Tre fatti separati da tempo e distanza, apparentemente del tutto slegati tra di loro ma che lentamente si intrecceranno tra loro sino a comporre un quadro coerente ma a tinte oscure.

Questo il tema scelto da Andrea Micalone per il romanzo Fenomeno Norimberga, vincitore del trentasettesimo Premio Urania e come da tradizione pubblicato sul numero di ottobre della rivista.

Completano il volume i racconti vincitori ex aequo del premio Urania Short 2026: Cronofagia di Giuseppe Mascolo e Quegli anni su Agalia di Angelo Maria Perongini.

Il libro

Norimberga, 1561. Il cielo sopra la cittadina bavarese si trasforma in un campo di battaglia di luci misteriose: sfere, dischi, croci rosse ed enormi cilindri si fronteggiano tra clangori e tuoni, mentre la città resta con il naso rivolto verso l’alto, gridando all’Apocalisse. A raccontarlo è un monaco arrivato il giorno prima per pregare sulla tomba di san Sebaldo, che è corso tra la folla che implorava di essere confessata per poi affidare al suo diario in pergamena la memoria del misterioso evento di cui è stato testimone.

Tempo presente, Italia. Aurora Gabrielli, editor di una piccola casa editrice, chiude la videochiamata con un’autrice a cui ha appena proposto di aggiungere un omicidio al romanzo. Raggiunge finalmente il marito, che la attende a letto. Ma Marco non sta riposando: è morto strangolato. Quando arrivano i soccorsi e la polizia, la giovane vedova si ritrova sospettata di un delitto di cui non riesce a ricostruire i dettagli. Più cerca di mettere a fuoco gli eventi, più la sua mente vacilla. Sta perdendo la sanità mentale… o c’è qualcosa che non torna?

Londra, anno 2038. In un mondo che sta subendo un inesorabile declino climatico e geopolitico, il mare ha inghiottito i Paesi Bassi e l’Europa ha appena proclamato una settimana di lutto. Il giornalista Joseph R. Martial, trentacinque anni di onorata carriera, supera i controlli dello Shard e siede in un magnifico ufficio con vista sulla città. Sta per incontrare Ron Hawkins, il grande magnate che non ha mai mostrato il volto in pubblico, che lo ha scelto per un’intervista esclusiva in cui ha promesso di svelare il frutto delle proprie straordinarie scoperte. O almeno, questa è la scusa che il magnate ha usato per incontrare lui…

Tre epoche lontane, tre vicende in apparenza sconnesse tra di loro creeranno, pagina dopo pagina, un mosaico tanto vasto e complesso da abbracciare intere ere geologiche, nel romanzo vincitore del Premio Urania 2025. E ora, lasciamo la parola all’autore, Andrea Micalone:

È il 2014 quando decido di scrivere un romanzo sul fenomeno di Norimberga. Io amo la fisica. Ho frequentato matematica all’università, pertanto riconosco la necessità di considerare le spiegazioni naturali dietro a un fatto. Probabilmente le persone del tempo fraintesero quindi ciò che videro, ma, se anche fraintesero, qualcosa pur avvenne, e le risposte canoniche non soddisfano mai la nostra voglia di sognare. Mi fiondai insomma a scrivere. Sembrava tutto perfetto, e invece… Invece qualcosa non va. Il romanzo non decolla. La scrittura si fa subito stanca e paludosa. Mi è evidente: manca qualcosa. Mi occorrono dieci anni per capire. Tanta pazienza, ma quando finalmente nella mia testa affiora la risposta, è luminosa. Intuisco finalmente che devo raccontare qualcosa di più grande: qualcosa che si celi nei meandri della storia umana. Ma una storia che racchiuda la Storia, per essere onesta, dovrà rispondere alla domanda di tutte le domande, la Teodicea, quella con cui persino un Dio faticherebbe: se c’è un senso nell’universo, perché noi, bambini del Creato, siamo condannati ad atroci sofferenze?

All’interno, l’intervista ad Andrea Micalone a cura di UraniaMania. E a seguire, i racconti vincitori ex aequo del premio Urania Short 2026: Cronofagia di Giuseppe Mascolo e Quegli anni su Agalia di Angelo Maria Perongini.

Qualche anno fa leggevo "Giorni giapponesi" di Angela Terzani Staude, un diario dai toni poco entusiastici scritto nel Giappone del boom economico. Pensai che potesse essere interessante intrecciare il tema dello shock culturale al classico tema fantascientifico della terraformazione. Così mi arrivò l’idea di Agalia, una versione idilliaca della Terra in perfetta simbiosi con la natura. Ma nessuno si rende conto che c’è qualcosa di sbagliato nell’assenza dell’idea e di una prassi del male. (Angelo Maria Perongini)

Tutto parte dal CERN e da un’anomalia che sconvolge il tempo. Un padre cerca la figlia in un mondo dove pochi istanti possono diventare anni e ogni scelta cambiare tutto. Una lettrice mi ha poi restituito una chiave di lettura che non avevo previsto: l’incomunicabilità tra persone e generazioni che vivono a velocità diverse. Ho capito che una storia non finisce con il punto dell’autore. Chi legge la arricchisce con il proprio mondo interiore e, in qualche modo, la riscrive. (Giuseppe Mascolo)

L'autore

Nato ad Atri, in provincia di Teramo nel 1990, Andrea Micalone vive e lavora come giornalista freelance a Pescara.

Nel 2012 è risultato finalista al Premio Urania con il romanzo Hodoeporicon, nel 2014 ha auto pubblicato la serie fantasy Il tramonto della luna.

Nel 2016 ha ottenuto il terzo posto al Premio Il battello a vapore, casa editrice con cui ha pubblicato nel 2018 il romanzo per ragazzi Uno stregone sul divano.

Successivamente ha pubblicato diversi romanzi per ragazzi, uno dei quali è stato tradotto in spagnolo e pubblicato in America latina.

Nel 2025 ha vinto il Premio Urania di Mondadori con Fenomeno Norimberga.

Andrea Micalone, Effetto Norimberga, collana Urania n. 1755, Mondadori, euro 7,90, ebook euro 5,99