La noosfera di Matt Hughes

Esce in Odissea Fantascienza l'edizione italiana di The Commons, il più famoso ciclo dell'autore canadese che molti avvicinano a Jack Vance.

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Dire l'"erede di Jack Vance" francamente non ci piace: primo perché Jack Vance è ancora vivo e vegeto, anche se ormai non scrive più; secondo, perché — scusate la debolezza — siamo tra quelli che lo considerano ineguagliabile. Ma Matthew Hughes, canadese, sessant'anni compiuti quest'anno, con Jack Vance ha una connessione. Prima di tutto per essere in prima persona un appassionato dello scrittore californiano. Il sito di Jack Vance, www.jackvance.com, dà spesso notizie sulle uscite dei suoi lavori, e lo stesso Vance ha speso parole di lode.

The Commons, che esce questo mese su Odissea Fantascienza col titolo Guth Bandar Esploratore della Noosfera, raccoglie e organizza in una storia unica l'intera raccolta di storie uscite su Fantasy e Science Fiction con protagonista Guth Bandar. Anche questa volta, come già col volume di giugno (I signori della guerra), Odissea abbandona il suo tradizionale formato "magro" per proporsi con un volume di 382 pagine.

 

La quarta di copertina. Per oltre centomila anni l’Istituto di Ricerca Storica della Vecchia Terra aveva tracciato la mappa dell’inconscio collettivo dell’umanità: i Paesaggi, ovvero il ricordo degli ambienti dell’esistenza umana; le Situazioni, che conservavano ogni circostanza che aveva scandito la vita dell’uomo; gli Eventi, che erano i più dettagliati fra tutti, piccoli e grandi punti di svolta attorno ai quali aveva ruotato la storia. Guth Bandar, esploratore della Noosfera, nei suoi viaggi aveva anche incontrato ognuna delle quattro figure archetipali: il Saggio, lo Sciocco, il Distruttore e il Redentore, i “soliti sospetti” che popolavano i miti e le leggende della mente dell’uomo.

Ma improvvisamente, strani fatti che accadono nella Noosfera cominciano a fargli sospettare che l’inconscio collettivo abbia assunto consapevolezza di sé.

Ancor peggio, che abbia  un proprio piano di azione. E la cosa può costringere Bandar a discendere nelle più scure foreste della mente, dove l’unica via di scampo dalla pazzia è la morte.

 

L'autore. Matthew Hughes è nato nel 1949 a Liverpool, ma è cresciuto nella British Columbia, Canada. Dopo gli studi universitari prima ha fatto il giornalista, poi ha scritto discorsi per il ministro della giustizia canadese e per altri politici. Contemporaneamente coltivava la passione per la narrativa, pubblicando opere mystery con lo pseudonimo di Matt Hughes e fantascienza come Matthew Hughes.

Ha vinto l’Arthur Ellis Award per la narrativa mystery e diversi suoi racconti sono stati finalisti dei premi Aurora, Nebula e Derringer.  Inoltre le sue storie vengono sempre inserite nella annuale Reading List della rivista Locus.

Hughes ha cominciato a pubblicare i suoi racconti nel 2001 sulle riviste Alfred Hitchcock’s, Asimov’s, Fantasy & Science Fiction, Postscripts, Interzone, ma dal 2004 ha iniziato a cimentarsi nella dimensione del romanzo. Tra le opere pubblicate, ricordiamo: Black Brillion, 2004;  Majestrum, 2006; The Commons, 2007; The Spiral Labyrinth, 2007; Template, 2008; Hespira, 2008.

Il suo sito web è all’indirizzo www.archonate.com.

 

Matthew Hughes, Guth Bandar Esploratore della Noosfera (The Commons, 2007), Odissea Fantascienza, Delos Books, pagg. 384, euro 15,90.

Autore: S* - Data: 4 settembre 2009

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Commenti

1 Complimenti per l'ottimo lavoro della Delos Books, e soprattutto della collana Odissea, l'unica a mio avviso a pubblicare ancora in Italia buona fantascienza con puntuale regolarità (a parte ogni tanto qualche Urania). Ottima la scelta di Hughes, autore sconosciuto nel nostro paese ma già ben noto negli USA. Continuate così e in bocca al lupo. sandro50

» postato da (Sandro Pergameno) alle 13:45 del 04-09-2009

2 «Complimenti per l'ottimo lavoro della Delos Books, e soprattutto della collana Odissea, l'unica a mio avviso a pubblicare ancora in Italia buona fantascienza con puntuale regolarità (a parte ogni tanto qualche Urania). Ottima la scelta di Hughes, autore sconosciuto nel nostro paese ma già ben noto negli USA. Continuate così e in bocca al lupo. » Grazie Sandro! S*

» postato da S* alle 15:16 del 04-09-2009

3 Da abbonato a Odissea Fantascienza mi stupisco del risparmio economico che mi state regalando. Grazie Silvio (nel senso di S*). ...spero non mi chiederete la differenza... Un caro saluto, Sam. PS. Però non abbandonate i romanzi brevi, mi raccomando.

» postato da samuele nava alle 20:57 del 04-09-2009

4 Libro interessante. Quello che mi ha attirato è stato il paragone con Jack Vance e quindi di una saga ambientata su pianeti sconosciuti. Per cui il fatto che il pianeta sconosciuto è l'inconscio collettivo lo rende differente. Però più che un romanzo sembra un antologia di una serie di racconti che hanno come protagonista Guth Bandar e la sua "educazione" nel mondo della Noosfera e degli archetipi lungo tutto un arco di vita. Inevitabilmente si finisce con il paragonarlo ad un videogioco dove i personaggi seguono schemi base immutabili che ricominciano ogni volta che si finisce e/o si inizia da zero una sessione di gioco. La presa di coscienza del inconscio collettivo mi ricorda in qualche maniera "Nirvana" di Salvatores dove il personaggio del videogioco (Abatantuono) esce dagli schemi impressi dal programmatore e prende coscienza. Dalle ultime pagine mi sembra di capire che forse non ci sarà un seguito. Peccato. Palomino.

» postato da KVT Palomino alle 15:56 del 01-01-2010

5 Hai fatto ben tre errori in Abatantuono. Lo rimarco solo come caso curioso. S*

» postato da S* alle 17:37 del 01-01-2010

6 «Hai fatto ben tre errori in Abatantuono. Lo rimarco solo come caso curioso. S*» :oops: opss. Rimedio. Ecco un caso in cui ero certo di aver scritto giusto. Ero convinto che finisse in tuomo e non tuono ... memoria fallace. Palomino.

» postato da KVT Palomino alle 17:41 del 03-01-2010

7 «Grazie Silvio (nel senso di S*).» "per fortuna che silvio c'è?!" :lol:

» postato da _Kaos_ alle 17:11 del 05-01-2010

8 « Inevitabilmente si finisce con il paragonarlo ad un videogioco dove i personaggi seguono schemi base immutabili che ricominciano ogni volta che si finisce e/o si inizia da zero una sessione di gioco..» ah, anche, sì. Però a me ha ricordato di più una serie televisiva. Bel romanzo, un po'...uhm "da maschi" eheh....non so come spiegarla diversamente.

» postato da l'Anto alle 20:16 del 06-01-2010

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