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Era il 2001 quando debuttava il primo capitolo della serie Red Faction, creata dalla software house Volition Game e prodotta da THQ. Ambientata intorno al 21° secolo, lo sfondo narrativo di questo sparatutto inizialmente in prima persona era una rivolta dei minatori vessati dalla Ultor corporation in quel di Marte. L'anno scorso il videogame passava dalla visuale in prima persona a quella in terza con il terzo capitolo intitolato Guerrilla e veniva annunciato un nuovo capitolo per il marzo 2011, Red Faction: Armageddon, che deve qualcosina a Dead Space, almeno a giudicare dai trailer.
Ma non è ancora finita: il 19 luglio l'emittente Syfy ha annunciato un accordo con la THQ per realizzare un tv movie/pilot intitolato Red faction: Origins. Il film sarà un vero e proprio live action, quindi con attori in carne e ossa e non in computer grafica. L'obiettivo del progetto è riempire lo spazio narrativo tra Guerrilla e Armageddon.
Il protagonista sarà Jake Mason, l'unico figlio sopravvissuto di Alec Mason, l'uomo che guidò la liberazione dei minatori in Guerrilla. Sono passati venticinque anni dagli eventi del gioco e dieci da quando gli avversari di Mason si sono vendicati uccidendo sua moglie e rapendo la figlia Lyra. Ora il figlio Jake è uno dei ranger della Red Faction e spera che la sorella sia ancora viva da qualche parte sulla superficie del pianeta. La verità però è inaspettata: mentre un nuovo potente nemico invade il pianeta, Jake scopre che la sorella è in effetti viva, ma è una degli avversari: una soldatessa spietata, soggiogata da un folle, che vuole solo distruggere la Red faction.
Il film, nonché possibile pilot, andrà in onda nel marzo del 2011, in concomitanza con l'uscita di Armageddon, quarto capitolo della serie di videogame. L'autore della sceneggiatura è Andrew Kreisberg, in arrivo da Warehouse 13 e Vampire Diaries, mentre la storia si basa su un'idea di Paul De Meo (Rocketeer, The Sentinel).
Che dite, diventerà un serie tv o rimarrà solo un film a se stante?
Abbiamo ricevuto comunicazioni dalla SIAE secondo cui ora per pubblicare trailer e video occorrerebbe una licenza della SIAE stessa. Una licenza con costi elevati, restrizioni e in generale del tutto priva di senso per concedere la pubblicazioni di quelli che sono quasi sempre in sostanza filmati pubblicitari.
La richiesta della SIAE a nostro avviso non è sostenuta dalla legge, tuttavia portiamo avanti la nostra protesta per il momento non pubblicando più alcun filmato.
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