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Segue - Pagina 73
News (3119) Approfondimenti (741) Gallerie (23)

Draco

Racconto di Marco Ramadori

giovedì 15 maggio 1997

Questo mese la sezione narrativa di Delos è già molto ricca, per via dei due racconti di Lino Aldani che pubblichiamo, abbinati allo speciale su questo schivo e controverso autore. Come terzo racconto ho scelto il lavoro di un autore esordiente, almeno per quanto riguarda la narrativa pura (in realtà Ramadori ha già avuto delle buone esperienze come soggettista e sceneggiatore di fumetti), che riesce a riassumere con un linguaggio inizialmente evocativo e, nel finale, estremamente secco e asciutto, a dimostrazione di un'ottima padronanza delle tecniche stilistiche, un racconto apparentemente già letto, apparentemente già scritto, eppure originale a modo suo, innovativo e rievocativo di un insieme di statements del fantastico che riescono a riallacciarsi con disinvoltura al nero metropolitano e al thriller, sull'onda della commistione dei generi che sta delineando i nuovi scenari della narativa del duemila.

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Scacco doppio

Racconto di Lino Aldani

giovedì 15 maggio 1997

Lino Aldani, da molti, è considerato il padre della fantascienza italiana, eppure io, che indubbiamente sotto molti aspetti sono un suo "figlio" narrativo (nel senso che ho potuto beneficiare dei suoi preziosissimi consigli per aggiungere pepe e sale al mio modo di scrivere), credo che Lino non sia affatto uno scrittore di fantascienza. No, non voglio ricominciare con quelle sterili discussioni sul fatto che "Quando le radici" (il più bel romanzo di Aldani) o "Visita al padre" (il suo più bel racconto), secondo alcuni sono di fs mentre secondo altri no; voglio solo fare notare che quando le storie di Lino parlavano della nostra terra, con personaggi estremamente vicini a noi, al nostro presente umano e sociale (come nel romanzo e nel racconto citati prima), sono riuscite a intaccare la sensibilità del lettore, a trascinarlo in un universo evocativo di grande scrittura, a dargli insomma tutto quello che giustifica l'appellativo di scrittore. Lo stesso, a mio avviso, non è avvenuto quando Aldani si è cimentato in prove più specificatamente fantascientifiche. Alcuni dei suoi più applauditi racconti sono in realtà abbastanza approssimativi e mediocri, come se Lino fosse stato costretto a distrarre la sua ispirazione umanistica verso questi percorsi della narrativa di genere, che in definitiva non gli erano poi molto congeniali. Non mi riferisco solo a "Buonanotte Sofia", a "Trentasette centigradi" o ai piu' recenti "In attesa del cargo" e "Mochuelo", ma in generale a tutta la produzione di Lino che ha contribuito a classificarlo come uno scrittore di fs. Ebbene, se non fosse stata per questa "etichetta", Aldani avrebbe potuto conquistarsi uno spazio di rilievo come scrittore mainstream, producendo opere del livello di "Quando le radici" senza essere costretto a inventarsi mezzucci di second'ordine per farle apparire come appartenenti all'universo fantascienza. Potrebbe sembrare un paradosso, ma non lo è. Aldani ha sempre cercato di appiccicare un'etichetta fantascientifica alle sue opere, anche quando non lo erano affatto o potevano farne a meno (forse perché credeva di non avere alcuna speranza nell'acido mondo del mainstream, e che fosse più semplice affermarsi nello scantinato della narrativa di genere), e quando ha scritto fs pura, non so sotto quali stimoli, ha dato il peggio di sé, perché accade spesso che uno scrittore, quando deve sottostare a imposizioni di carattere "tecnico", anziche' "creativo", non riesca a dare il meglio. Anche se i racconti che seguono ci dimostrano che Lino era bravo comunque, conosceva il mestiere e sapeva imbastire un racconto come dio comanda. Eppure una cosa è la fredda operazione d'imbastitura di un racconto, un'altra è il processo creativo dettato dall'ispirazione e dalla musa interna che ogni vero scrittore porta dentro di sé. Musa che Lino ha consultato a fondo, quando si è messo a scrivere alcune opere che sono delle pietre miliari della narrativa italiana. Certo non di fantascienza.

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Frammento di una vita vissuta nell'ora del lupo

Racconto di Lanfranco Fabriani

martedì 15 aprile 1997

Ricordo bene questo racconto. Lanfranco me lo mandò qualche anno fa, quando stavo curando per Stampa Alternativa l'antologia di fs italiana "Fantasia", e avevo deciso di interpellare anche lui, soprattutto per merito di un suo bellissimo racconto che era uscito sulla fanzine "The Time Machine" e che ricordavo per freschezza di stile e impeto narrativo. Lanfranco aderì con entusiasmo alla mia richiesta e mi fece pervenire questo racconto, il cui titolo mi restò impresso. Per "Fantasia" decisi di non accettarlo, non perché non fosse un buon racconto, anzi (altrimenti non avrei deciso di presentarlo ai lettori di Delos, adesso) ma semplicemente perché nella mia personale graduatoria delle preferenze del materiale che stavo selezionando non era tra i primi venti, che poi effettivamente uscirono sull'antologia. Più che altro, spiegai allora a Lanfranco, per il modo scontato in cui termina il racconto. Questa critica è valida tutt'ora, seppure, dopo averlo riletto, in modo meno determinante. Devo confessare che mi era rimasto un leggero rimpianto per questo racconto, e oggi sono felice di poterlo pubblicare, seppure in un contenitore assai diverso com'è Delos.

