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Non è la prima volta che le dichiarazioni di Stephen Hawking, fisico e cosmologo britannico, riguardo al possibile futuro dell'umanità, destano interesse o scalpore.
Lo scorso anno aveva affermato in un documentario per Discovery Channel che è possibile che gli alieni, la cui esistenza deriverebbe da un puro calcolo statistico rispetto ai pianeti in grado di ospitare la vita nella galassia, possano giungere da nomadi sulla Terra per depredarci della nostra tecnologia e delle nostre risorse per poter sopravvivere. "Faremmo la fine dei nativi americani, all'arrivo degli europei", il concetto che voleva esprimere. In seguito aveva indicato come possibili i viaggi nel tempo, anche se solo in avanti e grazie all'invenzione di astronavi abbastanza veloci da poter superare i limiti imposti dalla relatività di Einstein.
In un discorso tenuto a Waterloo, nell'Ontario (Canada) Hawking ha detto che è positivo che l'umanità abbia sviluppato tecnologie capaci di modificare il proprio ambiente, magari migliorandolo (anche se non è sempre il caso), ma che la mancanza di autocoscienza e un congenito istinto aggressivo potrebbero rivelarsi la nostra rovina come specie.
"La nostra unica speranza di sopravvivenza a lungo termine è quella di non rimanere radicati sulla Terra, ma di diffonderci nello spazio." Uno scenario da New Space Opera (genere rinnovato negli ultimi anni soprattutto da autori britannici — magari non si tratta di un caso) che prevede l'invio di un numero sempre maggiore di umani nello spazio per trovare ambienti capaci di sostenere la vita.
Possibile che il governo degli Stati Uniti ci stia già pensando? Se è vero che gli USA non hanno preso decisioni sulle prossime prossime tappe su come raggiungere lo spazio dopo l'abbandono degli Shuttle, pare che la NASA abbia deciso di facilitare la carriere dei futuri astronauti permettendo ai candidati di proporsi direttamente online. "NASA now searching candidates for astronaut positions" è infatti il titolo di una pagina del sito web dell'agenzia spaziale americana che si trova all'indirizzo astronauts.nasa.gov, cliccare per credere.
Una professione pericolosa? Forse, ma non a causa degli alieni. Mentre Hawkins parlava, infatti, la Casa Bianca ha formalmente smentito di avere qualsiasi prova di vita extraterrestre. L'annuncio è stato dato in seguito a una petizione apparsa sul sito del governo americano nella sezione We the people, che prevedeva di rispondere a qualunque domanda che fosse stata sottoscritta da almeno 5000 persone.
Detto fatto ed ecco apparire due domande (con quasi 17000 adesioni) che chiedevano piena luce su alieni e sui presunti contatti. La risposta della Casa Bianca è stata duplice. Primo: "Il governo degli Stati Uniti non ha prove di vita al di fuori del nostro pianeta o che un qualsiasi essere alieno sia entrato in contatto con un membro della specie umana. E non ci sono neppure prove che qualcosa, a riguardo, sia stato tenuto nascosto al pubblico. Il problema della vita su di un altro pianeta è stato affrontato da scienziati e matematici e le possibilità che ci sia un mondo dotato di vita come il nostro sono bassissime".
Secondo: da domani il limite per le petizioni sale a 25000 persone.
2 La questione è se riusciremo a creare la tecnologia necessaria per esplorare gli spazi siderali prima di autodistruggerci, francamente la vedo dura. overzzzzz...
