"La spedizione del 2119 verso Proxima Centauri, finanziata dalla Fondazione Jordan, fu il primo tentativo fatto dall'uomo per raggiungere le più vicine stelle di questa galassia. Si ignora quale ne sia stata la sorte."

Cosa succederebbe se una nave generazionale si perdesse nello spazio profondo? Se i discendenti dei pionieri imbarcati perdessero memoria delle proprie origini e della propria destinazione? Cosa accadrebbe ai mutanti nati a causa delle radiazioni spaziali?

Coltivare cibo potrebbe diventare più importante che coltivare la mente; le donne, allevate nella più totale ignoranza, si limiterebbero a partorire e cucinare; quella del capitano diventerebbe una carica politica, e ai giovani verrebbe semplicemente richiesto di uniformarsi alle leggi della Nave: ubbidire ai superiori, e non porsi domande.

“La Nave” diventerebbe Universo, e nulla esisterebbe al di fuori della Nave, e del suo creatore Jordan.

Il genere umano, secondo Robert Heinlein, si divide in due categorie: da una parte i bravi, i coraggiosi, gli eroi: quelli che non si accontentano di credere ciecamente alle tradizioni e sono alla ricerca di una propria verità. Dall’altra parte i conservatori, che per ignoranza, o per proprio comodo, seguono le convenzioni e pretendono di impedire alla prima categoria di progredire nella ricerca. Il giovane Hugh avrà il suo da fare per convincere i compagni e i superiori che l’Universo è ben altra cosa, che “il viaggio” che stanno intraprendendo non è un viaggio spirituale, e la cabina di comando non è nulla di esoterico; novello Galileo, Hugh combatterà col sistema ecclesiastico per dimostrare che “Eppur si muove!”.

 

Universo, pur se pubblicato come romanzo solo nel 1963, viene scritto e pubblicato per Astounding in due racconti separati nel 1941, e da allora, per altri vent’anni Heinlein si occupa di educare gli adolescenti alla libertà di azione e di pensiero, all’indipendenza intellettuale, al coraggio indirizzato al bene della comunità. Lo fa con ambientazioni e situazioni credibilissimi, con argomenti che risultano moderni per qualsiasi periodo storico, e con un linguaggio chiaro e familiare.

Un ragazzo che legga Universo oggi non si accorgerà che è stato scritto quando il nonno ancora non sapeva leggere, e un adolescente del futuro, anche se nato dopo la partenza di una spedizione generazionale, lo troverà ancora attuale e fresco. Ma anche e soprattutto gli adulti, quelli che più a lungo hanno subito le esagerate limitazioni della società occidentale, godranno della lettura di questa piccola grande saga: chi pensasse di acquistarne cinque o sei copie da regalare ai figli e agli amici dei figli, se ne comperi una anche per sé.