Ecco uno di quei libri che escono come distopie futuribili ma sai già che entro brevissimo saranno superati dalla realtà. Dream Hotel dell'autrice marocchina naturalizzata americana si presenta con lo slogan «E se un semplice like potesse costarti la libertà?», idea che non ci sembra così lontana dalla realtà e anzi, plausibilmente in varie parti del mondo lo è già.

La quarta di copertina

Los Angeles, in un futuro molto vicino. Sara Hussein vive con il marito Elias e i loro gemellini di appena due anni. Le notti insonni, dopo la nascita dei bambini, la stanno logorando: lavoro, stress, zero riposo. In cerca di sollievo, si affida al Dreamasaver, un dispositivo sottocutaneo progettato per migliorare il sonno. Ma chi lo indossa deve pagare un prezzo: permettere al governo di accedere ai propri sogni in nome della sicurezza nazionale. Quando, al ritorno da un viaggio di lavoro, Sara viene fermata all’aeroporto, gli agenti della Divisione Valutazione Rischi la giudicano “potenzialmente pericolosa”: non ha commesso alcun reato, eppure l’algoritmo del dispositivo ha previsto che potrebbe farlo, e contro chi ama di più: suo marito. Così viene trasferita a Madison, un centro di prevenzione del crimine, dove le detenute, tutte “sognatrici” come lei, vengono sorvegliate giorno e notte per qualche settimana. Ma in questa struttura dove il cibo è scadente, l’acqua è razionata e le regole sono durissime, guardie crudeli annotano ogni minima infrazione per prolungare la detenzione, e ovunque ci sono occhi elettronici: telecamere, microfoni e sensori che rilevano ogni respiro o movimento così che la fuga e la libertà sembrano impossibili. Almeno sino all’arrivo di una nuova detenuta, che rompe gli equilibri e accende in Sara una scintilla di speranza. Che cosa sa? Che cosa nasconde? Sospesa insieme alle altre in un mondo senza giustizia, Sara comincia a intravedere le crepe del sistema che imprigiona lei e le altre donne. E per trovare una via d’uscita, dovranno agire prima che sia troppo tardi.

L'autrice

Laila Lalami è nata a Rabat e ha studiato in Marocco, Gran Bretagna e Stati Uniti. È autrice di quattro romanzi, tra cui The Moor’s Account, con cui ha vinto l’American Book Award, l’Arab American Book Award ed è stata finalista del premio Pulitzer. Suoi articoli sono apparsi sul Los Angeles Times, sul Washington Post, su The Nation, su Harper’s Magazine, sul Guardian e sul New York Times. Con Gli altri americani ha vinto il Joyce Carol Oates Prize e l’Arab American Book Award for fiction, ed è stata finalista del National Book Award. Insegna scrittura creativa all’università di Riverside in California. Vive a Los Angeles.

Laila Lalami, Dream Hotel (The Dream Hotel, 2025), traduzione di Maddalena Togliani, Tre60, paggf. 384, euro 19, ebook euro 8,99.