» postato da jetscrander alle 11:12 del 22-11-2011
3 Colonizzare lo spazio? Come no... http://physics.ucsd.edu/do-the-math/2011/10/stranded-resources/
» postato da Paolo7 alle 11:38 del 22-11-2011
4 io sono ottimista. secondo me sopravvivremo al nostro pianeta. gli scienziati dicono che più o meno abbiamo 1 miliardo di anni di tempo. anche ammettendo che si sbaglino clamorosamente e ci restasse solo la metà del tempo, è un margine più che ampio per la riuscita dell'impresa. inoltre già esiste la tecnologia per raggiungere velocità prossime a quella della luce (visto in alcuni documentari). intendo il motore a ioni che se non sbaglio i giapponesi hanno già usato per mandare una sonda su un asteroide. comunque, tempo al tempo. intanto si sonderanno aree vicine e lontane della galassia alla ricerca di superterre. probabilmente ne verrà scoperta almeno una che ancora saremo in vita. sono molto fiducioso!!
e da frequentatori di questo sito mi aspetterei lo stesso ![]()
» postato da nemo73 alle 14:05 del 22-11-2011
5 Ma credete che il limite a 25000 sia per evitare nuove domande imbarazzanti
? Magari gli alieni esistono realmente... ![]()
» postato da el_dambro alle 14:31 del 22-11-2011
6 «io sono ottimista. secondo me sopravvivremo al nostro pianeta. gli scienziati dicono che più o meno abbiamo 1 miliardo di anni di tempo.» Un miliardo di anni a cosa? Al sole che va in nova e se lo mangia? Non è che molto prima rischia di diventare inabitabile per l'inquinamento e l'esaurimento delle risorse? Francamente, visto da dove sono, credo che mille anni sia già una stima molto ottimista. S*
» postato da S* alle 14:33 del 22-11-2011
7 Veramente se dobbiamo aspettare che il Sole diventi Gigante Rossa gli anni da aspettare sono 4 miliardi e mezzo minuto più minuto meno
Comunque astro-svarioni a parte la penso esattamente come Hawking: il passo logico ultimo dello sviluppo umano deve essere la colonizzazione dello spazio, così come la civiltà (nel bene o nel male) si è spostata da un continente all'altro così farà con i pianeti. Non che possiamo anche solo avvicinarci ora a risultati simili, probabilmente ci vorranno almeno altri 1000 anni, ma un giorno uomini come Hawking saranno considerati pionieri, come lo fu Copernico, ne sono certo ![]()
» postato da Requiem alle 14:49 del 22-11-2011
8 «La questione è se riusciremo a creare la tecnologia necessaria per esplorare gli spazi siderali prima di autodistruggerci, francamente la vedo dura.» Condivido. Come dice S* gli anni di vita che rimangono al nostro pianeta è assai più minori del miliardo. E come dice Paolo7, le difficoltà della colonizzazione di altri mondi sono enormi. Naturalmente mi piace l'idea una razza umana sparpagliata nello spazio. D'altro canto, però, invece di scappare dai nostri problemi, perché non ci preoccupiamo di più del nostro mondo e cerchiamo di realizzare una società sostenibile? Sappiamo solo distruggere-spostarci-distruggere-etc...-distruggere?
