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Lilith: Il segno del Triacanto

Luca Enoch, Lilith: Il segno del Triacanto. Il segno del Triacanto - BONELLI - Sergio Bonelli Editore - 2008 - pagine 130 - prezzo 3,50 euro - giudizio: buono

C'è un triste futuro per la razza umana, un futuro di sterminio. Questo scenario apocalittico può essere cambiato, agendo nel passato. A un solo cronoagente, una giovane donna generata e cresciuta per questo scopo, viene affidata la missione di salvare l'umanità dal destino che l'attende. Lei sola dovrà discendere e ascendere lo spaziotempo senza sosta, rintracciando gli inconsapevoli portatori del parassita alieno che, se non eliminato, condannerà la razza umana. Per fare ciò lei dovrà trasformarsi radicalmente: si lascerà alle spalle pietà e scrupoli morali e diventerà Lilith, l'assassina.

 

Il fumetto è ben scritto e ben disegnato. Se per ben scritto s'intende un fumetto che non lascia buchi narrativi e ha dialoghi plausibili.

Quello che rende perplessi è lo schema sul quale è concepita l'opera.

Una eroina solitaria, che con l'aiuto e la compagnia di un animale, viaggia di epoca in epoca, uccidendo in ogni missione una vittima designata, per quanto innocente. Un Quantum Leap più truculento.

Ma un fumetto che non ha comprimari forti, può da solo reggere l'impatto della serialità? Il dubbio è forte. Ma questo non è un progetto seriale convenzionale. Non è articolato su albi mensili. E questo forse è l'unico motivo per cui la serie, nella sua minimalista struttura narrativa potrà essere sopportabile.

Un albo ogni tanto rappresenta una piacevole parentesi. Tutti i mesi la stessa solfa, no. Tra l'altro avrà comunque una fine, come gli altri progetti dell'autore, visto che sono previsti solo 18 numeri. Per cui c'è la consolazione che potremmo dedicarli uno spazio finito nei nostri scaffali.

Enoch li scrive e li disegna (fa pure le copertine!) per cui più di un albo ogni 6 mesi non potrebbe produrre. E' possibile gestire la mensilità solo con un abbondante parco disegnatori. In effetti un disegnatore medio bonelliano pubblica mediamente  una storia all'anno. Quindi al confronto Enoch è persino iperproduttivo!

Veniamo al disegno.

Altre perplessità. Enoch sa disegnare bene, non è una scoperta. I punti di forza di

questo fumetto sono le ricostruzioni storiche e la forte comunicatività dei volti dei personaggi. La tavola è destrutturata. L'assenza di un modulo fisso crea discontinuità che non respingono, anzi tengono desta l'attenzione. Pur tuttavia molte delle geometrie ipercinetiche da manga rendono il tutto un po' confusionario. Non sono ben chiare alcune prospettive, forse a causa di una inchiostrazione un po' piatta, pretenziosa citazione della ligne claire. Il disegno è troppo ruffiano per non suscitare irritazione. Un Baricco del pennino. Conosce il mezzo e ci gioca. Sembra che potrebbe fare meglio, ma i fan gli perdonano tutto e va bene così.

Il giudizio complessivo è di un esordio che supera la sufficienza di poco, ma ci sono le potenzialità perchè la serie possa crescere.

