Fanucci e le lacrime dello sceriffo

L'editore italiano di Philip K. Dick risponde all'antologia curata da Valerio Evangelisti che parodiando lo scrittore americano attacca il sindaco di Bologna Cofferati

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E' uscita in febbraio, nei canali underground dei centri sociali. Sembra un Urania ma non lo è, l'autore indicato è Philip K. Dick, ma non lo è. La prefazione porta come autore Sergio Cofferati, ma non è vero neppure questo.

Scorrete lacrime, disse lo sceriffo, pubblicata dal laboratorio Crash! di Bologna, è un'antologia di apocrifi dickiani, ma centrati sulla realtà urbana italiana, con particolare riferimento a Bologna. E' proprio Cofferati, sindaco di Bologna e appassionato di Dick — sono diverse le introduzioni scritte per le edizioni di Fanucci — lo "sceriffo" a cui si fa riferimento nel titolo.

Tra gli autori che si celano sotto le mentite dickiane spoglie ci sono lo stesso curatore Valerio Evangelisti, Luca Masali, Daniele Barbieri, Giovanni De Matteo, Emanuele Manco e altri.

 

Questa la presentazione del libro: "E' nel solco aperto da tali storie e personaggi che il Laboratorio Sociale Crash e lo scrittore Valerio Evangelisti, affiancato da un team di esperti traduttori, hanno deciso di pubblicare in anteprima europea gli scritti inediti del grande romanziere di fantascienza nella raccolta Scorrete lacrime disse lo Sceriffo. Storie e racconti per troppo tempo rimasti nel buio di un cassetto chiuso, per troppo tempo private del privilegio di essere sfogliate da mano umana. Storie che narrano, come nel più fortunato La Città Sostituita, della lotta tra potenze sovrumane e malefiche per il controllo della città, delle parole e della memoria. Storie che vedono protagonisti personaggi e politici impazziti manipolare la realtà e la memoria collettiva in accordo con le proprie paranoie, fino al punto in cui diventa arduo riconoscere per il lettore ciò che è reale e ciò che, invece, è semplice costruzione immaginaria di una mente perversa. Malefici golem, creati da perfidi burocrati stregoni, verranno aizzati contro la povera gente, contro i cittadini di fantomatiche città o semplicemente contro chiunque non concordi con i capricci e le fantasie del Necromante politico di turno."

 

Poco incline a prenderla con umorismo è invece Sergio Fanucci, titolare dell'esclusività della pubblicazione di Philip K. Dick in Italia, che ha inviato un comunicato stampa protestando per l'accaduto e per la posizione in cui è stato messo.

"Ora, il titolo del vero romanzo dickiano, da me ripubblicato a febbraio 2007 e tuttora in commercio, è leggermente diverso: Scorrete lacrime, disse il poliziotto. Dunque risulta immediatamente chiaro come l'edizione di Crash sia ingannevole e rappresenti un vero e proprio falso, essa lede tutti i diritti d'autore in barba alle leggi che lo tutelano, offende il mio lavoro e quello di tutti i miei collaboratori che  partecipano ogni giorno per promuovere e sostenere Philip K. Dick. Inoltre, mi mette nella posizione scomoda e tipicamente italiana di essere costretto a difendermi da un sopruso, rischiando comunque un giudizio negativo, della serie 'come fai, sbagli'.

Mi spiego meglio: se ora rispondo con un avvocato come è giusto che sia (e non è detto che non lo faccia) per difendere un mio diritto sancito dalle nostre leggi (ossia che nessuno può fare come gli pare...) rischio la matematica etichetta di destrorso, quello che va contro i centri sociali, contro una parte di espressione della nostra società e bla bla bla. Se invece rimango zitto, giustifico con il mio silenzio la diffusa pratica "italiana" di fregarsene delle leggi, del rispetto degli altri, del valore del lavoro, di chi ci crede veramente e di chi le leggi le rispetta."

 

Lasciamo spazio libero ai lettori commentare l'accaduto ed esprimere le loro opinioni.

Autore: S* - Data: 14 aprile 2008 - Fonte: Fanucci editore

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Commenti

1 A Sergio Fanucci non toccategli l'amicuccio Cofferati. Altro che diritti d'autore lesi. Cheerio

» postato da Damiano Premutico 2 alle 00:10 del 14-04-2008

2 Qui una recensione a cura di Daniele Barbieri del suddetto libro (mio commento... ci mancava anche un comunicato stampa di Fanucci... mancano di senso dell'umorismo...) http://www.carta.org/ozio/12739

» postato da jolek alle 07:58 del 14-04-2008

3 Beh, pero' i diritti il sior fanucci se li è pagati, immagino, quindi ha pure ragione ad arrabbiarsi... Se fosse stato in america, terra di sceriffi, altro che comunicato stampa.. Partiva l'ingiunzione senza stare troppo a discutere e a giustificarsi con i lettori..

» postato da (ita.marco ) alle 08:30 del 14-04-2008

4 Ma il concetto di "citazione" s'è perso ...?

» postato da WebWizard alle 09:11 del 14-04-2008

5 sulla questione dei diritti credo sarebbe stata opportuna una via di mezzo. il titolo è un'evidente citazione, che di per sé non creerebbe problemi. certo mettere come autore Dick è già più malizioso. avrebbero potuto parodiare anche quello.

» postato da Piscu alle 09:32 del 14-04-2008

6 In qualità di "traduttore", mi sento tirato in causa. Nessuno ha voluto prendere in giro nessuno. Nella postfazione del libro si chiarisce molto bene la natura dell'operazione. Il volume è venduto a un prezzo di sola copertura delle spese, con licenza Creative Commons non commerciale. Quindi l'ipotesi di "sfruttamento" è campata in aria. Il sottoscritto, come tutti "i traduttori", ci ha messo il proprio nome e cognome nell'operazione. Non mi sono nascosto dietro pseudonimi o nomi collettivi. Ne ho pure parlato sul mio blog. Purtroppo, data la scarsa diffusione del volume, credo che nessuno abbia potuto riscontrare questo fatto. L'articolo su http://www.carta.org/ozio/12739 è molto ironico. Ma l'ironia balla sempre su un sottile filo, difficile talvolta da scorgere. Il problema serio è che l'antologia è un oggetto misterioso. A quanto mi risulta, molti autori stanno ancora aspettando la loro copia personale. Spero che la cose migliori, e che magari si possa parlare dell'antologia con cognizione di causa, e non per sentito dire.

» postato da Manex alle 10:09 del 14-04-2008

7 Questione interessante e controversa. Effettivamente anche il nome dell'autore dovesa essere parodiato, d'altro canto mi pare che sia uscito fuori dai canali tradizionali quindi penso in tiratura limitatissima o, forse, solo in digitale per poche persone "selezionate". A proposito non ho trovato notizie dell'uscita su fantascienza.com; me la sono persa? Attendo con grande curiosità il seguito della cosa

» postato da Matteo B alle 11:18 del 14-04-2008

8 Concordo con quanti fanno notare che il nome dell'autore andava cambiato, magari italianizzandolo (e chissa' come avrebbero tradotto "Dick"). Tuttavia la reazione mi sembra spropositata rispetto al "danno", si tratta comunque di un omaggio a Dick. Se e' vero che la Fanucci e' l'unica in Italia a poter pubblicarne i lavori, dubito sia illegale il solo ispirarsi ai lavori del buon Filippo per produrne di propri, altrimenti un qualunque romanzo/film in cui si passa da una realta' ad un altra per merito di una pillolina sarebbe plagio (vedi Matrix). Ora speriamo solo che la Mondadori non si arrabbi perche' la copertina e' in stile urania.