» postato da epicurus alle 15:11 del 22-11-2011
9 Se si guardano le cose da un punto di vista realistico, la colonizzazione dello spazio è un'impresa ai limiti dell'impossibile. Intanto scartiamo il sistema solare: sarebbe una colonizzazione puramente tecnica, sarebbe impossibile l'autosostentamento essendo impossibile creare un sistema ecologico. Pianeti simili alla Terra extrasolari andrebbero prima terraformati, ovvero andrebbe installata un'ecologia terrestre (sostituendo quella eventualmente presente) perché vegetazione o fauna extraterrestri non sarebbero commestibili. Quindi l'eventuale spedizione dovrebbe viaggiare anni (probabilmente decenni) e poi sostenersi ancora per anni o decenni con risorse proprie mentre viene avviata l'ecologia del pianeta. Tutto con costi enormi, probabilità di riuscita piccole e molto avanti nel tempo. S*
» postato da S* alle 15:31 del 22-11-2011
10 ««io sono ottimista. secondo me sopravvivremo al nostro pianeta. gli scienziati dicono che più o meno abbiamo 1 miliardo di anni di tempo.» Un miliardo di anni a cosa? Al sole che va in nova e se lo mangia? Non è che molto prima rischia di diventare inabitabile per l'inquinamento e l'esaurimento delle risorse? Francamente, visto da dove sono, credo che mille anni sia già una stima molto ottimista. S*» secondo gli astronomi il sole ha circa 5 o 6 miliardi di vita. non diventerà una nova. non ne ha la massa sufficiente. forse volevi dire una gigante rossa, quando comincerà a fondere l'elio. il problema è che il sole diventerà letale ben prima di raggiungere la condizione di gigante rossa (diciamo tra circa 5 mld anni). la nostra stella, proseguendo nella fusione dell'idrogeno, diventerà (lo sta già facendo) più calda e brillante. questo processo è stimato renderà il pianeta inabitabile tra circa 1 miliardo di anni. per quanto riguarda la tua seconda domanda, io penso che finchè il pianeta ci potrà sostenere, l'umanità si saprà adattare. non dico che sarà semplice, ma di solito è quello che tende a fare 'la vita': si adatta, è capacissima di farlo e lo farà. questo non significa, ripeto, che non ci saranno eventi drammatici in cui la popolazione mondiale verrà probabilmente più che decimata.
» postato da nemo73 alle 15:36 del 22-11-2011
11 «Se si guardano le cose da un punto di vista realistico, la colonizzazione dello spazio è un'impresa ai limiti dell'impossibile. (...) Tutto con costi enormi, probabilità di riuscita piccole e molto avanti nel tempo. S*» magari tra 100.000 anni i presupposti saranno diversi... questo non possiamo saperlo. quello che dici è assolutamente vero, basandoci esclusivamente su oggi. però anche ai giorni nostri, ci sono le basi scientifiche su cui poter immaginare affascinanti possibilità.
» postato da nemo73 alle 15:45 del 22-11-2011
12 Al momento attuale credo che il problema principale dell'uomo, non sia il Sole, quanto altri avvenimenti che provocherebbero la scomparsa o la ns decimazione. Forse vado OT, mi sono sempre chiesto una cosa (forse è dovuto al fatto che stò leggendo L'Ombra dello Scorpione), quanto ci metterebbe la ns razza a riprendersi da una catastrofe naturale tipo asteroide, eruzione vulcanica o glaciazione?
» postato da DiVega alle 15:52 del 22-11-2011
13 ««Se si guardano le cose da un punto di vista realistico, la colonizzazione dello spazio è un'impresa ai limiti dell'impossibile. (...) Tutto con costi enormi, probabilità di riuscita piccole e molto avanti nel tempo. S*» magari tra 100.000 anni i presupposti saranno diversi... questo non possiamo saperlo. quello che dici è assolutamente vero, basandoci esclusivamente su oggi. però anche ai giorni nostri, ci sono le basi scientifiche su cui poter immaginare affascinanti possibilità.» Nemo, hai ragione che le cose fra 100.000 saranno diverse. Avremo una tecnologia più avanzata, ma anche meno risorse..... bisogna vedere quali di queste due "forze" crescerà più velocemente nel tempo, ma io purtroppo ho già un'idea a riguardo.
» postato da epicurus alle 15:52 del 22-11-2011
14 C'è anche il problema delle radiazioni e della mancanza di gravità, che alla lunga incidono in modo determinante e in negativo sull'uomo. Lo spazio è un ambiente decisamente ostile. L'unica possibilità è la costruzione di arche giganti schermate contro le radiazioni che siano in grado di avere una popolazione consistente al proprio interno, capaci di sostentarsi autonomamente per poi raggiungere nel giro di 3/4 generazioni (e anche più) le stelle con pianeti abitabili.
