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Il Signore degli Anelli - Le due torri

FANTASY, Lord of the Rings - The Two Towers, USA/UK/NZ, 2002 - regia di Peter Jackson - scritto da Frances Walsh - con Elijah Wood - Ian McKellen - Viggo Mortensen - Liv Tyler - Cate Blanchett - John Astin - Orlando Bloom - Miranda Otto - durata: 180 minuti - distribuito da Medusa - giudizio: eccellente

E' tempo di guerra nella Terra di Mezzo...E' tempo che il destino si compia. Ed è tempo che arrivi anche in Italia questo straordinario film che Peter Jackson porta davanti al pubblico mondiale ad un anno esatto dall'uscita del suo fortunato predecessore. Un periodo di tempo da molti fans considerato lunghissimo, interrotto — fortunatamente — dalle uscite di Dvd antologici e dalle indiscrezioni sui capitoli successivi a La compagnia dell'anello. Come era capitato in maniera inaspettata anche per la seconda puntata della saga di Harry Potter anche Le due torri riesce a superare l'originale in intensità e spettacolarità. Prendendo le mosse esattamente dove avevamo lasciato i resti della compagnia dell'anello, ecco che la storia si divide in tre tronconi. Da un lato abbiamo Frodo e Sam che — inseguiti da Gollum — combattono e poi si uniscono a questa enigmatica creatura completamente realizzata in digitale. Chi era rimasto sorpreso dallo Yoda di Episodio 2 con questo film si sentirà — non solo in senso spirituale e metafisico — condotto in un altro mondo. Gollum che in originale ha la voce di uno straordinario Andy Serkis, ha delle animazioni perfette non solo nei movimenti, quanto piuttosto nelle espressioni facciali che lasciano intendere il dramma della sua anima lacerata che solo Padron Frodo — in un certo senso — riesce a toccare, intuendone la sofferenza. L'altro gruppo è quello di Merry e Pipino: rapiti dall'esercito di Saruman, riescono miracolosamente a trovarsi in una foresta popolata da alberi tutt'altro che disposti a vedere iniziare una guerra senza esserne protagonisti. L'anima naturalista ed ecologista (nel senso più puro del termine) del romanzo tolkeniano prende forma come un sogno meraviglioso dinanzi ai nostri occhi, quando le querce si ribellano all'appetito per la distruzione della Natura dimostrato dal mago corrotto. Terzo ed ultimo troncone è quello rappresentato da Aragorn e compagni che finiscono nel reame di Rodan dopo essere stati lì guidati da Gandalf il bianco e non più "il grigio" dopo la sua resurrezione (Lo si vede anche nel trailer, e quindi prego di non considerare questa digressione uno spoiler...). Ma Le due torri, libro che è bene ricordarlo fu pubblicato l'11 settembre (controllare per credere...) del 1954 è soprattutto un film sulla guerra degli uomini e dei loro alleati contro un esercito infernale. Una celebrazione mitologica del confronto tra le forze del Bene e del Male che Jackson rende in maniera strepitosa dal punto di vista registico. Pur durando tre ore, anche il secondo capitolo della saga non solo non annoia mai, ma esalta lo spettatore in virtù di una forza visiva e narrativa superiori a quelle de La compagnia dell'anello che — per forza di cose — doveva un po' mettere al corrente lo spettatore digiuno dal romanzo di ciò che stava per vedere. Anche Le due torri, continuando a sviluppare la storia attraverso il viaggio emotivo e fisico dei protagonisti, presenta nuovi personaggi: Théoden (Bernard Hill), Re di Rohan, stregato da un incantesimo di Saruman, Eowyn (Miranda Otto) vedova del figlio del Re e con una crescente passione per Aragorn, Faramir (David Wenham) fratello del compianto Boromir (Sean Bean) che per primo aveva tradito la compagnia. Trasfigurato da una colonna sonora ancora più rarefatta e nelle corde dello spirito del pubblico alla ricerca di qualcosa che vada oltre (Sheila Chandra e Emiliana Torrini "fanno fuori" Enya), Le due torri brilla nel suo essere una discesa verso gli abissi della violenza e della guerra, quando tutto il mondo intorno sembra crollare, alla ricerca della speranza per un futuro migliore. Più mistico di Excalibur e più avvolgente de La compagnia dell'anello, Le due torri rappresenta uno dei momenti più alti della storia del cinema. Nonostante le sue evidenti limitazioni: il fatto — sostanzialmente — di non finire (ma il suo finale è meno cruento e repentino rispetto al predecessore) e — soprattutto — di essere l'episodio centrale di una saga che — a conti fatti — rappresenterà senza dubbio una di quelle di maggior successo (peraltro meritato).

Un film emozionante che condurrà lo spettatore in un altro mondo alla ricerca sì dell'intrattenimento, ma anche dello stesso messaggio etico e spirituale contenuto all'interno del romanzo di Tolkien. Lontano dalle luci della Contea e dai sogni di ragazzo di Frodo, la battaglia finale si sta avvicinando...

Autore: Marco Spagnoli - Data: 22 dicembre 2002

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Commenti

1 Questo secondo episodio, così come il primo e il terzo hanno rappresentato per me la riconciliazione col cinema e il fantasy. Non un semplice evento, semmai un'esperienza, di cui sento la mancanza. Aspetto Lo Hobbit con trepidazione

» postato da (Andrea Nisticò) alle 02:03 del 06-12-2011

2 Curioso. Proprio oggi mio figlio si è messo a rivedere il primo ed il secondo episodio della trilogia. Visioni sempre piacevoli

» postato da Antha alle 18:31 del 08-12-2011

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