» postato da Salvor Hardin alle 11:34 del 14-04-2008

9 secondo me ha ragione Fanucci... se vogliono fare una parodia ok, ma così si presenta sotto le spoglie di un clone, di una "cinesata"... poteva essere una idea simpatica, si dimostra ben altro...

» postato da Andrea Pagani alle 11:35 del 14-04-2008

10 Volevo sentire l'opinione di Ernesto Vegetti in qualità di esperto massimo di catalogazione: il volume in questione è da considerarsi a tutti gli effetti soggetto alle norme del diritto d'autore o essendo a tiratura limitata distribuita nei canali underground (cosa vuol dire: che viene spedita attraverso la metropolitana o le fogne?) a prezzo "politico" non è soggetto alle normali regole?

» postato da Matteo B alle 11:38 del 14-04-2008

11 «secondo me ha ragione Fanucci... se vogliono fare una parodia ok, ma così si presenta sotto le spoglie di un clone, di una "cinesata"... poteva essere una idea simpatica, si dimostra ben altro...» mi spiace dirlo ma il Paganetor ha ragione.

» postato da Angelo.Rossi alle 11:59 del 14-04-2008

12 Il titolo è decisamente fasullo. Il nome per esteso a me risulta Philip K Dick. Non ho ancora visto il pezzo in questione. È una vera rarità. Sono convinto che Fanucci possa ottenere un risarcimento, diciamo di un euro. "Falsi" di Dick sono già stati pubblicati in passato, senza particolari reazioni da parte degli eredi, gli unici secondo me ad avere titolo per una eventuale causa. La convenzione di Parigi, del 1921, dice che ognuno è libero di farsi chiamare come ritiene opportuno ed al limite di essere riconosciuto con un certo nome, ancorché le opere siano state pubblicate con un altro nome. Ovviamente il bibliografo può annotare che il, ad esempio, Philip K. Dick pseudonimo collettivo è diverso dal Philip K. Dick (1928-1982). Quindi un diritto dell'autore si scontra contro una esigenza commerciale. Beni tutelabili entrambi. Teniamo conto che Fanucci propestò con la Delos Books perché pubblicò un libro di Vernor Vinge con il titolo I Simulacri. Questa protesta pubblica, sono malizioso, potrebbe nascere dal fatto che Dick sia un po' in calo (gli ultimi inediti han dato una mazzata al prestigio di Dick; ci sarà stato un motivo per cui non sono stati pubblicati prima). E visto che Fanucci sta per pubblicare un altro inedito di Dick, tutto fa brodo (dovrebbe essere l'ultimo, ma si scopre un inedito di Dick al mese; peggio degli inediti di Heinlein, peggio degli inediti di R. E. Howard - questi ultimi almeno minuziosamente catalogati in tempi non sospetti da Glenn Lord). Se poi l'intenzione di querelare Evangelisti fosse seria, la decisione dipenderà dal risultato elettorale. Chi è certo del proprio diritto, scrive all'interessato (essendo in questo caso un amico) e se non è soddisfatto può procedere immediatamente a chiedere i danni; non emette comunicati stampa.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 12:16 del 14-04-2008

13 Peccato, poteva essere una idea simpatica, invece come quasi sempre in Italia, e` diventato il solito attacco politico, il che butta una cattiva luce su tutta l'operazione Tra l'altro non penso sia corretto pubblicare un volume dichiarando nella copertina che l'autore e` Dick quando in realtà ovviamente non lo e`, come hanno detto altri sarebbe bastato cambiare il nome italianizzandolo. A questa opera hanno contribuito molti autori italiani, ed alcuni di essi hanno in passato espresso le loro opinioni riguardo alla difesa del diritto d'autore, mi dispiace che ora i loro nomi facciano parte di una operazione che lede il diritto di autore di un loro collega, e ancor di piu` il diritto di non vedere pubblicate con il proprio nome opera che ovviamente in questo caso non si e` scritto. Come si sentirebbero questi autori a veder pubblicata una antologia che spaccia per loro racconti che mai hanno scritto e dei quali magari non condividono neanche il messaggio ?

» postato da Riccardo Saettone alle 12:17 del 14-04-2008

14 «...Se poi l'intenzione di querelare Evangelisti fosse seria, la decisione dipenderà dal risultato elettorale. » Questa è buona. :D Ciao a tutti, Doc

» postato da Doc Moebius alle 12:25 del 14-04-2008

15 A tutti i commentatori che parlando di cattivo gusto, maleducazione, diritto d'autore. E se io MI CHIAMASSI PHILIP K DICK? Non potrei pubblicare libri? Fatemi capire.

» postato da (n n) alle 12:46 del 14-04-2008

16 «Peccato, poteva essere una idea simpatica, invece come quasi sempre in Italia, e` diventato il solito attacco politico, il che butta una cattiva luce su tutta l'operazione <taglio>Come si sentirebbero questi autori a veder pubblicata una antologia che spaccia per loro racconti che mai hanno scritto e dei quali magari non condividono neanche il messaggio ? » Un Riccardo storico si affaccia qui. Benvenuto. Se dovesse trattarsi di una omonimia, sarebbe però corretto che tu precisassi che non sei il Saettone conosciuto da me. I traduttori dei racconti di Dick mi pare facciano parte di una fazione ben precisa, hanno acconsentito (a quel che mi dicono) che fosse utilizzato lo pseudonimo collettivo Philip K. Dick; è possibile che qualche racconto non fosse originariamente pensato per questa antologia. Ma o calzava a pennello od è stato modificato per l'occasione. I traduttori erano consapevoli di compiere un gesto politico. Se qualcuno dei traduttori avesse cambiato idea, può sempre ritirarsi. Non è peccato e se anche fosse peccato magari è indifferente alla possibile punizione divina. Se poi la sua buona fede fosse stata tradita, può sempre dichiararlo...

» postato da Ernesto VEGETTI alle 13:10 del 14-04-2008

17 Dicesi diritto di satira e/o parodia e/o parenti. Bella figura ha fatto la Fanucci... total support!

» postato da weareblind alle 13:11 del 14-04-2008

18 «<taglio>E se io MI CHIAMASSI PHILIP K DICK? Non potrei pubblicare libri? Fatemi capire.» Non ci sarebbero problemi. Sei senza punto ed il lettore non può sbagliarsi.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 13:12 del 14-04-2008

19 Se ti chiamassi philip dick e scrivessi fantascienza sulla falsa riga di quanto ha scritto lui, sì. Se facessi pubblicazioni di altro genere, non vi sarebbero problemi. Peraltro.. Mi sfugge qualcosa, ma questa raccolta contiene scritti originali di dick oppure si tratta di opere scritte sotto uno pseudonimo collettivo?