» postato da Kobol77 alle 15:56 del 22-11-2011
15 In antichità i coloni non contavano certo sui comfort: pensiamo all'isola di Pasqua, sola in mezzo all'oceano e colonizzata in epoche lontane da indigeni partiti a bordo di canoe; o pensiamo alla Groenlandia, colonizzata da Eric il Rosso con un manipolo di superstiti dopo una spedizione pluriennale. Chi partiva non contava certo di tornare indietro, anzi fuggiva da una condizione peggiore dell'ignoto che affrontava. Ecco perchè penso che i presupposti ad una svolta tecnologica orientata alla colonizzazione di altri pianeti debbano partire purtroppo da una condizione di perdita. Per sviluppare navi generazionali e motori interstellari non ci vorrà più di un secolo, il problema è "quando" qualcuno penserà seriamente di farlo: probabilmente quando sulla Terra non vi saranno più le condizioni per sostentare la vita... Stile Lost in Space insomma.
» postato da Requiem alle 16:23 del 22-11-2011
16 tendo a concordare con requiem e kobol. comunque già il fatto che la ricerca spinga verso la scoperta di pianeti extrasolari, mi sembra confortante: noi siamo una specie emotiva e umorale. scoprire una superterra tra alpha, beta e proxima centauri (parliamo del sistema più vicino, 4,3 anni/luce) nei prossimi vent'anni sarebbe il colpo di fortuna che ci serve (a noi, vivi ora, personalmente) per far sì che noi si possa vedere la luce di un programma che magari in due/trecento anni ci permetta il varo di almeno un'arca spaziale, che possa essere schermata da gran parte della radioattività spaziale, capace di generare gravità arificiale settorializzata, sfruttando la forza centrifuga (come la discovery o babylon 5). dotata di vaste aree coltivate, favorendo la produzione di cibo e di ossigeno. capace del totale riciclo dell'acqua. dotata di propulsione ionica e/o a microonde. il tutto alimentato da fusione fredda... voglio dire, capisco benissimo che è molto nerd quello che ho scritto, ma almeno teoricamente, non del tutto impossibile. o meglio: con basi plausibili nella stessa realtà che viviamo oggi.
» postato da nemo73 alle 16:49 del 22-11-2011
17 Indubbiamente solo l'espansione permette la sopravvivenza. E' naturale che non essendoci piu' spazio libero sulla terra (di proprieta' di nessun altro popolo) si debba pensare ai modi extraterrestri ... Luna, Marte, ecc. Bisogna solo vedere se riusciremo a farlo prima di autodistruggerci qui sulla Terra!
» postato da (Enrico Richetti) alle 18:01 del 22-11-2011
18 «Avremo una tecnologia più avanzata, ma anche meno risorse..... bisogna vedere quali di queste due "forze" crescerà più velocemente nel tempo, ma io purtroppo ho già un'idea a riguardo.»
se per risorse ti riferisci ai combustibili fossili, magari finiscono dico io!! così si sfrutteranno finalmente a dovere le più che valide alternative.
se ti riferisci al cibo, finchè la terra sosterrà la vita, il cibo non mancherà. certo ci saranno carestie, guerre, glaciazioni, inquinamento, sovrappopolazione, ma penso che il tutto alla fine troverà un suo equilibrio, anche brutale se vuoi.
se ti riferisci a materiali vari, più o meno utili e preziosi, metalli e minerali, e la tettonica delle placche non dovesse riuscire a fornire l'adeguato ricambio, la fascia principale degli asteroidi rappresenterà la nuova frontiera dello sfruttamento minerario.
messa alle strette l'umanità ha il potenziale per riuscire a reagire nella maniera giusta. è chiaro che non è detto che ci riesca, ma il potenziale ce l'ha tutto. ed essere fiduciosi non solo non costa nulla, ma alla lunga può anche rivelarsi produttivo...
ps: di questi argomenti ne parlerei per generazioni ![]()
» postato da nemo73 alle 18:32 del 22-11-2011
19 Mi sembra che al momento vi siano problemi più pressanti: http://www.guardian.co.uk/environment/2011/nov/09/fossil-fuel-infrastructure-climate-change E non sembriamo disposti a risolvere nemmeno quelli: http://www.guardian.co.uk/environment/2011/nov/20/rich-nations-give-up-climate-treaty Figuriamoci colonizzare lo spazio...
