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C'è un pericoloso serial killer che si aggira tra i lussuosi appartamenti del Principato di Monaco. Jean Loup Verdier, conduttore di una popolarissima trasmissione serale di Radio Monte Carlo, comincia a ricevere misteriose telefonate nelle quali una voce inespressiva scambia con lui qualche criptica battuta e poi dice: "Io uccido...". Alla frase segue un brano musicale, indizio in qualche modo collegato alle vittime predestinate, persone spesso collegate al jet set internazionale. La polizia locale è sotto pressione, il caso va risolto al più presto, è a rischio il buon nome e la reputazione da Isola Felice del Principato. Il commissario della Sureté Nicolas Hulot incaricato delle indagini è disperato, gli inquirenti brancolano nel buio. Hulot può se non altro contare sull'aiuto del suo amico Frank Ottobre, un ex agente FBI di origini italiane che si è ritirato dall'azione a seguito della morte della moglie. Nonostante una forte riluttanza iniziale alla fine finisce coinvolto pienamente nelle indagini. Gli uffici di RMC vengono messi sotto stretto controllo, sebbene all'origine delle telefonate sembri impossibile risalire. Nel frattempo arriva in zona Nathan Parker, un arrogante generale dell'esercito americano, padre di una delle prime vittime. Col suo scagnozzo guardia del corpo Ryan Mosse si intromette nelle indagini, cercando con metodi propri di scoprire il responsabile degli orrendi delitti...
Sorprendente debutto in qualità di romanziere per il poliedrico Giorgio Faletti Io uccido è un thriller che si inserisce a pieno titolo nel filone prevalentemente americano dei libri su qualche serial killer dai forti disturbi mentali, rielaborando il tutto in salsa monegasca e cercando, riuscendoci, di dare un gusto fortemente europeo e prettamente mediterraneo alla vicenda. Il risultato è un avvincente caccia al topo condotta con estrema abilità, uno di quei libri che spingono il lettore ad un incessante voltar pagina per cercare di scoprire come procede la storia, cosa succede dopo. Il libro è costruito in modo impeccabile, estremamente funzionale e chiara l'introduzione dei tanti personaggi, i colpi di scena e scene ad alta tensione si sprecano. Faletti è bravo e tiene saldamente in mano il lettore sino alla fine. A voler essere pignoli c'è quasi il sospetto che il tutto sia stato scritto col Manuale del Perfetto Giallista a portata di mano, tanto sono "da manuale" appunto sia la scansione narrativa sia il Parco Personaggi (l'ex agente FBI disilluso e sfiduciato dalla vita, il commissario della Sureté con problemi in famiglia e amante del buon vino, il perfido generale americano che maltratta la figlia, eccetera). Qualche saltuaria banalità nei dialoghi, come quando Parker, al suo primo incontro con Ottobre, gli dice: "Io sono un soldato. Un soldato non piange. Un soldato si vendica.", una caratterizzazione un po' alla Rambo, forse un po' eccessiva e stereotipata. Ma è un voler cercare il classico ago nel pagliaio, perché il romanzo è avvincente e implacabile come si pretende dal genere, perfetta lettura da spiaggia che non delude le aspettative. Per struttura e contenuto già si può prevedere una trasposizione o cinematografica o televisiva. Grande Letteratura non sarà, ma i "bravo!" a Faletti (e al suo agente letterario, Piergiorgio Nicolazzini, nome ben noto agli appassionati di fantascienza che leggono queste pagine) sono quantomeno doverosi.
L'autore: E' nato ad Asti il 25 Novembre 1950. Dopo una laurea in Giurisprudenza si avvicina al mondo del cabaret approdando quasi immediatamente al Derby Club di Milano, dove si sono formati altri noti attori comici, come Abatantuono, Teocoli, Boldi, Rossi. Nel 1982 arriva in TV al fianco di Raffaella Carrà in "Pronto Raffaella" e nel 1985 approda al "Drive in" di Italia 1 nel quale da vita a popolari personaggi. Successo confermato a "Emilio", al fianco di Buzzurro e Gaspare. E' di nuovo alla RAI nel 1990 per "Fantastico", mentre continua la sua attività di autore per altri comici. A seguito di un'operazione al ginocchio che lo costringe per qualche tempo all'immobilità si cimenta come autore di brani musicali, scrivendo canzoni che vengono poi incise da Mina, Fiordaliso, Gigliola Cinguetti, Angelo Branduardi. Al Festival di Sanremo 1994 si classifica secondo col brano "Signor Tenente", ricevendo in seguito anche vari riconoscimenti da parte della critica musicale specializzata. Ha inciso 4 album da cantante e "Io uccido" è il suo primo romanzo.
