Il giorno prima: l'anteprima mondiale di Magic incontra Star Trek

Lucca, 31 ottobre. Un giorno prima della conferenza sui 60 anni, Lucca Comics and Games ha ospitato quella che è stata presentata come un'anteprima mondiale, anzi, come hanno scherzato dal palco, 'di questo pianeta – piccola cosa, rispetto all'universo'. Protagonista l'incontro tra Magic: The Gathering e Star Trek, introdotto da Marco Marzocca – storico appassionato che ricordava la prima messa in onda italiana su Telemontecarlo – da IlBaronebaffodoro e da Boose. Sul tavolo tre 'sacre buste' ancora sigillate.

Il filo conduttore è stato subito chiaro: la filosofia di Star Trek sposa naturalmente il multiverso di Magic. Se Spazio: 1999 e UFO raccontavano conquista e invasione, Roddenberry ha messo al centro l'esplorazione nel rispetto di ogni forma di vita, la Prima Direttiva di non interferenza, la logica di Spock accanto all'impulsività di Kirk. Un'idea nata quando l'uomo, finito di esplorare la Terra, ha guardato verso l'alto.

Tre i punti di contatto forti: 1) l'esplorazione spaziale come esplorazione di Piani – ogni specie, ogni nave ha una storia; 2) i Borg e l'assimilazione, meccanica perfetta per Magic (con la Regina Borg e persino la carta di Jean-Luc Picard assimilato, Locutus); 3) la capacità di avvicinare pubblici diversi senza togliere nulla a nessuno. Come ha ricordato un giocatore storico dal palco: 'Il tuo Magic sarà sempre il tuo Magic. Non è un annacquamento, è un ponte'.

Tra emozione e ironia è stato ricordato anche Jean-Luc Picard / Patrick Stewart, evocato con affetto come partito per 'un lungo viaggio a curvatura ultraterrena', a sottolineare il tempismo incredibile di questa uscita. Poi l'apertura live: Comunicazioni Aperte, Automi Andromediani, un Guerriero Klingon con la Bat'leth, un Drone Borg con la sua frase 'La libertà è irrilevante. L'autodeterminazione è irrilevante', la Vampira del Sale di M113, gli Scienziati Xinti – sei specie senzienti evolute in parallelo – e il Dottor McCoy che sbotta 'Dannazione Jim!' davanti a Kirk in maglia gialla. Carte comuni e rare già curatissime nelle illustrazioni, con nomi di artisti nuovi per Magic, e terre base come la Montagna rivisitata in chiave federale. Il messaggio finale: le storie ben scritte contano più degli effetti.

Star Trek compie 60 anni e non invecchia: a Lucca la lezione di un'utopia che sa reinventarsi

Dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca, l'incontro tra Mirage, Star Trek Italian Club e gli artisti internazionali Brian Michael Bendis e Ángel Unzueta  moderati da Marcello Rossi (STIC):  dai primissimi fumetti disegnati senza aver mai visto la serie dei primi autori sino all'attualità, lettere dei fan che salvano una stagione e il sogno di vivere come a bordo dell'Enterprise.

Un'apertura con commozione

La conferenza si è aperta con un momento di raccoglimento. È stata definita una 'settimana nera' per il fandom: a pochi giorni di distanza il ricordo è andato a due volti che hanno incarnato l'immaginario di Star Trek per generazioni, Walter Koenig, il Chekov della serie classica, e Patrick Stewart, l'indimenticabile Picard, citati come simboli di un'eredità che ha ormai 60 anni. Il moderatore ha ricordato come, con una saga che ha raggiunto i 90 anni di alcuni dei suoi interpreti, il legame affettivo resti fortissimo e il desiderio collettivo sia che l'equipaggio rimanga con noi il più a lungo possibile.

8 settembre 1966: non conquistare, esplorare

La data spartiacque è l'8 settembre 1966, debutto americano di quello che oggi chiamiamo Serie Classica. Non era il pilot travagliato, ma il primo episodio regolare. Per tre stagioni – la terza salvata in extremis da una campagna di lettere dei fan, una sorta di mail-bombing ante litteram – una nave di esploratori con i gradi della Marina americana fece qualcosa di rivoluzionario per gli anni '60: non andava a conquistare, andava a esplorare. 'Strani, nuovi mondi, nuove forme di vita e di civiltà'. Quell'afflato positivo, in un'epoca oggi abituata alle distopie, colpì proprio perché proponeva storie intelligenti su temi importanti. Una cifra che è rimasta in tutte le serie successive.

