È un horror gotico ambientato nelle Isole Faroe il vincitore della nona edizione del Monsters – Fantastic Film Festival, che si è svolta a Taranto dal 22 al 31 ottobre 2026. Il premio per il miglior lungometraggio del concorso internazionale è andato a No Rest for the Wicked, coproduzione tra Danimarca, Islanda e Isole Faroe diretta da Kasper Kalle.

Ambientato nel 1862, il film racconta una storia d’amore proibita tra un pescatore e un baleniere, un sentimento capace di sopravvivere alla tragedia e alla morte, risvegliando forze soprannaturali che finiscono per sconvolgere la vita di un intero villaggio. Una vicenda che mescola dramma storico, romanticismo e suggestioni horror, nella quale il soprannaturale diventa anche uno strumento per esplorare l’intolleranza e l’oscurantismo di una comunità isolata.

La giuria, composta da Eugenio Ercolani, Catriona MacColl e Juan Sebastian Torales, ha particolarmente apprezzato la capacità del regista di muoversi all’interno della tradizione delle storie spettrali nordiche senza cadere negli stereotipi. Secondo i giurati, il vero orrore del film non risiede tanto nelle manifestazioni soprannaturali quanto nel microcosmo del villaggio, dove ignoranza e religione alimentano la paura e la repressione.

Il premio per la miglior regia è stato invece assegnato allo statunitense Harrison Atkins per Sour Minnows, la sua seconda opera, descritta come una storia visionaria e inquietante che deforma la quotidianità di un ragazzo della provincia americana.

Everblind, la fantascienza italiana conquista due premi

Particolarmente significativo il risultato ottenuto da Everblind, cortometraggio italiano diretto da Camillo Sancisi, che si è aggiudicato ben due riconoscimenti: il premio per il miglior cortometraggio del concorso internazionale e quello per il miglior corto italiano.

Everblind
Everblind

Realizzato con la tecnica della stop motion, Everblind è ambientato in un futuro distopico nel quale la giovane Altea vive confinata in una radura, sottoposta a rigidi rituali di purificazione imposti da una figura chiamata il «creatore». Il rito conclusivo prevede il sacrificio della vista, paradossalmente necessario per poter vedere il mondo nella sua autentica natura. Prima di affrontarlo, però, Altea decide di scoprire cosa si nasconda oltre i confini del luogo in cui è cresciuta.

Una premessa che richiama alcuni temi classici della fantascienza distopica: il controllo della conoscenza, la manipolazione della realtà, il rapporto tra autorità e libertà individuale. La giuria, composta da Giusy De Nicolo, Giulia Galli e Federico Zecca, ha sottolineato l’originalità visiva dell’opera e la sua capacità di costruire, in appena quindici minuti, un’allegoria ecologica nella quale la protagonista sceglie la conoscenza anziché la sicurezza.

Il premio per il miglior corto italiano, istituito proprio quest’anno, è stato assegnato dal regista Paolo Strippoli, autore di A Classic Horror Story e Piove, che ha voluto attribuire anche una menzione speciale a Paleogene di Lorenzo Rizza. Strippoli ha evidenziato la vitalità della nuova generazione di autori italiani impegnati nel cinema di genere.

Gli altri premi

Per quanto riguarda il concorso internazionale dei cortometraggi, il premio per la miglior regia è andato a The 57th Murder di Jud Willmont (Cina, 2025), mentre una menzione speciale è stata attribuita a The Black Cat di Amir Souri (Iran, 2025).

La giuria degli studenti del progetto Pricò – Il Cinema è Giovane ha premiato The Last Cheap House di Meg Favreau (Stati Uniti, 2025), assegnando inoltre una menzione speciale a Paleogene di Lorenzo Rizza.

Il concorso dedicato ai più piccoli, Monsters Kids, ha visto invece trionfare Wolfie di Philippe Kastner, produzione della Repubblica Ceca del 2025.

Dieci giorni di cinema fantastico a Taranto

La nona edizione del Monsters ha proposto 75 film in dieci giorni, di cui 15 in prima nazionale, coinvolgendo otto diverse location della città di Taranto.

Tra gli appuntamenti più importanti, la consegna del premio Maestri del Fantastico a tre personalità del cinema di genere: il compositore Pino Donaggio, autore di numerose colonne sonore per il cinema horror e thriller, il regista Mariano Baino e l’attrice Catriona MacColl, volto indimenticabile del cinema horror italiano, in particolare per le sue collaborazioni con Lucio Fulci.

Non sono mancati film decisamente fuori dagli schemi. Tra questi Astrolatry dello statunitense David Gordon, presentato in prima nazionale, che affronta il tema della mascolinità tossica attraverso una grottesca storia fantascientifica, e Heat of Madness di Karim Ouelhaj, regista già premiato al festival nel 2022, che mescola noir e suggestioni oniriche.

Particolarmente curioso anche Privadas de suas vidas / Bowels of Hell, dei brasiliani Gustavo Vinagre e Gurcius Gewdner, una commedia horror splatter popolata da water assassini che, dietro l’apparente assurdità della premessa, nasconde una riflessione sull’identità personale, familiare e di genere.

Il programma ha riservato spazio anche alla storia del cinema fantastico, con retrospettive dedicate all’Uomo Invisibile e a James Whale, il regista di Frankenstein e La moglie di Frankenstein, e una proiezione con sonorizzazione dal vivo di La stregoneria attraverso i secoli (Häxan, 1922), il celebre film di Benjamin Christensen.

Accanto alle proiezioni cinematografiche, il festival ha ospitato anche incontri letterari, tra cui quello con Mauro Colarieti, autore del romanzo d’esordio Crunco.

Il direttore artistico Davide Di Giorgio ha espresso soddisfazione per il risultato della manifestazione, sottolineando l’entusiasmo del pubblico e la crescente dimensione internazionale del festival. Un segnale incoraggiante arriva anche dalla partecipazione dei giovani, sempre più presenti sia tra gli spettatori sia nell’organizzazione, attraverso il volontariato e i tirocini universitari.

Con questa nona edizione, il Monsters conferma il proprio ruolo nel panorama italiano dei festival dedicati al fantastico, proponendo un programma che affianca horror, fantascienza, cinema sperimentale e riscoperta dei classici, con particolare attenzione alle nuove voci del cinema di genere internazionale.