» postato da Paolo7 alle 18:54 del 22-11-2011
20 ma infatti la colonizzazione dello spazio non è una tematica di questo momento. però è bello discuterne. e tanto per sostenere anche le tue argomentazioni, i problemi che citi sono figli delle dinamiche macro-economiche e politiche (viziate) dei giorni nostri. queste dinamiche che sostengono la nostra società si fondano su alcuni capisaldi, e uno di questi è il consumo e la dipendenza dai combustibili fossili... il mio auspicio (ma è davvero troppo chiamarlo 'aspettativa'?) è che queste dinamiche possano cambiare. e come indichi tu, devono anche farlo abbastanza in fretta. ciò non toglie che anche se avessimo la massima cura del nostro pianeta, alla fine dei suoi giorni, o si salpa, o si muore con lui...
» postato da nemo73 alle 19:49 del 22-11-2011
21 « ciò non toglie che anche se avessimo la massima cura del nostro pianeta, alla fine dei suoi giorni, o si salpa, o si muore con lui...» Non è solo quello, attualmente l'umanità non è nemmeno in grado di sopravvivere a parecchi degli eventi che in passato hanno prodotto delle estinzioni di massa.
» postato da L.MCH alle 23:38 del 22-11-2011
22 tu dici 'parecchi', però a me ne viene in mente solo uno: un devastante impatto con un asteroide, che per far fuori TUTTA l'umanità deve essere bello grosso, tipo quello dei dinosauri (chicxulub). dei corpi di queste dimensioni si possono prevedere le traiettorie anche con anni di anticipo, se questi provengono dalla fascia principale. è vero che non abbiamo mai deviato un asteroide prima d'ora, però non significa che non potremo essere in grado di farlo, addirittura perfino oggi. a parte metodi più o meno fantascientifici per raggiungere lo scopo, ce ne sono un paio che sono attuabilissimi nella loro semplicità: l'impattore cinetico e/o il trattore gravitazionale. bisogna aggiungere per amor di verità che probabilmente non avremmo un tempo sufficiente per agire adeguatamente, qualora il corpo celeste provenisse dalla fascia di kuiper oppure oltre. in questo caso, per poterla fare franca, sarebbe necessaria un po' di... ehm... esperienza. e qui ci potrebbe venire in aiuto un po' di fortuna. serve praticamente che il primo corpo in grado di colpirci abbastanza grande per sapazzarci via, provenga dalla buona vecchia fascia degli asteroidi tra marte e giove, e chissà che non possa essere il già noto apophis (corpo definito un near-earth-object) a fornirci quest'opportunità nel 2036. oltre la nostra vena auto-distruttiva, essendo la minaccia dell'impatto con cometa o asteroide, la più credibile, dovremmo essere incentivati a fare qualche passo avanti, verso lo spazio, apposta perchè è solo una questione di tempo. prima o poi l'umanità si troverà a vivere il problema e lo dovrà affrontare. poi non so cosa intendevi con 'parecchi'. per quanto sarà una catastrofe gigantesca, non credo che per esempio l'inversione magnetica dei poli basti a spazzarci via dall'universo. invece una cosa che potrebbe farci fuori in un nanosecondo è un getto di lampi gamma generato da una nova nelle vicinanze. evento assolutamente da considerare quasi impossibile, ma se proprio vogliamo restare condannati su questa roccia, sarebbe la cosa migliore. rapida e indolore...