» postato da (ita.marco ) alle 13:14 del 14-04-2008

20 Scusatemi, se io mi chiamassi Ferrari e decidessi di costruire automobili NON potrei usare quel nome (guardate che successo e il Tribunale, ovviamente e giustamente, gli ha dato torto proteggendo il marchio). La confusione, però, è evidente dagli interventi nel thread.

» postato da Matteo B alle 13:22 del 14-04-2008

21 Uhmm... Proverò a chiedere delucidazioni a Barbieri.

» postato da Turner alle 13:40 del 14-04-2008

22 Se una persona si chiama Philip K. Dick ha tutto il diritto di usare il suo nome per firmare i suoi scritti. Diverso è il caso della Ferrari, che è un'azienda, non una persona. In questo caso però non c'è nessuno che si chiama Philip K. Dick. Viene venduto un libro sotto il nome di un autore che non corrisponde. Una persona può spendere quei soldi che costa pensando di acquistare una cosa che invece non è. Poi si possono fare tutte le distinzioni etiche, politiche, o quello che volete, ma dal punto di vista legale è una truffa e sono assolutamente certo che se Fanucci facesse causa non avrebbe la minima difficoltà a vincerla. La faccenda del titolo è diversa. Se il nome dell'autore è diverso è ben difficile che un acquirente si possa confondere e comprare un libro di Vinge pensando che sia di Dick. Avrebbe senso solo il titolo del romanzo fosse molto più famoso del nome dell'autore. Ribadisco: è solo una constatazione legale, non una condanna dell'operazione. Personalmente preferirei un mondo in cui queste cose si potessero fare. Ma non è così, e non perché la legge lo vieta, ma perché se la legge non lo vietasse per una iniziativa carina e spiritosa come questa ce ne sarebbero mille di romanzi falsi che sfruttano il nome di un autore famoso per fare soldi. S*

» postato da S* alle 13:40 del 14-04-2008

23 «Scusatemi, se io mi chiamassi Ferrari e decidessi di costruire automobili NON potrei usare quel nome <taglio>» I marchi si possono registrare. Un nome può essere registrato come marchio (vedi Rowling). Un marchio può figurare come autore di un libro. Solo il titolare del marchio, ovviamente, può utilizzare un marchio registrato. Per la curiosità di qualcuno, Daniele Brolli ha scritto con i seguenti pseudonimi: Shichiro KADOKA Louise TORGENSEN Pablo GRANERO Philip Allis BROWNE George BALLARD Thomas M. DISCH Chester HIMES Philip K. DICK Earl CONRAD IV Earl CONRAD IV Damon KNIGHT Patrick BALLY Jay McINERNEY James G. BALLARD Boris VIAN Henri MICHAUX Ian McEWAN Ernest HEMINGWAY William GIBSON Stephen KING Stephen KING William S. BURROUGHS Kurt VONNEGUT, jr. Fritz LEIBER

» postato da Ernesto VEGETTI alle 13:41 del 14-04-2008

24 Mah.. Non e' detto, signor ferrari.. Se costruissi macchine diverse da quelle di maranello non ci sarebbero problemi. La condotta antigiuridica sorge nel momento in cui fai il furbone e approfitti della notorietà o del lavoro altrui. Prendi il figlio di herbert. Secondo te, la moglie / madre del novello scrittore si prende la sua quota di royalities per la pubblicazione dei romanzi che si agganciano al ciclo di dune? Secondo me si'! Tornando al discorso della Fanucci, nulla impediva ad evangelisti un contatto esplorativo con i titolari dei diritti di Dick e vedere se riusciva a tirare fuori un consenso per la pubblicazione (ne dubito) e, in caso di rifiuto, avrebbe potuto adottare gli escamotage più opportuni. Non escludo, poi, che evangelisti non stia tirando la corda con la Fanucci di proposito, no?

» postato da (ita.marco ) alle 13:46 del 14-04-2008

25 fanucci si fa pubblicità, ma resta lecito il rimprovero all'iniziativa. Non tanto per problemi di diritti ma per essere ingannevole verso il pubblico: avete presente quei libri di Splinter Cell con in copertina un enorme TOM CLANCY ma che non sono scritti da lui? L'editore si difende dicendo che TOM CLANCY sia parte del titolo e che il nome del vero scrittore compaia sulla copertina (minuscolo), resta il fatto che siano truffaldini e che in altri generi di prodotti ci si lamenterebbe molto di più. Compro un cibo con la scritta ''biologico'', poi leggo l'etichetta dietro che mi spiega che ''biologico'' è uno scherzo o il cognome di John Biologico che l'ha prodotto: mi sta sulle palle.

» postato da (hellbly hellbly) alle 13:47 del 14-04-2008

26 ««secondo me ha ragione Fanucci... se vogliono fare una parodia ok, ma così si presenta sotto le spoglie di un clone, di una "cinesata"... poteva essere una idea simpatica, si dimostra ben altro...» mi spiace dirlo ma il Paganetor ha ragione.» ti spiace che io abbia ragione o ti spiace che si tratti di un "clone"? :shock: :lol:

» postato da Andrea Pagani alle 13:59 del 14-04-2008

27 Immagino che il povero Philip dal suo mondo postmortem non gradisca che qualcuno in nome di un morto faccia causa a qualcun'altro che pubblica un libello evidentemente dissacrante ed ironico.... La situazione e Dickiana di per se, peccato per Fanucci che poteva farne a meno anche perchè l'operazione di mash-up e citazione è evidente e tanto per precisare non danneggia ne lui ne la casa editrice, e se si vorrei capire come. Peccato che sia l'unico editore che pubblica dick , altrimenti mi rivolgerò alle bancarelle.

» postato da (Avid Brain) alle 14:23 del 14-04-2008

28 «Immagino che il povero Philip dal suo mondo postmortem non gradisca che qualcuno in nome di un morto faccia causa a qualcun'altro che pubblica un libello evidentemente dissacrante ed ironico.... La situazione e Dickiana di per se, peccato per Fanucci che poteva farne a meno anche perchè l'operazione di mash-up e citazione è evidente e tanto per precisare non danneggia ne lui ne la casa editrice, e se si vorrei capire come. Peccato che sia l'unico editore che pubblica dick , altrimenti mi rivolgerò alle bancarelle.» immagino che Fanucci paghi dei diritti per pubblicare Dick... e immagino che questi soldi siano andati (ai suoi tempi) allo stesso Dick, mentre ora andranno a qualcun altro (i suoi famigliari?). Siccome ai suoi tempi Dick è stato felice di ricevere soldi per quello che scriveva, perchè oggi non dovrebbe essere contento se qualcuno fa valere la legge per difenderlo (anche se post mortem)? siccome c'è qualcuno che specula, è giusto che si sappia e che - a discrezione di Fanucci - venga perseguito secondo quanto dice la legge ;)

