Libero dal pressante lavoro di showrunner di Doctor Who, Russell T Davies ha dato alle stampe il suo memoir, The Queerest of Folk: A Life in Television, in cui racconta anche il motivo per cui quest'anno non avremo uno special di natale della serie britannica, e cosa ha portato alla sorprendente rigenerazione dell'ultimo episodio. In un estratto del libro pubblicato da The Guardian, infatti, lo sceneggiatore e produttore rivive gli ultimi giorni sul set di Doctor Who, segnati dall'incertezza, dalla mancanza di informazioni da parte di BBC e Disney sulla solidità del loro accordo:

Mentre la terza stagione era ancora in fase di definizione, l'idea per il finale era quella di culminare con una rigenerazione dal finale aperto. Così abbiamo girato quella scena con Ncuti: lui sorrideva, pronunciava la sua ultima battuta e lo schermo si dissolveva in un bagliore dorato… Senonché, una volta montato il tutto, sembrava la fine della serie. Ci siamo detti: "Pensate ai bambini che la guardano. È come una morte. Non possiamo far loro una cosa del genere".

Nel momento in cui la seconda stagione era giunta alla post-produzione, il fatto che l'accordo con Disney non sarebbe stato rinnovato era una voce sempre più insistente ma non ancora confermata da BBC:

Eravamo in una sorta di limbo, bloccati da mesi di inattività, mentre io stavo lì a guardare un finale che sembrava fin troppo definitivo. Così ho convocato una riunione su Zoom con tutti i dirigenti e ho detto: "Non possiamo mandarlo in onda così". Ci serviva qualcuno che intervenisse. Qualcuno che fosse presente. Qualcuno in cui lui potesse rigenerarsi fisicamente, proprio sotto i nostri occhi. Abbiamo deciso che il Dottore si sarebbe rigenerato in… Billie Piper!

L'attrice, che nel 2005 era stata la companion del nono dottore, interpretato da Christopher Ecclestone, ha accettato con entusiasmo, comparendo come nuovo volto del Dottore negli ultimi secondi dell'ultimo episodio dell'ultima stagione, tuttavia, le cattive notizie erano ormai definitive:

Come ho già detto, a nessuno piace dare brutte notizie. Così, quando si è trattato di annunciare la fine dell'accordo con Disney, BBC ci ha tenuto molto a comunicare contestualmente l'esistenza di uno speciale natalizio per il 2026, per confermare il proprio impegno verso lo show. Ora, io avevo dei dubbi fin dall'inizio – uno speciale di Natale su cosa? Per chi? Da dove sarebbero arrivati ​​i fondi? – ma, per la prima volta in vita mia, ho acconsentito a far comparire il mio nome su un comunicato stampa che, in tutta onestà, mi lasciava una certa inquietudine. Mi servirà da lezione!

Nonostante le remore, Davies aveva presentato la sinossi di un episodio ambientato nell'Inghilterra medievale, con una misteriosa nave spaziale, una festa chiamata Winternox e molti, moltissimi Dalek, la cui produzione si è però arenata:

Non ho nemmeno ricevuto un contratto per scrivere lo speciale di Natale prima della fine di marzo 2026, dopo che era stato annunciato nell'ottobre 2025. […] Ci siamo persino chiesti se non potesse diventare uno speciale di Pasqua per il 2027. Per un po' sono rimasto affascinato dall'idea di trasmettere una storia natalizia a Pasqua, dato che, nella trama, il tempo era andato fuori asse. Il Dottore che correva in giro gridando: "Non è davvero Natale!". Un po' meta-narrativo, ma divertente. Poi però ho pensato: ma ti senti? Cosa stai dicendo? Uno speciale di Natale a Pasqua che poi porta a… cosa? […] Cos'è questo speciale natalizio? Ci lasciamo alle spalle un'epoca importante e ne abbiamo davanti un'altra altrettanto significativa: ma cos'è, esattamente, questo elemento di transizione? Un singolo episodio che non sta né in cielo né in terra, una via di mezzo indefinibile. È stato realizzato proprio per soddisfare i fan, ma l'ironia sta nel fatto che si trattava esattamente del tipo di episodio che i fan non avrebbero apprezzato.

E alla fine, un po' come è successo a vari personaggi della serie, anche questo episodio speciale è rimasto bloccato nel tempo dopo la decisione di BBC di dare in appalto la produzione delle prossime stagioni di Doctor Who e la conseguente scelta di Davies e della sua Bad Robots Production di ritirarsi dalla gara. E se il Dottore tornerà sugli schermi, conclude Davies, il "problema Billie" troverà la sua soluzione:

I problemi legati a Doctor Who sono facili da risolvere (ricordate quando, nel 1996, fu dichiarato che il Dottore era per metà umano? La cosa fu sistemata semplicemente decidendo, con discrezione, di non parlarne mai più). Un nuovo team di produzione può accogliere con entusiasmo quell'opportunità di agganciarsi alle vecchie serie oppure – ed è l'ipotesi più probabile – può liquidare l'accaduto con esattamente sette parole. Senza traumi. Non è un problema, è una sciocchezza.