» postato da nemo73 alle 01:06 del 23-11-2011
23 «magari tra 100.000 anni i presupposti saranno diversi... questo non possiamo saperlo. quello che dici è assolutamente vero, basandoci esclusivamente su oggi. però anche ai giorni nostri, ci sono le basi scientifiche su cui poter immaginare affascinanti possibilità.» Mi piace questo ottimismo. Personalmente però non credo che abbiamo centomila anni. Può essere, come dici, che ci si possa adattare, ma una civiltà tecnologica in grado di produrre alta tecnologia ha bisogno di determinate condizioni. Il Cochrane che costruisce l'astronave a curvatura nel villaggio dei reduci della terza guerra mondiale è un'assurdità. Hai idea solo di che tipo di organizzazione sia necessarie per costuire dei banalissimi chip, o dei banalissimi dischi rigidi? Altro punto, già fatto notare: stiamo esaurendo le risorse. Se ci saranno civiltà dopo la nostra, potranno costruire al massimo velieri di legno, altro che astronavi. S*
» postato da S* alle 09:46 del 23-11-2011
24 IMHO non è l'umanità a non essere in grado di sopravviere ad eventi catastrofici, quanto la civiltà attuale. Siamo coriacei, alla fine ci adattaremo... Per la colonizzazione, beh siamo esploratori. Colombo, Magellano & Co. non hanno compiuto forse imprese considerate "impossibili" ai loro tempi e a causa delle conoscenze scientifiche del momento? Vi ricordate che le mucche non avrebbero più fatto latte, perche' spaventate dal Treno?
» postato da Franius alle 10:03 del 23-11-2011
25 Sempre che tra mille anni sia ancora necessario mantenere uno stato materico, analogico, anziché digitale.
» postato da Mirsky alle 10:26 del 23-11-2011
26 Il problema grosso è che l'umanità non ragiona su tempi lunghi. Mille anni, che sono niente... già è inconcepibile che l'umanità si adegui a quei tempi. Per capirsi: tutto quanto abbiamo ora, la nostra organizzazione, la nostra economia, può durare 1.000 anni? Diecimila, 100.000? No, eh? Ma una specie senziente, se tale, avrebbe il dovere di organizzarsi per, in teoria, durare per sempre, o no? Mentre la sig.ra Natura così ha fatto, tanto bene che la macchina funziona da milioni di anni, altro che mille, e che se non fosse per periodiche catastrofi (5 mi pare + sei con quella del 2012), problemi non ce ne sarebbero ad andare avanti milioni o miliardi di anni. L'umanità invece ha i suoi cavoletti amari ad affacciarsi al XXII secolo andando avanti così, non fosse altro che ha come pilastro i combustibili fossili, destinati a finire prima di rigenerarsi. Insomma l'umanità ha piuttosto una vena lemming all'interno, ed è destinata, alla lunga, ad estinguersi senza lasciare tracce. Magari i moduli sulla Luna, al limite.
» postato da Tobanis alle 10:38 del 23-11-2011
27 «tu dici 'parecchi', però a me ne viene in mente solo uno: un devastante impatto con un asteroide, che per far fuori TUTTA l'umanità deve essere bello grosso, tipo quello dei dinosauri (chicxulub). dei corpi di queste dimensioni si possono prevedere le traiettorie anche con anni di anticipo, se questi provengono dalla fascia principale. è vero che non abbiamo mai deviato un asteroide prima d'ora, però non significa che non potremo essere in grado di farlo, addirittura perfino oggi. a parte metodi più o meno fantascientifici per raggiungere lo scopo, ce ne sono un paio che sono attuabilissimi nella loro semplicità: l'impattore cinetico e/o il trattore gravitazionale.
bisogna aggiungere per amor di verità che probabilmente non avremmo un tempo sufficiente per agire adeguatamente, qualora il corpo celeste provenisse dalla fascia di kuiper oppure oltre. in questo caso, per poterla fare franca, sarebbe necessaria un po' di... ehm... esperienza.
