Di fronte a una strage che ha colpito il mondo intero si dovrebbero ponderare le parole, soprattutto quando tra le vittime innocenti ci sono anche dei bambini. A pesare le parole dovrebbero essere prima di tutto i giornalisti che, come dire, a tale esercizio dovrebbero essere abituati. Purtroppo non è stato così per la recente strage di Denver, in Colorado, in cui un ragazzo ha sparato in una sala cinematografica alla prima del film The Dark Knight Rises, l’ultimo capitolo della saga cinematografica su Batman di Christopher Nolan.

Uno studente 24enne, James Holmes, è entrato nella sala 9 del Century 16 Movie Theatre, nel centro commerciale di Aurora a mezzanotte e 39, dopo l'inizio della proiezione, e ha sparato all’impazzata, uccidendo dodici persone, tra cui dei bambini, e ferendone oltre cinquanta.

La notizia, come è ovvio, ha fatto il giro del mondo e il quotidiano La Repubblica non ha mancato di pubblicare una corrispondenza di Angelo Aquaro.

E ora veniamo ai fatti. Ecco come Angelo Aquaro ha chiuso il suo articolo del 21 luglio: “«È orribile» dice adesso Neil Gaiman, che non è un testimone scampato al massacro: è il papà di Batman, e forse anche della follia di un fuoricorso di neuroscienze che ha macchiato di sangue perfino il sogno dei supereroi.”

Partiamo dalla cosa più futile. Aquaro scrive che Neil Gaiman, che tutti conosciamo come un grande scrittore nonché sceneggiatore di fumetti, è il papà di Batman. Ora è vero che noi appassionati di fantascienza, ma anche di fumetti, siamo abituati agli strafalcioni dei giornalisti italiani non specializzati, soprattutto quelli dei grandi quotidiani o delle televisioni, ma non ci sono davvero limiti agli stafalcioni. Prima constatazione: non stiamo parlando di un oscuro fumetto underground, ma di un’icona mondiale come Batman, nato nel 1939. È evidente che per Aquaro sia normale che il suo “papà” vada ancora in giro a rilasciare dichiarazioni. Senza contare che Gaiman è stato davvero un “mago” (o se preferite un crononauta)  a creare un personaggio a fumetti nel 1939 e a nascere nel 1960. Su Batman, lo scrittore britannico ha scritto solo una sola storia nel 2009, ma pare che basti per diventare papà. Seconda constatazione: ammettiamo anche che il giornalista Aquaro non sappia chi è Batman (difficile, visto anche che vive in America) o chi è Neil Gaiman, basta mettere uno dei due nomi in un qualsiasi motore di ricerca per ricevere una valanga di informazioni. Siamo nel Terzo Millennio, nell’era di Internet, mica all’età della pietra.

Passiamo alla cosa più grave. Scrive Aquaro, a proposito di Neil Gaiman, che è il papà di Batman: “…e forse anche della follia di un fuoricorso di neuroscienze che ha macchiato di sangue perfino il sogno dei supereroi.” Devo ammetterlo, all’inizio il mio cervello non riusciva a connettere le due cose, o meglio, forse si rifiutava. Per Aquaro vale la seguente associazione: Gaiman è il papà di Batman, Gaiman è il colpevole, morale s’intende, della strage.

Ecco che davanti ad una strage in cui, mi ripeto, delle giovani vite sono state stroncate in quello che doveva essere un momento di divertimento, certi giornalisti farebbero meglio quantomeno a rileggere ciò che hanno scritto e non si può credere che nessuno al quotidiano La Repubblica si sia accorto di una tale sciocchezza scritta da Aquaro. Insomma, stiamo parlando di uno dei quotidiani più omportanti del nostro Paese, mica di un giornaletto di paese.

Da parte sua, Neil Gaiman è stato sarcastico. Informato via twitter da un suo fan italiano dell’accaduto, ha risposto: “that's a bit mad. Personally, I blame Italian journalists for the massacre.”, ossia “È folle. Personalmente ritengo che i colpevoli del massacro siano i giornalisti italiani”.

Umberto Folena, editorialista del quotidiano L’Avvenire, ha chiesto scusa a Neil Gaiman a nome dei giornalisti italiani. Ci associamo, scusa Neil.