» postato da Andrea Pagani alle 14:30 del 14-04-2008

29 Salve, riporto (autorizzato) il commento di Valerio Evangelisti. Vittorio ______________________________________________ "Fanucci, che pure ha in catalogo un falso Lovecraft (Economica Tascabile n. 17: si vantava di averlo scritto lui) e addirittura un "Il Signore dei Porcelli", ignora la nozione di "divertissement" e più ancora quella di satira. Parla di un oggetto che nemmeno conosce: un opuscolo - a sfondo umoristico - stampato in un numero limitatissimo di copie, che circola quasi solo nei centri sociali, e che non è nemmeno un libro in senso tecnico, visto che esce come supplemento alla rivista "Autonomia di classe". Si impegola in una faccenda che non lo riguarda, e cioè il conflitto tra i centri sociali bolognesi e il sindaco Cofferati. Il libretto è solo un'arma un po' goliardica di questo scontro. Per sporgere querela, dovrebbe anzitutto querelare gli editori, e cioè la suddetta "Autonomia di classe" e il Crash (cosa che in tutta amicizia non gli consiglierei). L'accusa agli autori di plagio è poi ridicola, visto che non risulta che P.K. Dick abbia mai scritto racconti su un sindaco di Bologna. Di questo passo, potrebbero essere accusati di plagio coloro che, a Striscia la notizia, imitano Valentino, Moretti, Vespa ecc. Anche la mia curatela è limitata: ho chiesto i racconti, ma non ne ho curato la stampa e non ho fatto l'editing, opera invece di un collettivo di persone. Forse Fanucci ha finito col ritenersi la reincarnazione di Philip Dick. Peccato solo che Dick avesse una visione del mondo antitetica alla sua. Ciao! Valerio"

» postato da Vittorio Catani alle 14:32 del 14-04-2008

30 sarà, ma tra grafica, autore (finto) e altri "dettagli" la burla si è ingrandita un po'...

» postato da Andrea Pagani alle 14:35 del 14-04-2008

31 «Salve, riporto (autorizzato) il commento di Valerio Evangelisti. Vittorio» Ma siamo sicuri che sia un commento di Evangelisti, e non di Philip K. Dick postato da Fanucci che si spaccia per Catani? S*

» postato da S* alle 14:37 del 14-04-2008

32 ««Salve, riporto (autorizzato) il commento di Valerio Evangelisti. Vittorio» Ma siamo sicuri che sia un commento di Evangelisti, e non di Philip K. Dick postato da Fanucci che si spaccia per Catani? S*» Confermo! E' un apocrifo! Catani è solo il vile traduttore. :)))

» postato da Manex alle 14:49 del 14-04-2008

33 Secondo me e' una tempesta in un bicchierino d'acqua, ma in fondo piu' lampi e tuoni ci sono, piu' l'operazione e' riuscita. Fanucci a mio modestissimo parere non puo' opporre un bel niente di concreto: lui ha l'esclusiva di Dick, ma quelle storie non sono di Dick; non ha l'esclusiva sul "nome" "Philip K. Dick": questo spetta al piu' agli eredi; vuoi vedere che adesso Dick non si puo' piu' neanche nominare o scrivere? L'operazione potrebbe essere considerata non corretta perche' il lettore (non conoscitore di Dick) potrebbe essere tratto in inganno e credere che questo libriccino contenga davvero pagine dickiane: ok, ma anche uno sprovveduto capirebbe che un disegno di copertina e un titolo come quelli somigliano piu' a un pesce d'aprile, e in ogni caso il volumetto ha una circolazione limitata e attraverso canali specifici. Inoltre: chi e' senza peccato scagli la prima pietra, mi fermo qui. Che altro aggiungere? Ci vorrebbero piu' "lacrime e sceriffi", sf e satira ne guadagnerebbero... Vittorio

» postato da Vittorio Catani alle 14:49 del 14-04-2008

34 «... curiosità di qualcuno, Daniele Brolli ha scritto con i seguenti pseudonimi: Shichiro KADOKA Louise TORGENSEN Pablo GRANERO Philip Allis BROWNE George BALLARD Thomas M. DISCH Chester HIMES Philip K. DICK Earl CONRAD IV Earl CONRAD IV Damon KNIGHT Patrick BALLY Jay McINERNEY James G. BALLARD Boris VIAN Henri MICHAUX Ian McEWAN Ernest HEMINGWAY William GIBSON Stephen KING Stephen KING William S. BURROUGHS Kurt VONNEGUT, jr. Fritz LEIBER » :shock: :shock: :shock: Ma questa non è soprattutto una cosa tristissima?

» postato da tobanis alle 14:52 del 14-04-2008

35 S* ha scritto: > Ma siamo sicuri che sia un commento di Evangelisti, e non di Philip K. Dick postato da Fanucci che si spaccia per Catani? E' una impostura! Philip Dick sono io!!! Vittorio (provvisoriamente)

» postato da Vittorio Catani alle 15:00 del 14-04-2008

36 come sempre chi e' di sinistra interpreta il solito motto : cio che e' tuo e' di tutti , cio che e' mio rimane mio .Conclusioni fanucci dovrebbe denunciare questa cinesata

» postato da (stefan marton) alle 15:45 del 14-04-2008

37 Le cose cominciano a chiarirsi. Anzi, no! Allora cercando di ricapitolare: il "libretto" in questione è sicuramente un "divertissement", Fanucci ha qualche scheletro nell'armadio, se mi chiamo Clifford D. Simak posso tranquillamente scrivere e far pubblicare un romanzo con il mio nome (a proposito se succede lo compro subito: ho QUASI l'opera omnia), romanzi usciti a nome Damon Knight, Fritz Leiber, William Gibson sono apocrifi di un tal Daniele Brolli. Una cosa non mi è chiara: querelare "Autonomia di classe" e il Crash è cosa in tutta amicizia sconsigliata. Perchè? Brigate RossoBlu? Non hanno un soldo? O cosa?

» postato da Matteo B alle 15:54 del 14-04-2008

38 Da un lato dubito che Fanucci possa perdere delle vendite dei suoi Dick in catalogo e penso che una raccolta "apocrifa" del genere non sottragga neppure 1 singolo compratore. Quindi danno economico uguale a zero. Anzi, qualcuno potrebbe essere spinto a cercare altre materiale di Dick- Se è una cosa solo da canali underground (quindi che non va nelle librerie), all'atto pratico era meglio non sollevare neppure il problema. In questo modo Fanucci ha dato solo notorietà alla cosa. Una volta si facevano fotocopie e ciclostili che nessuno avrebbe guardato due volte, ma oggi si stampa dignitosamente; fors questa è la differenza. Però la satira, l'ironia, la presa in giro, la storpiatura è una cosa; appropriarsi del nome di un altro è un'altra cosa. Soprattutto se lo metti in copertina. Non si fa. Non si usa il nome di un autore che non ti ha dato il permesso E se il libro è in vendita, come minimo non lo vendi ma lo dai gratis, senza neppure recuperare le spese. Se ci si appoggia sul fatto che la cultura è di tutti, allora se la prendi, poi la offri gratis. Bastava storpiare il nome e passavi la frontiera dell'ironia.

