delle persone che videro il film in quegli anni.» Quoto. Facevo le medie all'epoca ed il nostro professore di italiano ci portò tutta la classe a vederlo... :blue: Me lo sono sognato per molto tempo, dopo... Chissà perché poi non l'ho mai più rivisto... :P» L'ho visto molti anni fà (praticamente intorno al 1983 quando uscì al cinema in Italia). Non ero un ragazzino (avevo già 23 anni), ma ricordo che è stato uno dei film che mi ha più colpito. Scarno ma efficace come un colpo da Ko

» postato da Antha alle 09:25 del 24-12-2012

16 @Otrebla: in effetti a me il 21 dicembre ha messo davvero strizza, non so come hai fatto a capirlo... :-P Ma adesso che so che la top l'hai fatta tu posso dormire finalmente sonni tranquilli... :-D :-D

» postato da ammiraglio_naismith alle 22:43 del 24-12-2012

17 «a parte xTommy che ha un verosimile scenario su The Road, anche se le esplosioni citate nel film non le ricordo e sarebbe strana l'importanza strategica di bombe ad alta quota rispetto al devastare il nemico...» infatti non dice esplicitamente che sono esplosioni al plurale: il personaggio di viggo mortensen, racconto del fattaccio dicendo solo che "the clocks stopped at one seventeen. there was a long shear of bright light, then a series of low concussions". quindi potrebbe essere un meteorite, un vulcano, o appunto una serie di bombe. gran bella lista comunque. mi hai dato parecchi spunti: a me un torrente! http://i2.photobucket.com/albums/y26/slowpulse/smileys/thumbsup.gif

» postato da jonny lexington alle 11:39 del 25-12-2012

18 ««a parte xTommy che ha un verosimile scenario su The Road, anche se le esplosioni citate nel film non le ricordo e sarebbe strana l'importanza strategica di bombe ad alta quota rispetto al devastare il nemico...» infatti non dice esplicitamente che sono esplosioni al plurale: il personaggio di viggo mortensen, racconto del fattaccio dicendo solo che "the clocks stopped at one seventeen. there was a long shear of bright light, then a series of low concussions". quindi potrebbe essere un meteorite, un vulcano, o appunto una serie di bombe. gran bella lista comunque. mi hai dato parecchi spunti: a me un torrente! » Posto che forse MacCarthy è stato volutamente nebuloso non solo perché gli interessava descrivere altro, forse lo è stato perché qualsiasi quadro diventava troppo denso di dettagli da dover spiegare o puntualizzare però ci sarebbero anche i terremoti che sono più vicini a una ipotesi "meteorite" che "guerra" e mi sono fatta l'idea/impressione che la reazione della gente urlante (sullo sfondo quando appunto arriva il problema) sia più da catastrofe inevitabile, mentre con una guerra si sprecherebbero le maledizioni a chi è stato così folle... però questa parte è una interpretazione E per Day After... non l'ho messo perché mi aveva colpito meno di altri film... de L'ultima spiaggia di sicuro :D

» postato da Otrebla alle 21:09 del 25-12-2012

19 « le esplosioni nucleari ad alta quota (near space) hanno sì lo scopo di provocare l'annichilimento dei dispositivi elettronici ed elettrici, ma anche di creare una "barriera" contro i missili nemici in arrivo. » Le e-bomb utilizzate come intercettori non sono state, in realtà, mai sperimentate appieno. Si sa che su Mosca esisteva uno scudo antimissile basato su ordigni nucleari, ma dalla dubbia efficacia. « Un'ottima pellicola sul tema, poco nota, è "Testament" uscita nello stesso periodo, in cui si segue l'agonia di una cittadina presso San Francisco dopo l'attacco nucleare. Malinconica, patetica e struggente, senza effetti speciali o scene fracassone. » Purtroppo questo film, di cui sono a conoscenza, in televisione è passato pochissime volte, e io me lo sono perso. Ho giusto visto qualche scena su youtube, ed impostato un reminder su un sito che dovrebbe avvisarmi non appena compare nella programmazione di qualche canale. Ancora più terrificante è il mockumentary inglese "Threads: Nuclear War", che in Italia venne trasmesso una sola volta in TV in occasione di un anniversario del bombardamento di Hiroshima, con il titolo Ipotesi Sopravvivenza. Anche questo si trova su youtube, ma in lingua madre, o al massimo sottotitolato in spagnolo.

» postato da xtommy alle 19:02 del 27-12-2012

20 «però ci sarebbero anche i terremoti che sono più vicini a una ipotesi "meteorite" che "guerra"» un terremoto non produrrebbe "a long shear of bright light", però. :|

» postato da jonny lexington alle 11:19 del 28-12-2012

21 Vabbé, le scelte sono insindacabili, peraltro tutte molto interessanti e giustificabili. Piango comunque sull'assenza del mio Stranamore... Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 15:29 del 02-01-2013

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