Ecco il primo vero cyborg. È un topo

Un team multidisciplinare dell'Università di Reading sta conducendo esperimenti per scoprire come i dati vengano immagazzinati nel cervello. La cavia? Un cervello di topo che comanda un robot via Bluetooth.

Un robot controllato a distanza da un topo. O almeno dalle cellule celebrali di un topo. L’Università di Reading sta da tempo lavorando su un progetto da cui spera di ricavare utili indicazioni su come il cervello immagazzini i dati. L’obiettivo è capire meglio come insorgano malattie come l’Alzheimer, il Parkinson, ma anche risalire alle possibili cause dell’ictus celebrale.

 

Come è stato creato quello che si potrebbe definire il primo vero cyber-topo? Sono stati prelevati prima di tutto un fascio di nervi da un feto di topo. Il fascio è stato poi trattato per scogliere le connessioni fra i neuroni. Questi ultimi sono stati posti in un MEA (Multi Electrode Array), una piattaforma composta da una rete di sessanta elettrodi in grado di raccogliere gli impulsi elettrici generati dalle cellule, le quali guidano a distanza i movimenti del robot. Non c’è nessuno altro input umano o dal computer: grazie al segnale Bluetooth, lo stesso usato sui cellulari, robot e neuroni interagiscono scambiandosi stimoli. Il cyber-topo è così in grado di deambulare evitando (più o meno) gli ostacoli. Il risultato? Lo potete vedere nel video.

 

Il team multidisciplinare che lavora al progetto spera di vedere progressi nelle passeggiate del cyber-topo: ad esempio che impari ad applicare lo stesso segnale nel momento in cui ritorna in una posizione in cui è già stato. Sarebbe così possibile trovare nuove risposte ad alcune domande fondamentali della scienza: come funziona la memoria? Come impariamo? Come rapportare comportamenti complessi dell’organismo a quello dei singoli neuroni?

 

Quesiti interessanti, ma la faccenda prende una piega peculiare alla luce delle dichiarazioni di uno dei ricercatori, il professor Kevin Warwick: “È singolare, perché riscontriamo differenze fra i singoli ‘cervelli’. Ne abbiamo uno sbruffone e attivo, mentre ce n’è un altro che invece sappiamo già che non arriverà dove vuole andare”.

 

Speriamo che il sistema di topi, già andato online, non cominci a imparare a ritmo esponenziale. E che alle ore 2.14 del mattino, ora dell’Atlantico, del 29 agosto 2009, non diventi autocosciente…

 

Il topo cyborg in azione

Autore: Alessandro Murč - Data: 18 giugno 2009 - Fonte: www.rdg.ac.uk

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Commenti

1 Ma questa "cosa" si può definire viva?

» postato da (simone ridi) alle 09:33 del 18-06-2009

2 Creepy!

» postato da S* alle 10:33 del 18-06-2009

3 wow...

» postato da Stefanoventa alle 11:13 del 18-06-2009

4 Non notate una certa attinenza con i Cylon centurioni volanti di BSG?

» postato da Sean Maxhell alle 11:34 del 18-06-2009

5 Si scrive "cerebrale"

» postato da Sam Lowry alle 12:52 del 18-06-2009

6 neuroni di topi diversi fanno comportare il robot in modi diversi... fantastico!

» postato da Technomancer alle 12:59 del 18-06-2009

7 è meglio dell'i-phone! :P

» postato da palsottino cosmico alle 13:41 del 18-06-2009

8 ma in pratica dentro quella cosa c'e' un cervello di topo?

» postato da (emix bax) alle 18:34 del 18-06-2009

9 La notizia non è proprio recente, però non sapevo che si comportassero in maniera diversa a seconda del topo da cui provengono le cellule... un altro passo verso la singolarità tecnologica?

» postato da moto psycho alle 19:41 del 18-06-2009

10 «La notizia non è proprio recente, però non sapevo che si comportassero in maniera diversa a seconda del topo da cui provengono le cellule... un altro passo verso la singolarità tecnologica?» spèrem!

» postato da Palmer alle 00:07 del 19-06-2009

11 complimenti scienziato che uccidi senza pieta esseri piu deboli ti auguro la stessa fine

» postato da (monica reato) alle 22:58 del 21-06-2009

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