» postato da Otrebla alle 15:59 del 14-04-2008

39 Secondo me la faccenda è un pò ridicola. E' ovvio che non è un inedito di Dick, è in tiratura limitata e non vedo come sia possibile ipotizzare un danno alla Fanucci. Fanucci che ha stampato del materiale di Dick anche abbastanza scadente (a proposito, ho una lista della spesa sicuramente scritta da Dick su un foglietto. Prezzo ? Un affarone !!!)

» postato da Gian Luigi Bona alle 16:10 del 14-04-2008

40 «Un Riccardo storico si affaccia qui. Benvenuto. Se dovesse trattarsi di una omonimia, sarebbe però corretto che tu precisassi che non sei il Saettone conosciuto da me. I traduttori dei racconti di Dick mi pare facciano parte di una fazione ben precisa, hanno acconsentito (a quel che mi dicono) che fosse utilizzato lo pseudonimo collettivo Philip K. Dick; è possibile che qualche racconto non fosse originariamente pensato per questa antologia. Ma o calzava a pennello od è stato modificato per l'occasione. I traduttori erano consapevoli di compiere un gesto politico. Se qualcuno dei traduttori avesse cambiato idea, può sempre ritirarsi. Non è peccato e se anche fosse peccato magari è indifferente alla possibile punizione divina. Se poi la sua buona fede fosse stata tradita, può sempre dichiararlo...» Ciao Ernesto, si sono il Saettone conosciuto da te come tu spero che sia il Vegetti conosciuto da me :), se ne io fossi il Saettone conosciuto da te ne tu il Vegetti conosciuto da me probabilmente saremmo due personaggi conosciuti da Dick in un suo romanzo :). quando ho detto: «Come si sentirebbero questi autori a veder pubblicata una antologia che spaccia per loro racconti che mai hanno scritto e dei quali magari non condividono neanche il messaggio ? » Non mi riferivo ovviamente a questo caso particolare ma in generale. Cioe` come si sentirebbero questi stessi autori a trovare sugli scaffali un romanzo o una antologia che porta in copertina il loro nome senza che loro ne sappiano nulla ? e di cui magari non condividono affatto lo spirito e i messaggio di quello che c'e` scritto ?. A me personalmente quello che mi ha dato noia non e` stato usare una serie di racconti a fini piu` o meno politici o sociali, questa e` una cosa che in linea di massima condivido in pieno, ma di averci messo come autore uno scrittore, per'altro assai famoso, senza il suo permesso, o senza il permesso di chi ne detenesse i diritti d'autore, o meglio ancora della famiglia di questo autore. Insomma sarebbe bastato mettere una versione italianizzato o modificata del nome di "Philip K. Dick" per rendere il tutto molto piu` accettabile. Ci si batte tanto per la difesa dei diritti d'autore, quelli veri, e poi si cade in una operazione come questa ?

» postato da Riccardo Saettone alle 17:31 del 14-04-2008

41 « Non mi riferivo ovviamente a questo caso particolare ma in generale. Cioe` come si sentirebbero questi stessi autori a trovare sugli scaffali un romanzo o una antologia che porta in copertina il loro nome senza che loro ne sappiano nulla ? e di cui magari non condividono affatto lo spirito e i messaggio di quello che c'e` scritto ?.» Ue', il mitico Riccardo Saettone, pioniere assoluto delle community fantascientifiche! E' un vero piacere ritrovarti :-) Commentando quello che dici, su cui in generale concordo, c'è da dire però che Philip K. Dick è morto da un quarto di secolo. Non è una differenza da poco. Se io scrivessi un romanzo e lo pubblicassi sotto lo psuedonimo "Alessandro Manzoni" sarebbe evidente che si tratta di uno pseudonimo. Con Dick non è così ovvio, ma lo è certamente di più che non se l'autore in copertina fosse stato, che so, Valerio Evangelisti. S*

» postato da S* alle 17:59 del 14-04-2008

42 Propongo a Fannucci di pubblicare un libretto con titolo: "Nicolas Eymerich satiratore", Autore: Valerio Evangelisti. E quindi distribuirlo a prezzo popolare nella stessa tiratura e negli stessi centri sociali dove è stata distribuia la parodia di Dick.

» postato da (Lee kelSo) alle 03:59 del 15-04-2008

43 Bravo Lee, condivido!

» postato da Matteo B alle 08:06 del 15-04-2008

44 Anni fa, Fanucci ha pubblicato \"Il manuale dell\' Inquisitore\", autore...Nicolau Eymerich. Ed Evangelisti non ha protestato, anzi, gli ha pure fatto buona pubblicità. E' sul sito Fanucci nella categoria Saggi. Informatevi.

» postato da (Alessandra ) alle 09:24 del 15-04-2008

45 «c'è da dire però che Philip K. Dick è morto da un quarto di secolo. Non è una differenza da poco. Se io scrivessi un romanzo e lo pubblicassi sotto lo psuedonimo "Alessandro Manzoni" sarebbe evidente che si tratta di uno pseudonimo. Con Dick non è così ovvio, ma lo è certamente di più che non se l'autore in copertina fosse stato, che so, Valerio Evangelisti. » ma c'è anche da considerare che una sua opera inedita è uscita (in italia) giusto qualche mese fa, e che quindi anche il pubblico "fantascientifico" che lo conosce come personaggio (e sa quindi che è pure morto) potrebbe essere indotto a pensare che sia davvero qualcosa di suo. « Bastava storpiare il nome e passavi la frontiera dell'ironia.» quello che avrei fatto anch'io. sarebbe bastato un "philip big dick". (perdonatemi, sono anni che aspetto l'occasione di fare questa battuta ma fuori dell'ambiente sf non la capirebbe nessuno)

» postato da Piscu alle 09:27 del 15-04-2008

46 «Anni fa, Fanucci ha pubblicato "Il manuale dell' Inquisitore", autore...Nicolau Eymerich. Ed Evangelisti non ha protestato, anzi, gli ha pure fatto buona pubblicità. E' sul sito Fanucci nella categoria Saggi. Informatevi.» Quello non era finto, era veramente il libro scritto dall'Eymerich originale. S*

» postato da S* alle 10:01 del 15-04-2008

47 Solitamente prima di utilizzare la qualsiasi cosa elaborandolo, che questo sia un libro di testo, un film o un brano musicale, devono sempre essere interpellati gli aventi diritto. che questi siano autori di libri, autori di canzoni o editori che hanno a loro volta acquistato i diritti dall'autore. Ora non so come possano essere andate le cose tra loro, ma certamente se non vi è stata una richiesta di autorizzazione da parte di coloro i quali hanno fatto la parodia....forse...Fanucci o chi che sia potrebbe anche avere diritto di rivalsa. Purtroppo quando si tratta di diritti d'autore bisogna fare molta attenzione....è una cosa piuttosto delicatuccia. :(

» postato da ireth alle 12:57 del 15-04-2008

48 anyway, la prossima volta che vado a bologna vado a cercare il libello in questione, grazie alla fanucci per avermelo fatto conoscere ;)