e qui ci potrebbe venire in aiuto un po' di fortuna. serve praticamente che il primo corpo in grado di colpirci abbastanza grande per sapazzarci via, provenga dalla buona vecchia fascia degli asteroidi tra marte e giove, e chissà che non possa essere il già noto apophis (corpo definito un near-earth-object) a fornirci quest'opportunità nel 2036.
oltre la nostra vena auto-distruttiva, essendo la minaccia dell'impatto con cometa o asteroide, la più credibile, dovremmo essere incentivati a fare qualche passo avanti, verso lo spazio, apposta perchè è solo una questione di tempo. prima o poi l'umanità si troverà a vivere il problema e lo dovrà affrontare.
poi non so cosa intendevi con 'parecchi'. per quanto sarà una catastrofe gigantesca, non credo che per esempio l'inversione magnetica dei poli basti a spazzarci via dall'universo. invece una cosa che potrebbe farci fuori in un nanosecondo è un getto di lampi gamma generato da una nova nelle vicinanze. evento assolutamente da considerare quasi impossibile, ma se proprio vogliamo restare condannati su questa roccia, sarebbe la cosa migliore. rapida e indolore...»
Di grandi estinzioni pare (è d'obbligo comunque usare il condizionale) ce ne siano state almeno 5 oltre a decine o centinaia di minori, naturalmente stiamo parlando di un arco di tempo di svariati milioni di anni, recentemente ho letto che sono stati individuati sulla Terra oltre 170 crateri da impatto meteoritico alcuni dei quali enormi, per cui l'umanità (senza contare altri potenziali pericoli proveniente in gran parte da se stessa) ha relativamente poco tempo, probabilmente meno di 100.000 anni, comunque noi per allora non ci saremo più peccato sarebbe bello sapere come finisce questa storia ![]()
» postato da jetscrander alle 11:48 del 23-11-2011
28 «tu dici 'parecchi', però a me ne viene in mente solo uno: un devastante impatto con un asteroide» Ad esempio eruzioni di supervulcani, una delle estinzioni di massa fu causata da essi, spararono così tanti composti di zolfo in aria da produrre secoli di piogge acide.
» postato da L.MCH alle 11:53 del 23-11-2011
29 « pensiamo all'isola di Pasqua, sola in mezzo all'oceano e colonizzata in epoche lontane da indigeni partiti a bordo di canoe»
Abbandonata poi per l'eccessivo sfruttamento delle risorse se non ricordo male ![]()
» postato da Abyrdeen² alle 12:10 del 23-11-2011
30 Secondo alcuni scienziati l'umanità rischiò l'estinzione completa 70.000 anni fa con la cosidetta catastrofe di toba, una gigantesca eruzione vulcanica che fece piombare il nostro pianeta in un'era glaciale lunga decenni e che ridusse gli uomini a poche migliaia di individui. overzzzz....
» postato da jetscrander alle 12:11 del 23-11-2011
31 «« pensiamo all'isola di Pasqua, sola in mezzo all'oceano e colonizzata in epoche lontane da indigeni partiti a bordo di canoe»
Abbandonata poi per l'eccessivo sfruttamento delle risorse se non ricordo male
»
E' un esempio terribile di sfruttamento intensivo delle risorse. Non venne abbandonata, gli abitanti si estinsero. Se non ricordo male dimenticarono l'arte della navigazione, le nascite nei secoli divennero sempre più rare e le malattie più frequenti. Adesso comunque vado a spolverarmi un po' di wiki
Edit: non si sono estinti, ma ci sono andati vicinissimi, nel 1877 si registrarono solo 111 abitanti indigeni nell'isola. Oggi contando sia quelli rimasti nell'isola che quelli emigrati sulla terraferma gli abitanti autoctoni sono circa 4000.
» postato da Requiem alle 12:39 del 23-11-2011
32 «Mi piace questo ottimismo.