Syndication, le prime convention e il fandom moderno

Finita nel 1969, la serie non morì. Grazie alla syndication sulle tv locali americane trovò nuovo pubblico e nacquero le prime convention monotematiche: nel 1972 la prima dedicata solo a Star Trek si aspettava 300 persone e ne arrivarono molte di più, ben 3.000. Una coda animata di due stagioni, con gli stessi sceneggiatori e gli stessi doppiatori della classica, permise di osare dove gli effetti speciali non arrivavano – un alieno a tre braccia, per esempio – e vinse anche dei premi. È lì, di fatto, che nasce il fandom moderno per come lo conosciamo.

Il legame incredibile con l'Italia: Giolitti e i fumetti Gold Key

In Italia la serie arrivò solo nel 1979, dieci anni dopo, quasi in contemporanea con Star Trek: The Motion Picture. Eppure i fumetti erano già arrivati nove anni prima. Nel 1967-72 la Gold Key pubblicava storie disegnate in Italia. L'autore era Alberto Giolitti, romano, cugino dei famosi gelatieri. Lui e il suo studio non avevano mai visto la serie: lavoravano su foto e su un modellino dell'Enterprise. Il risultato è oggi leggendario tra i collezionisti: Uhura con i capelli trasformati in una sorta di caschetto biondo-parrucca perché Giolitti pensò che quel volume sulla testa fosse un copricapo, motori a razzo con fiammate impossibili, e in una sceneggiatura addirittura la distruzione di un intero pianeta per risolvere la trama, cosa impensabile nel canone. Erano altri tempi, come ha ricordato il panel, mostrando le slide con sorrisi divertiti.

Oggi il controllo è totale: la testimonianza degli artisti internazionali

Oggi è l'opposto. L'artista americano ospite – cresciuto con i dischi in vinile che accompagnavano i fumetti, con le voci di Shatner incise come episodi bonus – ha raccontato di lavorare a stretto contatto quotidiano con Paramount: 'Ci controllano ogni pagina, ogni riferimento, e questo ci aiuta a non fare errori'. In passato, ha aggiunto l'artista spagnolo Ángel – al lavoro su Star Trek dopo quattro anni su Star Wars – nessuno immaginava che dopo 50 anni avremmo ancora analizzato ogni vignetta. Allora si faceva in fretta per vendere quella settimana. Oggi si sa che quel lavoro può durare per sempre, quindi la cura è maniacale.

God Shock, Defiant e le 400 storie americane: il piano di Mirage

Roberto di Mirage ha presentato lo speciale per i 60 anni, una raccolta di storie che include anche il primo volume con i disegni di Ángel. Mirage ha scelto di non ripartire dall'inizio, impresa quasi impossibile dopo oltre 400 albi pubblicati da IDW negli USA, attuali detentori dei diritti. Ha invece adottato una divisione a stagioni: God Shock è già uscito, poi Defiant e a seguire tutti i nuovi cicli, tradotti in volumi brossurati invece che spillati. Politica sulle variant chiara e incontro al lettore: massimo due variant per volume, una limitata a 400 copie e una ultra-limitata a 200, mai ristampate, contro le 17 variant americane.

Il pitch alla John Wick per Sulu e la notte con George Takei

L'ospite americano ha raccontato come è arrivato a Star Trek: l'editor di Star Trek, conosciuta ai tempi Marvel, gli disse 'Tu parli sempre di Star Trek, vuoi farlo?'. Sua moglie, trekkie sfegatata grazie al padre con cui guardava la serie, gli raccomandò solo: 'Non fare pasticci'. Il suo pitch? 'John Wick nello spazio', pensato come omaggio a George Takei. Takei lo aveva colpito anni prima in Australia, a una convention simile a Lucca: sua figlia neonata aveva il raffreddore, qualcuno bussò alla porta dell'hotel ed era George venuto a sincerarsi di come stesse la bambina. Un gesto che non ha mai dimenticato, così come le lunghe chiacchierate in aeroporto con Walter Koenig. Takei, che per anni ha partecipato all'Howard Stern Show parlando del rapporto conflittuale con Shatner e del desiderio di una nave tutta sua, meritava secondo lui una storia tutta sua.