» postato da wall-tze alle 14:44 del 15-04-2008

49 Che il manuale fosse o meno stato scritto dall''Eymerich storico è ininfluente: il punto è che - secondo la logica Fanucciana - avrebbe potuto essere scambiato per un romanzo del ciclo eymerichiano di Evangelisti. In realtà Evangelisti non ha certo perduto lettori a causa.dell'operazione commerciale di Fanucci, come Fanucci non perderà lettori a causa dell'iniziativa satirica del Crash, che infatti non intendeva danneggiarlo in nessun modo. Per quanto riguarda poi i diritti d'autore, Fanucci possiede soltanto quelli italiani sulle opere autografe di Philip K. Dick, non sugli "apocrifi", gli omaggi, le satire, le parodie - come per esempio "Il mio Dick" di F. Grasso - o addirittura il nome PKD . Quindi credo proprio non abbia nessun diritto legale a rivalersi in questo campo. Gli unici a poterlo fare sarebbero forse gli eredi di Dick, cioè le sue figlie, che però ritengo sicuramente disinteressate a certe microscopiche rivalse. E dovremmo esserlo tutti, oggi in Italia ci sono ben altri problemi di cui preoccuparsi, direi.

» postato da (Alessandra ) alle 01:30 del 16-04-2008

50 « cioè le sue figlie, che però ritengo sicuramente disinteressate a certe microscopiche rivalse. E dovremmo esserlo tutti, oggi in Italia ci sono ben altri problemi di cui preoccuparsi, direi.» Ma scusa....questo non è un forum dedicato alla fantascienza e affini? e quindi che c'entrano i problemi dell'italia ? Sarò anche deficiente ma non capisco l'attinenza. :lol:

» postato da ireth alle 10:56 del 16-04-2008

51 «Gli unici a poterlo fare sarebbero forse gli eredi di Dick, cioè le sue figlie, che però ritengo sicuramente disinteressate a certe microscopiche rivalse.» L'ultima moglie, se non sbaglio. La quale tanto disinteressata alle cose microscopiche non è: tempo fa ci fece scrivere dall'avvocato perché leggendo Delos in italiano (che non conosce) aveva capito (sbagliando) che avevamo pubblicato dei pezzi di sceneggiatura di Blade Runner.

» postato da S* alle 11:37 del 16-04-2008

52 « Per quanto riguarda poi i diritti d'autore, Fanucci possiede soltanto quelli italiani sulle opere autografe di Philip K. Dick, non sugli "apocrifi", gli omaggi, le satire, le parodie - come per esempio "Il mio Dick" di F. Grasso - o addirittura il nome PKD . » Se gli apocrifi, gli omaggi, le parodie non sono scritte da Dick, ma da altri è logico che non ne possieda i diritti. « In realtà Evangelisti non ha certo perduto lettori a causa.dell'operazione commerciale di Fanucci, come Fanucci non perderà lettori a causa dell'iniziativa satirica del Crash, che infatti non intendeva danneggiarlo in nessun modo. » Quindi secondo questa logica io posso scrivere delle cose (più o meno ispirate a un autore, tanto sono dentro al libro), metterci il nome dell'autore (morto o vivo non ha importanza) e poi venderle o distribuirle?

» postato da Otrebla alle 12:13 del 16-04-2008

53 «Anni fa, Fanucci ha pubblicato \"Il manuale dell\' Inquisitore\", autore...Nicolau Eymerich. Ed Evangelisti non ha protestato, anzi, gli ha pure fatto buona pubblicità. E' sul sito Fanucci nella categoria Saggi. Informatevi. » Un po' come dire, hanno pubblicato "Il Signore dei Tortelli" di Brodo Baggins, e Tolkien (la Society o chi per lui) non ha nemmeno protestato. Che l'autore sia morto e che questo possa o meno essere un inedito non ha rilevanza. Non può esistere chi, avvicinandosi per la prima volta a Dick, non abbia il background per stabilire se questa sia una parodia o meno? Magari ha pure visto in giro "... disse il poliziotto", ma non ricordandosi bene si confonde con "... sceriffo". Cosa più che plausibile, visto che il titolo è quasi identico e l'autore è lo stesso: spiccicato. E' ben diverso scrivere un libro il cui autore, ovviamente immaginario, è il nome di un personaggio, e pure storpiato; in questo caso se lo confondi, lasciamitelo dire, sei parecchio confuso/a, in generale. Ovviamente tutto questo discorso ha senso se il libro si trova in libreria. Se gira solo per i circoli non vale nemmeno la pena di parlarne, né che Fanucci se la prenda.

» postato da giuliop alle 18:31 del 16-04-2008

54 Ireth, se questo è un forum dedicato alla fantascienza, allora perché parlate di cavilli legali? ;-) Non parlate del contenuto di un testo di fantascienza, ma solo di presunti diritti legali che avrebbe violato. Quando basta solo sfogliarlo, leggerne appena la quarta di copertina per rendersi conto che nemmeno il lettore più sprovveduto potrebbe seriamente scambiarlo per un autentico inedito dickiano. S*, la pubblicazione non autorizzata dell'autentica sceneggiatura di Blade Runner non sarebbe affatto microscopica, sarebbe un reato, e vi scriverebbero anche avvocati da Hollywood...:-P Oltrebla, il falso è una cosa, la satira è un'altra. "Scorrete.." è satira, esplicita, e perfettamente riconoscibile come tale. Non è un "falso PKD" come la felpa "Versace 'nantro litro" non è un falso tailleur di Versace. "Scorrete.." non viola i diritti di nessun autore, come non lo fanno le deliziose parodie di Grasso firmate Dick, Gibson, e anche Evangelisti. Anche la fantascienza ha ben altri problemi di cui preoccuparsi ;-)

» postato da (Alessandra ) alle 02:03 del 17-04-2008

55 Se per Signore dei porcelli si intende Il signore dei tranelli, allora sì. Fanucci lo ha pubblicato, non certo con il nome di John Ronald Reuel Tolkien ne' tantomeno con quello di Peter Jackson. Gli autori si sono firmati come The Harvard Lampoon e Il Collettivo Autonomo Rumente per Il ritorno del signore dei tranelli. Ed è lì, mi spiace dirlo, che è stata commessa una vera e propria truffa a danno dei lettori. E mi stupisco, considerando le persone che ne hanno preso parte. Non ci sono giustificazioni che tengano: non ci si può trincerare dietro la satira o l'umorismo, ne' tantomeno dietro al fatto che Fanucci ne è privo (e chi lo conosce veramente, sa che invece non è così). E' una vera e propria truffa e quel che è peggio è che è stata commessa nei confronti degli stessi lettori a cui Evangelisti, e i traduttori, dovrebbero rivolgersi con i loro libri. Spero Fanucci proceda con la causa perchè, sono sicura, avrà strada libera. Chiara M.

