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Quando le radici
La rubrica Quando le radici, che ripropone i classici della fantascienza italiana, esordisce nel 1999 sul numero 43 di Delos. Il primo autore trattato non poteva essere che Lino Aldani
LeggiIl nanetto della cappella
Sempre sul numero 25 esordisce un nuovo collaboratore: Vittorio Curtoni, che per molti anni avrebbe raccontato le sue "Memories of green"
LeggiSinkha di Marco Patrito
Col 1996 entra nello staff di Delos anche Maurizio Manzieri, eccezionale illustratore destinato ai più alti allori internazionali negli anni seguenti. Il suo primo articolo è dedicato a un altro grande artista italiano, Marco Patrito
LeggiEnigma-Owens
Racconto di Luigi Pachì
Luigi Pachì è stato tra uno dei fondatori di Delos, all'inizio degli anni novanta. Ora è responsabile della comunicazione della Delos Books e curatore del sito e dell'omonima collana di libri Sherlock Magazine.
LeggiUn occhiolino al Buon Dottore
In questo numero dedicato a Io, Robot ci sembra giusto ripescare una mirabolante parodia dei romanzi di Isaac Asimov che Francesco Grasso realizzò alcuni anni fa.
LeggiDistopia, andata e ritorno
Dal Tallone di ferro di London alla grande fantascienza degli anni cinquanta di Bradbury, Pohl, Kornbluth, Bester. Passando per classici della distopia come 1984 e Il mondo nuovo: tutta la letteratura dell'incubo sociale
LeggiUn futuro di vent'anni fa
Questo mese Sotto Spirito osa dedicare una rispettosa parodia al celeberrimo (inchino!) George Orwell, al secolo Eric Blair, e al suo più noto romanzo, l'immortale capolavoro distopico, antiutopico, fantapolitico, enigmatico (il lettore può qui aggiungere altri "-ico" a piacere) 1984.
LeggiDischi di rame, sfere di cristallo
Racconto di Davide Ferrero
Mi chiamo Davide Ferrero, abito ad Asti e ho 30 anni. Lavoro nel settore informatico e scrivo per hobby. In passato ho collaborato con alcune testate locali in qualità di giornalista e fotografo. Attualmente faccio parte del comitato di lettura del "Rifugio degli Esordienti", settore Fantasy e Fantascienza. Il mio racconto Giochi si è classificato primo alla VII edizione del concorso per narrativa horror "NeroPremio" indetto dal sito La Tela Nera. Alla II edizione del concorso "300 Parole per un incubo" mi sono posizionato al terzo posto con il racconto Mulini a vento.
LeggiLa notte del Moro
Racconto di Giovanni De Matteo
Sono nato nel 1981 a Policoro (MT), ma da quasi sempre la mia vita si snoda attorno a Castelnuovo di Conza, 800 anime sospese tra l'Irpinia e l'Appennino Lucano. La vita di paese non ha mai offerto grosse occasioni di svago, così ho trascorso l'adolescenza divorando i libri che mi capitavano a tiro. L'incontro con la fantascienza risale al 1993, quando il fatidico Almanacco della Bonelli mi schiuse le porte di un mondo che fino a quel momento mi ero sempre limitato ad assimilare nella forma di seconda mano delle trasposizioni cinematografiche. Ho cominciato con Lovecraft, Van Vogt e Asimov, per poi proseguire con Dick, Pohl, Heinlein, Herbert, Ballard, fino a Gibson, Sterling, Di Filippo e l'ondata cyberpunk degli '80, nella cui sensibilità ancora mi riconosco.
Di recente sono giunto finalista alla X edizione del Premio Alien. Il mio primo romanzo era giunto, nel 2000, finalista alla prima edizione del Premio Solaria indetto dalla Fanucci. Insieme al secondo è tuttora in cerca di un editore. Miei racconti sono pubblicati sui siti Otherside2002 ( web.tiscali.it/otherside2002/), www.pennadoca.net, www.domist.net, www.ilcancello.com e sulla fanzine milanese Avatär. Da circa un anno collaboro con Sandro Battisti e il blog www.cybergoth.splinder.it. Il progetto originario si è esteso a comprendere una catena di luoghi cibernetici affini, tra cui www.junction.splinder.it, uno strano attrattore di scarti artistici, speculazione e delirio, in piena sintonia con lo spirito postmoderno.
Attualmente vivo a Roma, dove sto completando gli studi in Ingegneria Elettronica.
Il racconto che vi apprestate a leggere ha molti debiti. Tra gli omaggi non proprio espliciti, restano evidenti quelli ad Alfred Bester (La Tigre della Notte è stabilmente nella cinquina dei miei libri preferiti), Thomas Pynchon (in particolar modo L'incanto del lotto 49) e Bruce Sterling (impossibile negare l'influenza del suo capolavoro, il ciclo della Matrice Spezzata). A loro va la mia riconoscenza, nella speranza che non decidano di far valere i loro diritti in tribunale...
