È in corso a Milano la nuova edizione di Sognielettrici, il festival dell’immaginario fantastico e di fantascienza organizzato all’Università IULM, che dal 26 al 30 ottobre propone cinque giornate di proiezioni, incontri, retrospettive e approfondimenti dedicati alle molte forme del fantastico cinematografico e letterario.

La manifestazione, organizzata da Stefano Locati, si svolge negli spazi dell’IULM Open Space, in via Carlo Bo 7, e propone un programma particolarmente ricco, nel quale convivono il cinema di genere contemporaneo, le sperimentazioni più radicali e la riscoperta di opere fondamentali della storia della fantascienza.

Uno degli elementi caratterizzanti dell’edizione 2026 è l’attenzione al weird, inteso non soltanto come genere narrativo, ma come territorio di contaminazione tra letteratura, cinema, filosofia e tecnologia. Un tema che attraversa diversi incontri e culmina, mercoledì 28 ottobre, nel convegno New Weird tra letteratura e tecnologie, curato da Silvia Zangrandi e Alberto Sebastiani.

Il convegno, articolato in tre panel, affronta le questioni teoriche del New Weird, le sue radici europee e le relazioni con la filosofia e le nuove tecnologie. Tra gli interventi figurano quelli di Marco Malvestio, Valentina Romanzi, Alessandro Fambrini, Fabio Camilletti e Luisa Damiano. Particolarmente interessante per gli appassionati di fantascienza tecnologica l’incontro dedicato ai robot filosofici e al Peri-human Design, con la partecipazione di Francesco Bianchini e Fabio Puglia, CEO di Oversonic Robotics.

I grandi classici della fantascienza

Un altro punto di forza di Sognielettrici è la retrospettiva dedicata alla fantascienza dell’Europa orientale e sovietica, un patrimonio cinematografico che ha spesso sviluppato visioni del futuro profondamente diverse da quelle hollywoodiane.

Dopo Stalker di Andrej Tarkovskij, proiettato nella giornata inaugurale, e On the Silver Globe di Andrzej Żuławski, in programma martedì 27, la retrospettiva prosegue giovedì 29 ottobre, alle 11, con la versione restaurata di Ikarie XB-1, il film cecoslovacco del 1963 diretto da Jindřich Polák, considerato uno dei grandi classici della fantascienza spaziale europea.

Venerdì 30 ottobre, alle 9, sarà invece la volta di Aelita, il film muto sovietico del 1924 diretto da Yakov Protazanov, una delle prime grandi opere cinematografiche di fantascienza, celebre anche per le sue scenografie costruttiviste e per l’immaginazione visiva con cui rappresenta la civiltà marziana.

Il cinema fantastico contemporaneo

Accanto ai classici, il festival propone un concorso internazionale di lungometraggi e cortometraggi, con opere provenienti da numerosi paesi, dall’Asia all’America Latina, dall’Europa al Medio Oriente.

Mercoledì 28 ottobre saranno presentati i film Niko di Julien Levy, produzione sudcoreana del 2026, e Sleep No More del regista indonesiano Edwin, coproduzione internazionale che coinvolge Indonesia, Singapore, Giappone, Germania e Francia.

Giovedì 29 ottobre sarà invece la volta di The Ones Who Grieve, film francese del regista Quarxx, e di Decorado, lungometraggio d’animazione di Alberto Vázquez, coproduzione spagnola e portoghese del 2025. Quest’ultimo è particolarmente interessante per chi segue le forme più adulte e visionarie dell’animazione contemporanea.

Venerdì 30 ottobre, alle 18, sarà proiettato The Night, film spagnolo del 2025 diretto da Paul Urkijo Alijo. Dopo la cerimonia di premiazione, prevista per le 20, il festival si concluderà con la proiezione di Matapanki, film cileno del 2026 diretto da Diego “Mapache” Fuentes.

Numerosi anche i cortometraggi in concorso, distribuiti in quattro sessioni nell’arco della manifestazione, con una selezione internazionale che testimonia la vitalità del cinema fantastico indipendente.

Fantascienza, lavoro ed effetti speciali

Il programma degli ultimi giorni offre anche diversi incontri dedicati ad aspetti meno frequentemente affrontati nei festival cinematografici.

Giovedì 29 ottobre, alle 17, l’incontro Lo sguardo alieno. Darko Suvin ad Apice, tra fantascienza, teatro e mondi possibili vedrà la partecipazione di Roberta Cesena, Nicoletta Vallorani, Vincenzo Pernice e Valentina Zanchin. Un’occasione per tornare sulla figura di uno dei più importanti teorici della fantascienza, al quale si deve la formulazione del concetto di straniamento cognitivo, fondamentale per comprendere la specificità del genere.

Venerdì 30 ottobre, alle 11, l’incontro VFX vs. SFX: gli effetti del cinema fantastico metterà a confronto effetti digitali e pratici con Francesco Grisi di EDI Effetti Digitali Italiani e Andrea Leanza di ALC FX.

Nel pomeriggio, alle 15, sarà invece la volta di Fantasmi nella macchina: fantascienza e lavoro nella serialità contemporanea, con Matteo Berardini e Alice Cucchetti, moderati da Alessandro Martinelli. Un tema particolarmente attuale, in un momento in cui l’intelligenza artificiale, l’automazione e le trasformazioni del lavoro sono tornate al centro tanto del dibattito pubblico quanto dell’immaginario fantascientifico.

Alle 16:30, infine, l’incontro Voci dell’immaginario: da Doraemon a Borderlands 4 vedrà protagonisti Cristiana Rossi e Pietro Ubaldi, per esplorare il mondo del doppiaggio e dell’interpretazione vocale tra animazione e videogiochi.

Un festival tra cinema, letteratura e cultura fantastica

Sognielettrici conferma così una vocazione che va oltre la semplice rassegna cinematografica. Il suo programma mette in relazione il cinema con la letteratura, la riflessione accademica, la cultura popolare e le trasformazioni tecnologiche, cercando di esplorare il fantastico come uno degli strumenti privilegiati attraverso i quali la cultura contemporanea riflette su sé stessa.

Una prospettiva testimoniata anche dagli incontri dei primi due giorni, dedicati tra l’altro ai sessant’anni di Star Trek, ai quarant’anni di Dylan Dog e ai rapporti tra i festival internazionali del fantastico.

Sognielettrici 2026 prosegue fino a venerdì 30 ottobre presso l’IULM Open Space, in via Carlo Bo 7 a Milano. La serata conclusiva prevede la cerimonia di premiazione dei concorsi cinematografici e l’ultima proiezione del festival.