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Notte in città
Racconto di Matteo Scaldaferri
Francamente devo dire che ultimamente mi ero un po' stufato di certe stereotipaggini del cybervillage, ma Matteo Scaldaferri, in questo suo brevissimo racconto, riesce a coniugare con una certa abilità una velata malinconia di fondo con un finale intelligente, simpatico per la sua semplicità eppure accattivante, che se da una parte non ci dice niente di nuovo dall'altra è riuscito, fino a un certo punto, a mitigare la noia che generalmente provo quando affronto racconti tendenti al cyberpunk. Come dire che qualsiasi minestra, se ha quel qualcosa in più, può cambiare radicalmente sapore.
LeggiDraco
Racconto di Marco Ramadori
Questo mese la sezione narrativa di Delos è già molto ricca, per via dei due racconti di Lino Aldani che pubblichiamo, abbinati allo speciale su questo schivo e controverso autore. Come terzo racconto ho scelto il lavoro di un autore esordiente, almeno per quanto riguarda la narrativa pura (in realtà Ramadori ha già avuto delle buone esperienze come soggettista e sceneggiatore di fumetti), che riesce a riassumere con un linguaggio inizialmente evocativo e, nel finale, estremamente secco e asciutto, a dimostrazione di un'ottima padronanza delle tecniche stilistiche, un racconto apparentemente già letto, apparentemente già scritto, eppure originale a modo suo, innovativo e rievocativo di un insieme di statements del fantastico che riescono a riallacciarsi con disinvoltura al nero metropolitano e al thriller, sull'onda della commistione dei generi che sta delineando i nuovi scenari della narativa del duemila.
LeggiScacco doppio
Racconto di Lino Aldani
Lino Aldani, da molti, è considerato il padre della fantascienza italiana, eppure io, che indubbiamente sotto molti aspetti sono un suo "figlio" narrativo (nel senso che ho potuto beneficiare dei suoi preziosissimi consigli per aggiungere pepe e sale al mio modo di scrivere), credo che Lino non sia affatto uno scrittore di fantascienza. No, non voglio ricominciare con quelle sterili discussioni sul fatto che "Quando le radici" (il più bel romanzo di Aldani) o "Visita al padre" (il suo più bel racconto), secondo alcuni sono di fs mentre secondo altri no; voglio solo fare notare che quando le storie di Lino parlavano della nostra terra, con personaggi estremamente vicini a noi, al nostro presente umano e sociale (come nel romanzo e nel racconto citati prima), sono riuscite a intaccare la sensibilità del lettore, a trascinarlo in un universo evocativo di grande scrittura, a dargli insomma tutto quello che giustifica l'appellativo di scrittore. Lo stesso, a mio avviso, non è avvenuto quando Aldani si è cimentato in prove più specificatamente fantascientifiche. Alcuni dei suoi più applauditi racconti sono in realtà abbastanza approssimativi e mediocri, come se Lino fosse stato costretto a distrarre la sua ispirazione umanistica verso questi percorsi della narrativa di genere, che in definitiva non gli erano poi molto congeniali. Non mi riferisco solo a "Buonanotte Sofia", a "Trentasette centigradi" o ai piu' recenti "In attesa del cargo" e "Mochuelo", ma in generale a tutta la produzione di Lino che ha contribuito a classificarlo come uno scrittore di fs. Ebbene, se non fosse stata per questa "etichetta", Aldani avrebbe potuto conquistarsi uno spazio di rilievo come scrittore mainstream, producendo opere del livello di "Quando le radici" senza essere costretto a inventarsi mezzucci di second'ordine per farle apparire come appartenenti all'universo fantascienza. Potrebbe sembrare un paradosso, ma non lo è. Aldani ha sempre cercato di appiccicare un'etichetta fantascientifica alle sue opere, anche quando non lo erano affatto o potevano farne a meno (forse perché credeva di non avere alcuna speranza nell'acido mondo del mainstream, e che fosse più semplice affermarsi nello scantinato della narrativa di genere), e quando ha scritto fs pura, non so sotto quali stimoli, ha dato il peggio di sé, perché accade spesso che uno scrittore, quando deve sottostare a imposizioni di carattere "tecnico", anziche' "creativo", non riesca a dare il meglio. Anche se i racconti che seguono ci dimostrano che Lino era bravo comunque, conosceva il mestiere e sapeva imbastire un racconto come dio comanda. Eppure una cosa è la fredda operazione d'imbastitura di un racconto, un'altra è il processo creativo dettato dall'ispirazione e dalla musa interna che ogni vero scrittore porta dentro di sé. Musa che Lino ha consultato a fondo, quando si è messo a scrivere alcune opere che sono delle pietre miliari della narrativa italiana. Certo non di fantascienza.
LeggiLino Aldani e i suoi racconti
Se un uomo legge un migliaio di libri è fottuto: un'analisi critica dei racconti di questo autore, le cui opere, alcune delle quali risalenti a quasi mezzo secolo fa, sono tuttavia così attuali e vicine a molti di noi.
LeggiRitorno al futuro 2
Cuocete a fuoco lento una dose di paradossi temporali, mescolate con due manciate di scienziato matto, un pizzico d'azione e una spruzzata di effetti speciali; mescolate piano aggiungendo citazioni cinematografiche e parodie western, non dimenticando un sapiente condimento a base di satira sulla provincia americana. Guarnite il tutto con una generosa manciata di umorismo scoppiettante, e servite infine caldo in tavola. Avrete un successo. Nome del piatto: Ritorno al Futuro. Ancora oggi, con i suoi seguiti, il più riuscito film di fantascienza incentrato sui viaggi nel tempo
LeggiNuovi inquilini
Racconto di Andrea Colombo
Di Andrea Colombo abbiamo già pubblicato un breve racconto tempo fa (Le grida non smettono mai, numero 20), e questo racconto è stato accettato subito dopo, prima di investire Franco della responsabilità della selezione della narrativa. Sono racconti che ci ricordano certi episodi di Ai confini della realtà, un horror sottile e arguto alla Richard Matheson. Un autore che, a nostro avviso, potrà crescere ancora molto.
LeggiCarmilla
Sta per uscire nelle edicole, edita da Avvenimenti, l'antologia di narrativa italiana Carmilla, curata da Valerio Evangelisti. Una serie di racconti, molti dei quali fantastici, nati attorno alla rivista omonima curata da Francesco Scalone e dall'autore del ciclo di Eymerich. Quella che segue è l'introduzione al libro.
LeggiIl vincitore
Racconto di Pier Luigi Ubezio
Ragazzi, abbiamo scoperto uno scrittore nuovo nuovo, veramente molto bravo. Pier Luigi Ubezio, nato a Londra (dove è sostato giusto per il tempo di nascere), vive a Torino, lavora e studia all'Università alla facoltà di Lettere Moderne con indirizzo Tecniche della comunicazione. Ha 25 anni e scrive racconti da quando ne aveva quindici.
LeggiIntervista con Davide Pinardi 1
Un'intervista con un autore fuori dal ghetto e fuori dai canoni, che affronta nel suo ultimo romanzo temi fantastici.
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