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Quod erat demonstrandum 2

Racconto di Pier Luigi Ubezio

martedì 15 aprile 1997

Il secondo racconto presente in questo venticinquesimo numero di Delos è frutto di una mia scelta, ma a sua volta era stato inviato a Silvio per essere giudicato dal mitico direttore della nostra rivista (dovevo dirlo, soprattutto la faccenda del mitico, altrimenti mi aspettava la sedia... elettronica), e io ho deciso di inserirlo in questo numero più che altro per assonanza di atmosfere con il racconto di Colombo. Non è affatto male, un modo abbastanza suggestivo e originale (soprattutto personale) di rivisitare il vecchio cliché di Lucifero. Lo stile è pulito e secco, anche se un po' spartano, e in certi punti risente di cadute di tono a mio avviso imputabili all'inesperienza dell'autore (inesperienza professionale, intendo dire), ma nell'insieme è certamente godibile e ci riporta a una narrativa fantastica legata ai lavori di Thomas Dish o di L. Sprague de Camp, uniformandosi alle caratteristiche del racconto precedente e dedicando questo numero di Delos alle componenti più oscure e misticheggianti della letteratura del fantastico. Solo un'annotazione: io avrei cambiato il titolo, ma poi mi sono reso conto che quello che mi era venuto in mente era così bello che ho deciso di utilizzarlo per un mio racconto. Grazie a Ubezio per l'ispirazione, ma che non si parli di appropriazione indebita.

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Nuovi inquilini

Racconto di Andrea Colombo

martedì 15 aprile 1997

Di Andrea Colombo abbiamo già pubblicato un breve racconto tempo fa (Le grida non smettono mai, numero 20), e questo racconto è stato accettato subito dopo, prima di investire Franco della responsabilità della selezione della narrativa. Sono racconti che ci ricordano certi episodi di Ai confini della realtà, un horror sottile e arguto alla Richard Matheson. Un autore che, a nostro avviso, potrà crescere ancora molto.

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Dreamland

Racconto di Angelo De Ceglie

sabato 15 febbraio 1997

Dopo Più a Nord del futuro, che è stato molto apprezzato dai nostri lettori, proponiamo un altro racconto di Angelo De Ceglie, autore italiano scomparso nel 1985. Dreamland uscì originariamente nel 1984 su "La Spada Spezzata".

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Nirvana

di Luigi Pachì sabato 15 febbraio 1997

Vince la fantascienza italiana. In un periodo di delusioni cinematografiche (da Independence Day a Fuga da Los Angeles) tocca all'Italia produrre un film di fantascienza di tutto rispetto

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Datemi la mia dolce geisha

Racconto di Giandomenico Antonioli

venerdì 15 novembre 1996

Questo originalissimo racconto è tratto dall'antologia Terzo Millennio, curata da Franco Forte e pubblicata nei Libri di Avvenimenti. Può essere acquistata in edicola al prezzo di L. 3.900. Antonioli, laureato in ingegneria a Milano ma residente in provincia di Chieti, ha pubblicato diversi racconti su "Alter-Alter", "Dimensione Cosmica", "L'Eternauta" e altre riviste.

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La bella e la bestia

Racconto di Lanfranco Fabriani

venerdì 15 novembre 1996

Con questo racconto approda su Delos uno degli autori più interessanti della fantascienza italiana degli Anni Ottanta. Dopo l'esordio sulla mitica fanzine padovana "The Time Machine" Fabriani, system administrator della rete informatica alla Facoltà di Lettere dell'Università La Sapienza di Roma, ha scritto poco, ma tenendo sempre uno standard qualitativo molto alto. Questo racconto è uscito in origine nel 1988 sulla fanzine vercellese "The Dark Side".

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Intervista con David Brin 1

di Luigi Pachì martedì 15 ottobre 1996

Recentemente rientrato dalla Convention mondiale di SF di Los Angeles, dove ci ha detto che si è divertito un sacco, abbiamo intervistato uno degli autori più amati dagli appassionati di fantascienza: David Brin. In questa intervista ci anticipa dei suoi progetti: dal seguito della Fondazione di Asimov alla collaborazione con Kevin Costner, che il prossimo anno dirigerà e interpreterà la versione cinematografica del suo romanzo The Postman

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