Autore: Emanuele Manco - Data: 14 dicembre 2008

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1 Lilith, la viaggiatrice metatemporale: svolta al Femminile per Sergio Bonelli - - - - - - - La casa editrice Sergio Bonelli Editore S.p.A., famosa in Italia per aver pubblicato la serie a fumetti avente quale protagonista il personaggio di Tex Willer, tacciata spesso di appartenere ad una sorta di sub-cultura misogina, ha inopinatamente inaugurato, con uno scoppiettante albo d'esordio, la nuova serie intitolata "Lilith". In questo primo episodio della serie ("Il Segno del Triacanto", novembre 2008), ambientato nelle pugne della Guerra di Troia, viene presentata un'immagine fortemente negativa del Massimo Eroe Italico, ovvero di Enea di Troia, progenitore di Roma e della stirpe Giulia. Tale rappresentazione dell'Eroe omerico e virgiliano, come detto spiccatamente negativa, è un fatto pressoché inedito presso il grande pubblico italiano, ma nondimeno rigorosamente coerente con l'ermeneutica di Virgilio da noi proposta, sulla base degli studi di Jean-Yves Maleuvre. Enea, in sostanza, è rappresentato nel fumetto di Bonelli semplicemente per quello che è nell'Eneide di Virgilio: meschino , vile , mentitore ; in una parola sola: empio (antitesi del "pio" caricaturale di prima scrittura). Ed è proprio l'Eroina Lilith che lo uccide, strappandogli dal petto il cuore malvagio, fonte d'ogni male , avvicinandosi così al senso e agli effetti della catabasi oltremondana della Didone virgiliana. La conformità all'autentico Virgilio, quello di seconda scrittura, è così accurata da non tralasciare il nesso teleologico con la discendenza di Enea: gli Eneadi . Abile poi la clausola di salvaguardia della nuova politica di Bonelli: il Triacanto infatti non sceglie necessariamente soggetti malvagi ; così vengono intelligentemente evitati imbarazzi e polemiche ideologiche, in questo albo e nei prossimi. Tuttavia al di là di questa comprensibile misura di diplomazia preventiva, a Bonelli e a Enoch va riconosciuto il merito di una scelta coraggiosa e dai ben pochi precedenti: quella di aver rappresentato Enea, il Primo Eroe Italico, nella sua più autentica luce, ovvero quella conferitagli dal Massimo Vate Virgilio. Non si creda che questa sia cosa da poco, se soltanto si consideri che tuttora una statua di Enea (pur molto mediocre) è posta all'entrata della sede della Provincia di Roma, e se soltanto si pensi che l'Italia ha registrato negli ultimi anni l'ascesa della Destra politica, e come l'Italia stessa venga da un conflitto mondiale innescato da un regime che si sostanziava politicamente nella magniloquente riproposizione dei fasti imperiali di Roma antica e nella conseguente riproposizione dei suoi Eroi nazionali, tra cui, in primis, proprio Enea, il capostipite di Roma stessa ed il progenitore degli Eneadi. Tuttavia è proprio questo regime che ha condotto l'Italia al più devastante disastro della sua storia plurimillenaria: l'empia e funesta partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale e la condivisione del genocidio ebraico. Perché infatti l'erronea lettura della pietas (in realtà soltanto formale) di Enea, ha contribuito a radicare la convinzione che la virtus romana non fosse null'altro che spietato cinismo politico. Una lezione di storia che non è venuta dall'ovattato mondo universitario, ma dalla vitale e popolare forma letteraria del fumetto. Se Bonelli era in cerca di un riscatto dopo molti anni di ideologia misogina, può dirsi che l'abbia ottenuto in pieno. - - - - - - - - È addirittura il piccolo Ascanio che aiuta il vecchio Anchise a cercare una via di scampo (pagg. 92/93), in totale assenza del padre Enea, ed è poi la stessa "pia" Lilith a sorreggere il padre di Enea (pag. 93; così demolendo il noto stereotipo che vuole Enea sostenere l'anziano padre durante la fuga da Troia). Notevole, perché sottilmente sarcastica, e comunque mutuata dalle tecniche di Virgilio, la trovata narrativa della fuga di Enea (silenziosa e fuori scena) da Achille (pagg. 69/71): dapprima Lilith avverte la presenza del Triacanto, ovvero di Enea, poi – quando l'ira di Achille furoreggia sul campo di battaglia – tale presenza svanisce, segno che Enea si è dileguato non appena intravisto Achille. Si legga il mendace racconto che inizia a pag. 97, esemplare raffigurazione dell'Enea narratore (mendace) nell'Eneide di Virgilio. Qui infatti il malefico Triacanto ha trovato confortevole habitat. «La tua prima missione è stata un successo! Hai reciso questa linea di ascendenza del Triacanto prima della sua "ramificazione"!» (pag. 124). «I tuoi bersagli potranno non essere persone malvagie...» (pag. 111).

» postato da (Salvatore Conte) alle 20:35 del 22-04-2009

2 Preciso che il commento comprende sei richiami in nota, ed è meglio fruibile nel forum.

» postato da (Salvatore Conte) alle 20:39 del 22-04-2009

3 Critica giustina ma un tantino severa, specie alla sufficienza finale... A me è piaciuto, però se gli diamo solo 6, allora c'è un buon 50% dei fumetti pubblicati in Italia che è carta da portare al macero. :?:

» postato da Tobanis alle 11:14 del 24-04-2009

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