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Per i lettori di narrativa fantastica e di fantascienza il 2010 inizia bene con l’arrivo di La mano sinistra di Dio (The Left Hand of God, 2010) dello scrittore e sceneggiatore cinematografico Paul Hoffman. Il romanzo, primo di un'annunciata trilogia, è stato il titolo più caldo della fiera di Francoforte e ha movimentato moltissimo le contrattazione tra le maggiori case editrici del mondo al fine di acquisire i diritti di traduzione, che sono stati venduti in ventidue paesi. L'opera è così uscita in contemporanea in tutto il mondo.
Chi ha avuto modo di leggerlo in anteprima si è unito in un coro unico: è un romanzo complesso e magnifico, strano, violento, cupo, oscuro, inquietante. Con un mondo ben costruito e ottimi personaggi. Ma cosa rende speciale il testo? Tra le tante entusiastiche dichiarazioni delle case editrici, riportiamo quella della cinese Shangai 99: “L’intera casa editrice è stata conquistata dal protagonista e dall'abilità con cui l’autore si muove sulla sottile linea che separa il bene dal male. Un romanzo di alta qualità e dal respiro internazionale”.
Nel mondo che ci racconta Hoffman (un mondo che non si può collocare nel tempo e nello spazio) c’è un monastero, il Santuario dei Redentori, abitato da religiosi che si ritengono i detentori dell’unica vera fede. Addestrano da anni, con metodi crudeli e feroci, oltre diecimila ragazzini di tutte le età, che in pratica sono prigionieri entro le fredde mura del monastero. Questi saranno i futuri soldati che dovranno combattere contro coloro che non credono nell'unico vero Dio: gli Antagonisti.
I ragazzi sono sottoposti a una vita fatta di sofferenze, di addestramento continuo e brutale, dove l’obbedienza deve essere pronta e cieca. Si paga duramente ogni più piccolo errore. In tale ambiente è cresciuto Cale, che ha quattordici anni e da circa dieci è nel monastero. Il suo sogno è quello di fuggire. Cale ancora non lo sa, ma è un essere eccezionale. Forse i Redentori ne sono consapevoli e lo temono. Quando finalmente riuscirà a lasciare il monastero, si troverà in un mondo ancora più pericoloso e crudele. Un mondo dove è molto difficile distinguere l’amico dal nemico. Un mondo che aspetta e teme colui che forse lo distruggerà: la Mano Sinistra di Dio...
L’autore. Paul Hoffman ha passato gran parte della sua infanzia in giro per il mondo, assistendo alle spericolate evoluzioni del padre, un pioniere del paracadutismo acrobatico. È comunque riuscito a laurearsi in Letteratura inglese al New College di Oxford. Dopo la laurea ha fatto diversi lavori, diventando poi un affermato sceneggiatore cinematografico. Dal suo primo romanzo The Wisdom of Crocodiles è stato realizzato un film con Jude Law e Timothy Spall. Il suo secondo romanzo, The Golden Age of Censorship, è una commedia noir basata sulla sua esperienza come recensore di film. Come sceneggiatore ha collaborato alla realizzazione di tre i film e ha lavorato, tra gli altri, con Francis Ford Coppola. La Mano Sinistra di Dio è uscito in contemporanea mondiale in venti Paesi ed è stato definito da Bookseller "uno degli eventi editoriali dell'anno".
La quarta di copertina. Non lasciatevi ingannare. Si chiama Santuario dei Redentori, quello in cima a Shotover Scarp, ma è un luogo che non dà nessun rifugio e offre ben poca redenzione. Anzitutto è circondato, a perdita d'occhio, da un'arida boscaglia, è avvolto da una perenne coltre di fuliggine ed è così grande che è facilissimo perdersi, proprio come ci si perderebbe in una landa desolata. Poi ci vivono più di diecimila ragazzi, tormentati dalla fame e dal gelo, costretti a pregare e a fare penitenza, stremati da punizioni brutali e da un addestramento sfibrante. E tutto perché i Redentori hanno un disperato bisogno di soldati da mandare in guerra contro gli Antagonisti, contro coloro che non credono in nessun Dio. Una guerra che dura ormai da due secoli. Questa è stata la vita di Cale da quando, dieci anni prima, è stato strappato alla sua famiglia e condotto nel Santuario. Adesso Cale di anni ne ha quattordici: il suo passato è stato cancellato, il suo presente è un inferno e il suo futuro è la morte sul campo di battaglia. La stessa fine di tutti i suoi compagni.
Però Cale non è come gli altri. Non si lamenta, non rimpiange, non protesta. Il suo sguardo è freddo e spietato, il suo cuore è calmo e risoluto, la sua mente è lucida e determinata. Perché Cale ha un piano. Deve ruggire.