Dalla distopia all'utopia: perché Star Trek non invecchia

Ángel, nato nel 1969, quindi coetaneo della saga, ha spiegato la differenza cruciale tra i due universi che ha disegnato: Star Wars è una distopia, Star Trek è un'utopia. È questo il cuore: un gruppo di personaggi che riunisce tutte le caratteristiche che potrebbero rendere l'universo un posto migliore. Ha avuto anche la fortuna di disegnare i cattivi, 'sempre i più divertenti'. Il suo processo creativo è metodico: la mattina legge il copione, fa una ricerca di tutte le reference fotografiche e filmiche, disegna e poi enfatizza le somiglianze fisiche con gli attori perché il lettore si senta davvero dentro l'episodio TV.

La domanda al contrario di Linda Lercari

Dal pubblico, Linda Lercari di Fantascienza.com ha ribaltato la domanda classica: non a cosa si ispirano i disegnatori, ma cosa ispirano loro questi personaggi già consolidati, quali grandi classici ricordano. La risposta americana è stata emotiva, nel solco del ricordo di Koenig: Jonathan Frakes diceva che Gene Roddenberry voleva un mondo senza sessismo e senza razzismo – 'questo è il mondo in cui voglio vivere'. Quel flusso di energia positiva, ha detto, influenza tutto il suo lavoro: scrive non solo quello che vede, ma quello che vorrebbe vedere nel mondo.

Professionisti e l'idea di purezza

Alla domanda se sia più facile disegnare qualcosa di proprio o qualcosa di già esistente, Ángel ha risposto da professionista: 'Faccio con la stessa cura ciò che creo io e ciò che mi viene commissionato. Mi è più facile disegnare i personaggi che amo, e so che quelli che Brian immagina avranno spessore'. Star Trek li ha accompagnati per tutta la vita, è un onore disegnarli. L'ospite americano, che sognava solo di fare fumetti e si è ritrovato a partecipare alle prime tre fasi del MCU, ai videogiochi di Spider-Man e a vedere Miles Morales vincere l'Oscar, ha ricordato Lucca stessa: gente diversa che cammina per le strade essendo se stessa, portando la propria energia unica. 'È come vivere l'idea di Roddenberry'. Il suo consiglio ai creatori di franchise, che sia Marvel con 40 film o Star Trek con 60 anni: 'Non inseguite il cameo, non inseguite l'idea che diventi film tra 10 anni. Fate la storia migliore possibile in questo momento. Se è pura e ben fatta, vivrà oltre il momento e tornerà, magari in un videogioco o in un film. È già successo'.

Il momento indimenticabile: Khan, Primo Contatto e JJ Abrams

Alla richiesta di un episodio simbolo, la risposta è stata una carrellata di esperienze collettive: l'emozione di vedere Star Trek II: L'Ira di Khan al cinema negli anni '80, con la sala che vibrava, la gente in costume che correva tra le file perché il film era più bello del previsto; Primo Contatto, 'non solo un grande film di Star Trek, ma un grande film di fantascienza'; e il primo film di J.J. Abrams, che pur con le polemiche sul viaggio nel tempo, ha ricreato quella stessa vibrazione comunitaria, guardato con i figli, in costume, tutti insieme. Per Ángel, invece, non c'è un singolo momento: c'è la capacità unica del franchise di aggiornarsi senza invecchiare, permettendo alle nuove generazioni di provare quasi la stessa emozione dei primi spettatori. Pochi franchise ci riescono.

Il canone e la responsabilità

Ultimo tema: quanto il lavoro a fumetti modifica il canone? Ángel ha spiegato che lavorare dentro il canone, sia su Star Wars con Lucasfilm sia su Star Trek, è una grande responsabilità: ogni design, ogni proposta deve poter finire al cinema o in TV, deve incastrarsi perfettamente. 'La parola chiave è canone'. L'americano ha aggiunto che la validazione più bella è vedere, dieci anni dopo, una tua idea finire sullo schermo perché un altro storyteller ha detto 'bella idea, facciamola'. Ma guai a inseguirlo di proposito: si smette di raccontare una buona storia.

Info di servizio

La conferenza ha chiuso dopo 60 minuti con le informazioni utili: lo speciale 60 anni di Star Trek di Mirage è disponibile allo stand Mirage e sul sito dell'editore. Per chi vuole approfondire la storia del fandom italiano, lo Star Trek Italian Club, STIC, festeggia quest'anno i 40 anni: tutte le info su stic.it – stickstick.it come citato in sala. Un doppio anniversario, 60 anni di Star Trek e 60 anni di Lucca Comics & Games, celebrato dove tutto si incontra: tra carta, schermo e persone che, per un giorno, vivono davvero come sull'Enterprise.  

Foto di Tino Barletta e Linda Lercari.