» postato da (Chiara Moscardelli) alle 13:08 del 17-04-2008

56 «secondo me ha ragione Fanucci... se vogliono fare una parodia ok, ma così si presenta sotto le spoglie di un clone, di una "cinesata"...» Un clone? Non stiamo parlando di "Carnosaur" a rimorchio di "Jurassic Park". "Scorrete lacrime, disse il poliziotto" non è un inedito dickiano lanciato ora da Fanucci, è un libro di Dick alla sua ennesima ristampa, che da Mondadori è passato all'editore romano. Si presume che chi compri un libro, prima dia una sfogliata alle pagine. Nel caso di "Scorrete lacrime, disse lo sceriffo", oltre a una copertina inequivocabile (quando mai un sindaco in copertina?) il tono di introduzione e racconti è inconfondibile. E di fronte a tutta la gente che commenta a scatola chiusa mi permetto di rompere in una grassa risata. :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: Anche perché diversa gente, al lavoro per illustri testate nazionali, si è bevuta la storia dell'inedito dickiano che ha per sfondo una distopica città di... Bologna. Comunque, non mi preoccuperei troppo delle conseguenze. Lui è vivo. Noi siamo tutti morti. X

» postato da X alle 16:22 del 17-04-2008

57 azzarola, ma la presentazione è la mia Oo vi denuncio tutti per non avermi citato :D ciao Gualtiero Manin

» postato da (gualtiero manin) alle 21:11 del 21-04-2008

58 «Liberal del 24 aprile)"] CHI LA FA L'ASPETTI! Raccontiamo due storielle e ricaviamone una morale tutta italica. C'era una volta un editore romano che nel 2001 mise in circolazione un libretto dal titolo Necronomicon - Il libro proibito di H.P.Lovecraft che i lettori acquistarono credendo fosse un'opera del famoso scrittore americano di horror, mentre invece si trattava di un ridicolo pasticcio redatto da italianissimi e sconosciuti autori che presentavano un ovviamente falso testo del noto pseudobiblium ideato dallo stesso Lovecraft, una operazione non nuova peraltro e già tentata altre volte, quattro o cinque, in lingua inglese. Non tutti i lettori però accettarono il fatto che il libro, presentato in copertina come di Lovecraft, in realtà non lo fosse. Sicché un appassionato di Napoli nel marzo 2001 denunciò l'editore per "pubblicità ingannevole" all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che nel settembre di quell'anno condannò l'editore in questione vietando l'ulteriore diffusione del libro a meno che non fosse stato chiaramente indicato sulla copertina la effettiva identità dell'autore dell'opera che non era di Lovecraft. Facciamo un balzo in avanti di sette anni e raccontiamo un'altra storia, abbastanza simile, quasi parallela. Come ha rivelato Il Riformista del 10 aprile circola a Bologna e nei "centri sociali" di mezza Italia una volumetto che ha l'apparenza esteriore di Urania, la famosa collana di fantascienza mondadoriana, con una copertina di quelle tipiche di un tempo, bianca, con le strisce rosse ed il disegno tondo, intitolato Scorrete lacrime, disse lo sceriffo a firma di Philip K. Dick, titolo che fa il verso ad un famoso romanzo dello scrittore americano scomparso oltre venti anni fa: Scorrete lacrime, disse il poliziotto. Sicuramente un falso, ma facilissimamente riconoscibile come tale, sia perchè invece di Urania c'è scritto Crash, nome di un "centro sociale" bolognese, ma anche titolo di un altro famoso romanzo, questa volta di J.G.Ballard, ma soprattutto perchè nel tondo della copertina è immortalato, con alle spalle le rovine fumanti di Bologna, Sergio Cofferati, detto appunto "lo sceriffo", colpevole di aver fatto sgomberare il "centro sociale" in questione. All'interno, in 95 paginette, quattordici racconti futuribili coordinati da Valerio Evangelisti sulla città petroniana in cui Cofferati viene preso atrocemnente in giro in tutti i modi possibili e immaginabili soprattutto a motivo della sua ossessione per la sicurezza. Più evidente di così, che cioè non fosse Dick il vero autore delle storie, sembra impossibile. Sapendo che Cofferati è un appassionato di Dick ai cui romanzi ha scritto anche delle introduzioni (idem per questo falso Dick con un testo apocrifo di una ovvietà incredibile) ed è anche un noto fan di Tex Willer, da cui il soprannome che gli è stato affibbiato, ad ogni persona con una minima conoscenza fantascientifica sarebbe risultato chiaro che si trattava di una satira pesantissima scritta da italici ed incavolati autori della molteplice fauna della sinistra radicale e disobbediente. Non è invece stato per nulla chiaro all'editore italiano che da anni pubblica ormai in esclusiva Dick in Italia, sia gli effettivi capolavori, sia opere decisamente pessime ed infantili tirate fuori dal fondo dei cassetti da chi specula solo sul suo nome, il quale ha preso cappello di brutto ed il giorno dopo ha diramato attraverso il suo ufficio stampa una lettera dai toni apocalittici: difende a spada tratta "il significato del concetto di diritto d'autore volto a tutelare le opere d'ingegno pubblicate nel nostro paese"; denuncia con veemenza come "l'edizione di Crash sia ingannevole e rappresenti un vero e proprio falso, essa lede tutti i diritti d'autore in barba alle leggi che lo tutelano, offende il mio lavoro e quello di tutti i miei collaboratori che partecipano ogni giorno per promuovere e sostenere Philip K.Dick"; rivela angosciato di essere tormentato da atroci dubbi esistenziali e ideologici: "Se ora rispondo con un avvocato come è giusto che sia (e non è detto che non lo faccia) per difendere un mio diritto sancito dalle nostre leggi... rischio la matematica etichetta di destrorso, quello che va contro i centri sociali, contro una parte di espressione della nostra società e bla bla bla. Se invece rimango zitto, giustifico con il mio silenzio la diffusa pratica 'italiana' di fregarsene delle leggi, del rispetto degli altri, del valore del lavoro, di chi ci crede veramente e di chi le leggi le rispetta". Chiusura enigmatica e un tantino minacciosa: "Io rispondo che tra due giorni voteremo quelli che purtroppo alcuni di voi si meritano e non c'è colore di partito che tenga". Ora il dilemma è atroce: o farsi definire "fascista" (perché la legge che regola ancora oggi il diritto d'autore è stata emanata, appunto, durante il regime fascista), beccandosi così un'accusa di cui il nostro editore è stato assai prodigo in passato nei confronti di chi non gli era simpatico, oppure passare per un "compagno" fesso. Morale della favola, di cui si diceva all'inizio: chi la fa l'aspetti! Già, perchè ci siamo dimenticati di dire il nome dei due editori, che poi è - il caso vuole - lo stesso: quel Sergio Fanucci che pubblicò il falso Lovecraft e che pubblica i veri Dick, il quale ha assunto due volti. Sfottente nei confrobnti d'Autorità Garante della Concorrenza e intransigente nei confronti della goliardata chiarissima che lo ha convolto. Tutte sciocchezzuole quando il "falso" lo fai tu, tutte cose gravissime quando il "falso" lo subisci. Povera vittima di quella cattiva Autorità Garante, intransigente difensore del diritto d'autore quando il "falso" appare essere ai tuoi danni. "Di sinistra" per difendere la libertà di attribuire a Lovecraft la paternitù di un "falso" Necronomicon, "di destra" quando devi conculcare la libertà di satira attuata con un "falso" Dick. Ma valli a capire questi editori "impegnati" soltanto quando loro conviene e per di più traditi dagli amici più cari! In fondo italioti della doppia verità e del "due pesi due misure"... » Per la cronaca il pezzo è apparso con il titolo: "La strana storia di un editore impegnato" Ovviamente il testo è pubblicato con il permesso dell'autore.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 07:52 del 26-04-2008

