Sedici futuri migliori

In uscita all'estero un'antologia di fantascienza "ottimistica", per tutti coloro che sono stanchi di invasioni aliene e catastrofi varie.

Fin dagli inizi, ovvero da quel La guerra dei mondi di H.G. Wells, la fantascienza ha proiettato sulla carta e poi sullo schermo tutta la paura inconscia della fine violenta della civiltà come la conosciamo. Da allora è stato un susseguirsi di invasioni aliene, catastrofi cosmiche, apocalissi planetarie, pandemie disastrose. Come se il cambiamento potesse essere solo traumatico, e la rottura con la realtà potesse avvenire solo attraverso fenomeni distruttivi. Invece non è così: gran parte della fantascienza ha immaginato anche futuri positivi, ottimistici, nei quali l'umanità affronta e risolve i problemi grazie all'intelligenza e al raziocinio.

 

Sta per uscire nel Regno Unito un'antologia che prova a fare il punto di questa visione positiva del futuro. Shine, questo è il titolo del volume edito da Solaris Books, raccoglie sedici racconti di altrettanti giovani autori incentrati su un approccio positivo verso il futuribile. L'iniziativa è nata sotto forma di blog, allo scopo di costituire una piattaforma aperta per tutti coloro che intendono la fantascienza come visione positiva e migliorativa del presente. Il blog, variegato e interessante e che vale la pena di visitare (il link fra le Risorse in rete), ospita vari contributi non solo di narrativa ma anche di saggistica, con riferimento principalmente alle nuove tecnologie. Come suggello all'iniziativa lo scrittore britannico Jetse De Vries, già autore di parecchi racconti e animatore del blog, ha messo insieme le storie pervenute che dovevano sottostare a due semplici regole: essere non più lunghe di 10.000 parole e svolgersi in un futuro non superiore a cinquant'anni da oggi.

 

Dando un'occhiata all'antologia e ai suoi autori, occorre dire che c'è un po' di tutto, come sempre nelle antologie; da storie mature e complesse ad altre più positive e forse "ingenue", da autori esordienti ad altri già affermati. Si va da Alastair Reynolds, che con At Budokan racconta di tirannosauri clonati, ingegneria genetica e chitarre elettriche Gibson Flying V giganti, a Holly Phillips, che in Summer ice mette sullo sfondo il riscaldamento globale. Paula Stiles in Sustainable development immagine che i robot svolgano i lavori femminili in un villaggio dell'Africa occidentale, mentre Overhead di Jason Stoddard racconta di un gruppo di geek idealisti in viaggio verso la Luna. Silvia Moreno-Carcia contribuisce con Seeds, un racconto sul futuro degli OGM, Mari Ness parla delle avventure di un astronauta giardiniere con Twittering in space, Gord Sellar con Sarging Rasmussen: A Report (by Organic) parla di come l'arte unita al cyberpunk potrebbe salvare il mondo.

 

Questi e altri racconti tratteggiano complessivamente un mondo futuro in cui non c'è molta fiducia negli Stati, i mercati sono rapidissimi e in grado di punire le multinazionali "cattive", paesi come Cina, Brasile e staterelli africani e indiani costituiscono le nuove superpotenze, mentre Wikipedia, Google e Twitter la fanno ancora da padrone, coadiuvate da intelligenze artificiali in rete e vari gadget ipertecnologici, come gli occhiali-telefono. L'impressione è che, a tratti, positività faccia rima con ingenuità; ma in fondo occorre essere un po' ingenui per immaginare un mondo migliore, partendo da quello attuale.

Autore: Maurizio Del Santo - Data: 30 marzo 2010 - Fonte: SciFi Wire

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Commenti

1 Bah. Fantascienza catastrofista, fantascienza ottimista, "fantascienza mi consenta". L'importante è che si scriva BUONA fantascienza. p.s. però le catastrofi sono più eccitanti...

» postato da Andrea Liscio alle 10:42 del 30-03-2010

2 voto anch'io per le catastrofi!!!! Anzi, in generale preferisco i libri senza il lieto fine... ;)

» postato da Andrea Pagani alle 13:10 del 30-03-2010

3 La "direzione" dell'immaginazione dipende dalla situazione contingente! Ecco perche' in genere prevale il catastrofismo.

» postato da (Enrico Richetti) alle 17:56 del 30-03-2010

4 Si, va vene, però non è che possiamo passare ogni lettura una mano sul libro e una in gesti scaramantici! Il problema è capire se la fantascienza ottimista sia solo "ingenua e infantile" oppure fondata su di una trama e personaggi credibili. IMHO tanto ci sarebbe da dire sulla odierna cultura (anche letteraria) della paura e i suoi vantaggi politici per chi vuole controllare la popolazione. Il cane che guida il gregge abbaia, insegue, minaccia le zampe delle pecore, mica le alletta con verdi pascoli e fresche acque. Nella nostra vita, salvo casi particolari, incontriamo molte più persone per bene che criminali, eppure un solo criminale ci segna molto più di tutti gli altri. Forse sarebbe ora che imparassimo a gestire meglio il "cervello da rettile" che troviamo sotto tutta la massa cerebrale più recente. ;)

» postato da Naismith alle 17:57 del 30-03-2010

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