Un estratto (con fanta-citazione): "In questo caso?" aveva chiesto Gavin. "In questo caso sono cazzi. Bisogna davvero aprirlo con una bomba atomica e non ne ho neanche una con me, al momento". Con quella battuta, pronunciata come una sentenza, Gachot aveva un po' raffreddato l'eccitazione generale. Si era allontanato per controllare le valigie con l'attrezzatura che i suoi uomini avevano trascinato fino alla porta. Ne era uscito un trapano che sembrava venuto fuori dalla borsa degli attrezzi dell'Enterprise, l'astronave di Star Trek. Uno degli uomini ci aveva avvitato una punta fatta di un metallo dal nome impronunciabile ma che Gachot aveva descritto come capace di perforare la blindatura di Fort Knox...
1 allora..commento e attenzione perchè parlo anche dell'assassino: il libro lo consiglio in generale perchè alla fine di tutto è carino e ti lascia immargere del tutto ma ci sono troppe cose che non vanno. 1)prima di tutto l'assassino si intuisce da subito direi...è il primo personaggio che Faletti descrive. non avrebbe potuto cominciare con Frank?perchè tanta importanza a Jean Loop?quindi già questo lascia capire che Jean Loop non è solo il dj. 2)si capisce che l'assassino è qualcuno dei personaggi che man mano conosciamo e quindi viene palese da pensare: possibile che Frank Ottobre non sia mai stato sfiorato dal dubbio che le telefonate fossero registrate?io l'ho capito immediatamente e non un agente dell'FBI? 3)guarda caso Jean Loop eredita una casa con un bunker segreto..e va bè..per non parlare dei tanti personaggi che rivelano sempre particolari utilissimi. 4)come mai manda Hulot nel paese dell'assassino da solo?non poteva andare con lui? 5)scontata storia d'amore...poi, non poteva denunciare il comandante dell'esercito per quell che ha fatto alla figlia? 6)perchè Jean Loop uccide solo da quel momento in poi?e perchè deve telefonare a radio monte carlo e dare indizi? 7)scontata la storia dei gemelli divisi alla nascita... scontata la storia di Guillame , il ragazzo in gamba che aiuta e trova i particolari delle foto.
se lui uccideva solo per la pelle , perchè uccidere il giapponese in quel modo?non è che il killer fosse da meno, anzi...
9)troppo americano l'agente FBI e troppo ovvia la storia di lui che vuole chiudere col mondo etc etc bla bla bla
10)ma la cazzata colossale è rappresentata da una delle ultime vittime che , prima di morie,scrive di fronte all specchio: cioè....è mancino e purtroppo scrive con la destra e invece di scrivere il nome dell'assassino come farebbe chiunque, lui scirve al contrario ONAIR non solo con le lettere scritte al contrario ma anche iniziando dall'ultima....ma daaaaaaiiiiii...sta per morire e perde tempo a scrive così? non poteva scrivere J.Loop?
e ovviamente Frank Ottobre se ne accorge alla fine.
non ragiona mai...sempre alla fine!
poteva scriverlo di almeno 200 pagine in meno...poteva essere più profondo nei dialoghi...meno banalità avrebbero fatto bene a noi tutti e anche un pò più di chiarezza ...però nel totale bisogna dire che non è malissimo per essere una prima esperienza, anzi!
a questo punto è meglio sprecare 7 euro (oopure 2,50 il martedì come in molte città)per il film che uscirà(ma guarda un pò) piuttosto che 17 per il libro..
nel discorso qualità prezzo, il film sarebbe un tipico thriller carino che ti ha fatto passare la serata...il libro sarebbe un mattone di tre chili tra l'altro noiosissimo all'inizio che ti ha fatto perdere un pò troppo tempo...
ripeto...è stato avvincente soprattutto alla fine ...ma ci sono troppe cose che non vanno!
» postato da (claudia pez1) alle 14:58 del 06-05-2008