59 Molto, molto interessante. Grazie. Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 08:22 del 26-04-2008

60 De Turris (e Fusco) si riprende le sue soddisfazioni nei confronti del "marchio" Fanucci. Cheerio

» postato da Damiano Premutico 2 alle 13:38 del 26-04-2008

61 «De Turris (e Fusco) si riprende le sue soddisfazioni nei confronti del "marchio" Fanucci. » Fusco qui è innocente. D'altra parte che l'editore sia a volte stato disinvolto con i diritti altrui è cosa abbastanza nota... Anche per questo la lettera stride...

» postato da Ernesto VEGETTI alle 14:13 del 26-04-2008

62 «D'altra parte che l'editore sia a volte stato disinvolto con i diritti altrui è cosa abbastanza nota... Anche per questo la lettera stride...» Si potrebbe anche dire che diverse delle volte in cui è stato disinvolto è stato comunque duramente punito (c'è chi ha fondato case editrici grazie alle punizioni inflitte a Fanucci, no?) e quindi gli rode ancora di più quando la vittima è lui. Comunque devo smetterla di difendere Fanucci! :nonso: S*

» postato da S* alle 15:02 del 26-04-2008

63 ««De Turris (e Fusco) si riprende le sue soddisfazioni nei confronti del "marchio" Fanucci. » Fusco qui è innocente. D'altra parte che l'editore sia a volte stato disinvolto con i diritti altrui è cosa abbastanza nota... Anche per questo la lettera stride...» ma entrambi all'epoca ne furono "vittime". O sbaglio, esimio ? Cheerio

» postato da Damiano Premutico 2 alle 15:51 del 26-04-2008

64 ««D'altra parte che l'editore sia a volte stato disinvolto con i diritti altrui è cosa abbastanza nota... Anche per questo la lettera stride...» Si potrebbe anche dire che diverse delle volte in cui è stato disinvolto è stato comunque duramente punito (c'è chi ha fondato case editrici grazie alle punizioni inflitte a Fanucci, no?) e quindi gli rode ancora di più quando la vittima è lui. Comunque devo smetterla di difendere Fanucci! :nonso: S*» Il nemico del mio nemico è mio amico? Permettetemi di dubitare. Non lo so. Invero De Turris ne approfitta per levarsi qualche sassolino dalla scarpa. Implicitamente da del coglione a Fanucci, perchè invece lui guardando già la copertina capisce la natura dell'operazione, mentre Fanucci no. Quindi ne approfitta per dare per l'ennesima volta del ladro a Fanucci, per la faccenda del Necronomicon, ormai passata in giudicato. Sostanzialmente lo accusa di avere due pesi e due misure. Ecco io non vorrei sentirmi colui che ruba a casa del ladro. La nostra operazione non dovrebbe trovare legittimità nel solo fatto che Fanucci sia stato riconosciuto colpevole di altre nefandezze, la cosa è irrilevante. Anche perchè a tutto pensavamo fuor che a colpire Fanucci con l'antologia.

» postato da Manex alle 17:02 del 26-04-2008

65 «ma entrambi all'epoca ne furono "vittime". O sbaglio, esimio ? » La rottura avvenne con Fanucci padre, non con Fanucci figlio. Di Fanucci padre ho un ottimo ricordo. Sergio, anche quando mi riconosce ed è cordiale con me, mi mette a disagio. Il motivo della rottura è stato essenzialmente tecnico, diciamo così. L'editore, sottoposto a qualche pressione (minacce di vario tipo, tipiche dell'epoca) per un po' resistette, ma poi pregò la coppia di ridurre al minimo l'apparato saggistico o di limitare quella che riteneva una eccessiva ideologizzazione nei loro scritti. De Turris se ne andò. Fusco un po' meno; iniziò un lungo sodalizio con Pilo presso la Fanucci. Dopo la rottura con Pilo ci furono contatti fra Sergio Fanucci e de Turris. Ma il figlio non era il padre, nonostante all'epoca le idee dei due fossero abbastanza in sintonia. Successivamente corse voce che la questione fosse politica. Ma Fanucci padre nonostante si dichiarasse antifascita, sapeva benissimo chi fossero de Turris e Fusco. Da tre o quattro anni gdt e sf hanno ripreso i contatti. Fusco era praticamente irraggiungibile. L'ho rivisto, a Fiuggi, con estremo piacere, lo scorso anno.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 17:02 del 26-04-2008

66 «Anche perchè a tutto pensavamo fuor che a colpire Fanucci con l'antologia.» Appunto. E' quanto meno singolare che mentre il buon Sceriffo persevera a ignorare la cosa, sia Fanucci a sbottare. Questo mi lascia pensare (sicuramente male) che qualcuno sia disposto a cavalcare una certa onda, anche a costo di alimentare da solo lo "scandalo". Philip X. Dick

» postato da X alle 18:40 del 26-04-2008

67 «Il nemico del mio nemico è mio amico? Permettetemi di dubitare.» :lol: no, non direi. Sinceramente, io tutta questa faccenda la vedo da un punto di vista puramente teorico. Dal punto di vista pratico è ovvio che non si regge in piedi, che è una cosa sulla quale c'era solo da farsi una risata. Che abbia ragioni legali o meno, è indiscutibile che Fanucci avrebbe avuto tutta la convenienza, sia dal punto di vista dei rapporti personali, sia dal punto di vista dell'immagine pubblica, a prenderla sul ridere e magari farci su una battuta. Che poi probabilmente è la stessa reazione pubblica che avrebbe avuto Cofferati, se avesse voluto commentare la cosa. S*

» postato da S* alle 19:23 del 26-04-2008

68 suvvia..... Fanucci sta soltanto mettendo in pratica qualche tattica di guerrilla marketing, minaccia a destra e a manca, ma con il dichiarato intento della pubblicita' su i suoi prodotti. Inoltre il fatto che la cosa sia uscita sul "riformista" ( quotidiano della fazione cofferatiana) induce a pensare che ci si sia voluti premunire da imbarazzi provenienti da quelle sponde. Non dimentichiamo che la firma di Evangelisti e di molti altri importnati e seguiti autori è, giustamente, segno di qualita' narrativa. Eviterei di dare cosi importanza alle frasi di fanucci, quindi, che sono piu di circostanza che di sostanza. Non eviterei invece di fare pubblicita' al libro del Crash che merita rispetto, a questo punto, anche per come e' lanciato. :D

» postato da (gualtiero manin) alle 11:46 del 28-04-2008

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