Ma non si può sfuggire al destino. Infatti, dopo aver abbandonato il Santuario, Cale si ritroverà in un mondo ancora più crudele e pericoloso. Un mondo in cui bisogna combattere con le armi e con l'astuzia. Un mondo che regala l'amore soltanto per strapparlo via. Un mondo in cui amici e nemici hanno lo stesso volto.
Paul Hoffman, La mano sinistra di Dio (The Left Hand of God, 2010)
Traduzione Paolo Scopacasa, Editrice Nord, collana Narrativa 385, pagg. 441, euro 19,60
2 L'ho letto e mi è piaicuto abbastanza, direi che è uno strano fantasy, scritto in maniera avvincente e con un ottimo protagonista, questo Cale, le cui gesta probabilmente seguiremo in prossimi sequel. Il finale infatti è tronco di brutto, per la serie, romanzone unico tagliato in due alla Dan Simmons. Qualche dubbio lo lascia lo stile dell'autore: narratore iperinvadente, descrive tutto, fa dialogare poco i suoi personaggi, e infatti ne fa crescere solo uno, Cale, appunto. Quando poi non si dà a frasi del tipo "immaginatevi la gioia di Cale, essere stato sottoposto a tutto questo, e poi trovarsi tra le gambe di, etc etc...". Ecco: magari qui un dialogo ci sarebbe stato decisamente meglio, piuttosto che questa soluzione un po' alla Liala... Ma per il resto è leggibile, certo, l'inizio pare straordinario, poi, ahimé, s'ammoscia... Discreto, ecco. ![]()
» postato da ammiraglio_naismith alle 20:51 del 12-01-2010
3 Non sembra il tipo di Assassin Creed quello in copertina?
» postato da (Andrea M.) alle 09:42 del 15-01-2010
4 probabilmente non a caso...
» postato da Technomancer alle 10:03 del 15-01-2010
5 Scusate ma qui l'unica "mano sinistra" è quella del signor Hoffmann.C'è un inizio interessante e abbastanza coinvolgente, ma dopo le prime 100-150 pagine l'autore sembra colpito da una sorta di "fretta di chiudere la pratica". L'approfondimento dei personaggi (già blando) svanisce completamente. Intere situazioni sviluppate per tot pagine si risolvono con mezza riga (da denuncia, la "prima volta" di Cale); altre hanno risvolti improvvisi senza averne avuto nemmeno un'avvisaglia (tipo il personaggio che fino a pagina x stava per guidare il suo esercito nella guerra più importante della sua vita, e a pagina x+1 sta' in fin di vita con la polmonite). Tutto questo mentre la fine del libro si avvicina e tu stai lì come un pirla che pensi "Si, và be', ma quindi?". E infatti il libro finisce senza che sia successo niente, ripeto, non succede niente! E ciliegina sulla torta, le prime quattro pagine sono dedicate ai commenti entusiasti delle case editrici di tutto il mondo, su quanto sia fico e quanto sia potente, e quanto è innovativo questo romanzo! Se proprio pensate di volerlo leggere, vi prego, almeno aspettate l'edizione economica.
» postato da (francia corta) alle 23:42 del 11-04-2010
7 Grazie al lettore del punto 5. Aspetterò l'edizione economica. Ma lo avrei fatto comunque. Infatti ho saputo del libro per un allegato/segnalibro al romanzo dell'anno 2009 LA BIBLIOTECA DEI MORTI e devo dire che non mi è piaciuto gran che. Sarà perchè non tanto tempo fa ho visto un film dove una bimba ha lasciato in una scatola del tempo (ma solo negli USA fanno queste cose per me assurde?) un foglio con date e coordinate di catastrofi? Sarà perchè dell'area 51 se ne parla da troppo tempo? O sarà che la nostra fantasia è arrivata alla frutta?
» postato da (Claudia Ferrinia) alle 17:47 del 13-07-2010
8 Io sono esattamente a metà, a differenza di diversi commenti che ho letto, a me piace questo libro. E' vero che c'è un cambiamento di ritmo durante la lettura: le prime 100 pagine si divorano e la storia è intrigante, poi inizia ad essere letto con meno voglia e le narrazione tendono ad accorciarsi. Ma in generale lo sto trovando un bel libro. Non eccezionale come altri best-seller, ma va bene. Sarà perchè, fin da piccola, in tutti i libri che ho letto sono sempre stata affascinata dal personaggio in apparenza più freddo e misterioso ma che poi in alcuni momenti riesce comunque a tirare fuori il lato migliore di sè... e in questo libro è proprio il protagonista. Meglio di così!
» postato da (Allie 92) alle 16:13 del 27-12-2011
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1 Il piano di Cale è... ruggire?
» postato da (Pyros Hellraven) alle 13:37 del 12-01-2010