Master & Commander: sfida ai confini del mare

AVVENTURA, Master & Commander: The Far Side of the World, Usa, 2003 - regia di Peter Weir - scritto da Peter Weir e John Collee tratta dai romanzi di Patrick O'Brien - con Russell Crowe - Paul Bettany - James D'Arcy - durata: 138 minuti - distribuito da Buena Vista - giudizio: buono

Divertente, ma non travolgente; emozionante, ma non entusiasmante Master & Commander è un film ineccepibile dal punto di vista estetico, ma non altrettanto interessante sotto il profilo della sceneggiatura in quanto tale. Bello, ma senza un'anima carismatica, il film brilla per le sue battaglie, per le sue scene spericolate in un oceano Atlantico indifferente se non ostile; ma sembra non riuscire a coinvolgere fino in fondo lo spettatore in virtù di personaggi appena abbozzati e mai approfonditi dal punto di vista spirituale e strettamente personale. E questo non certo per caso o per distrazione. Il nome del suo autore — Peter Weir, già regista di film come Picnic ad Hanging Rock, Il Truman Show, Il testimone — è di per sé garanzia di un cinema di qualità superiore che punta, infatti, a celebrare lo spirito dei protagonisti attraverso le loro imprese spericolate e le loro azioni coraggiose, piuttosto che attraverso un approfondimento della loro personalità.

In questo senso la ricostruzione storica delle avventure del capitano Jack Aubrey al servizio della marina di sua maestà il Re di Inghilterra, in lotta contro la flotta napoleonica al largo dell'America del Sud trasmette un forte gusto per l'epica narrativa e per la dimensione da kolossal, ma non per le motivazioni che spingevano le persone a vivere in condizioni tanto disagiate e pericolose.

Preso, quindi, come un film spettacolare e di avventura Master & Commander risulta estremamente piacevole, anche se i momenti più interessanti e forse perfino più riusciti oltre a quelli coinvolgenti le dinamiche e le meccaniche dei corpi sono quelli di confronto tra il dottore della nave interpretato da Paul Bettany e il comandate Jack il fortunato Aubrey portato sullo schermo da Russell Crowe. Soprattutto il finale sembra rappresentare uno scontro di coscienze e di personalità più divertente e probabilmente riuscito che i combattimenti e le battaglie. Ma questo resta un dettaglio; una questione di gusto visto che il film è curatissimo in ogni punto e in ogni singolo momento.

Autore: Marco Spagnoli - Data: 3 gennaio 2004

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