Personalmente però non credo che abbiamo centomila anni. Può essere, come dici, che ci si possa adattare, ma una civiltà tecnologica in grado di produrre alta tecnologia ha bisogno di determinate condizioni. Il Cochrane che costruisce l'astronave a curvatura nel villaggio dei reduci della terza guerra mondiale è un'assurdità. Hai idea solo di che tipo di organizzazione sia necessarie per costuire dei banalissimi chip, o dei banalissimi dischi rigidi?
Altro punto, già fatto notare: stiamo esaurendo le risorse. Se ci saranno civiltà dopo la nostra, potranno costruire al massimo velieri di legno, altro che astronavi.
S*»
diciamo che il mio ottimismo può essere subordinato a determinate condizioni che devono verificarsi, come cambi di rotta dell'economia mondiale, una diversa gestione delle risorse, e unità di intenti tra i popoli della terra. capisco perfettamente che possano sembrare delle utopie inconcepibili, tuttavia penso che già esista lo strumento in grado di indirizzarci nella giusta direzione: internet. che permette alle genti del pianeta di avvicinarsi, comunicare, informarsi, condividere e confrontarsi. probabilmente ha già dato una scossa al processo di globalizzazione (processo che ha anche i suoi contestabili aspetti negativi, come un'uniformità malata che invece di tendere a preservare le varie culture, ha l'effetto di assimilarle annientandole, alla 'borg', nel modello occidentale...
ciononostante è anche un processo forse indispensabile se si vuole perseguire certi obiettivi).
già oggi viviamo in una società fortemente (fortunatamente) multietnica, l'europa si sta pian piano unendo... è vero! abbiamo ancora tanta cacca da spalare via, e i problemi gravi da affrontare che si intravedono all'orizzonte finiranno per unirci definitivamente.
forse in un migliaio di anni (1000 anni non solo sono un nientesecondo astronomico, ma cominciano ad essere anche un tempo relativamente breve per la stessa umanità!) già ragioneremo e saremo governati come un unico popolo (alla faccia della lega
), con una unità d'intenti ben precisa, e potremo iniziare a espanderci nella galassia...
nel frattempo lo sfruttamento di energie alternative e lo sfruttamento minerario del sistema solare (fascia principale in primis) ci potrebbero garantire la possibilità di raggiungere le condizioni necessarie per permettere questo balzo dell'umanità.
certi passi che sembrano giganteschi, secondo me basta avere la volontà di farli: il consumo di idrocarburi ci sta distruggendo? allora basta con gli idrocarburi! le alternative le abbiamo! non sono fantasie.
le risorse finiscono? non ci sono più materie prime per produrre tecnologia? non è che dobbiamo arrivare su andromeda cavolo! ci basta raggiungere (già fatto tra l'altro) aree neanche troppo remote del nostro sistema planetario...
comunque reputo più che plausibile e molto interessate e affascinante anche il tuo realismo/pessimismo, e sono ben consapevole di quanto possa io diventare visionario quando tengo questo tipo di conversazioni... tuttavia mi presuppongo il (secondo me) ragionevole dubbio che ciò che auspico non sia troppo lontano o assolutamente impossibile dal verificarsi.
SI-PUO'- FA-RE! ![]()
» postato da nemo73 alle 16:51 del 23-11-2011
33 Considerato quale ruolo abbia avuto il CO2 nelle cinque precedenti estinzioni di massa, non c'è da stupirsi che si stia preannunciando la sesta: http://www.skepticalscience.com/Earths-five-mass-extinction-events.html http://astrobiology.nasa.gov/ask-an-astrobiologist/question/?id=16715
» postato da Paolo7 alle 21:28 del 23-11-2011
Puoi continuare la discussione sul forum
1 penso proprio che per sua natura il genere umano non riesce a stere fermo,e dovrà diffondersi tra le stelle.Rassegniamoci:il nostro destino è lassù nello spazio.
» postato da odisseakubrick alle 11:09 del 22-11-2011