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Una sbirciatina ai nuovi set
Da anni uno dei fan più attivi e simpatici nel mondo trek italiano, e autore e curatore della famosa guida onnicomprensiva Hypertrek, Luigi Rosa è la persona ideale per informati sul mondo della serie televisiva più famosa di tutti i tempi.
Qualche giorno fa Mediatrek (www.mediatrek.com), ha pubblicato un filmato pubblicitario di UPN di quasi tre minuti con un montaggio di scene delle varie produzioni, due succinte interviste a Marvin Rush (direttore della fotografia) e Herman Zimmerman (Production Designer) introdotte da un breve discorso di Rick Berman. Il filmato in sé non è nulla di particolare, tranne che sullo sfondo delle interviste a Rush e Zimmerman si intravedono quelli che potrebbero essere i set della nuova serie. Da quello che si è appreso da queste interviste e da altre fonti attendibili, l'Enterprise della nuova serie sarà molto meno tecnologica di quelle delle serie precedenti: ci saranno bottoni e comandi che dovranno essere fisicamente mossi o schiacciati (nessun pannello touch screen) e la tecnologia che è data per scontata in altre serie qui è giovane e poco collaudata, a iniziare dal teletrasporto. Da un lato questo è un evidente passo indietro: Star Trek ha sempre avuto molto seguito tra le persone amanti della tecnologia che vedevano nello show la realizzazione dei loro desideri di un mondo futuro in cui una tecnologia notevolmente avanzata permette alle persone di faticare meno e divertirsi di più, pur non cadendo sotto il giogo schiavitù da parte delle macchine. Di contro, il contesto che ci è stato descritto fin'ora sembra dare molto spazio al famigerato sense of wonder, tipico della fantascienza classica e avventurosa, che negli ultimi anni sta, ahimè, mancando anche nei romanzi. Questo contesto di incertezza lascia molto spazio di sviluppo alle figure dei personaggi e, soprattutto, alle storie, vera struttura portante di ogni show, sia esso televisivo o cinematografico; troppo spesso, infatti, negli ultimi 15 minuti di un episodio vengono compiuti notevoli e improbabili passi avanti nel campo della scienza solo per riuscire a chiudere coerentemente (e velocemente) una storia che altrimenti non può essere sviluppata nell'angusto spazio di tre quarti d'ora di episodio. In sostanza, credo che si debba quantomeno offrire una linea di credito a chi ci sta facendo divertire (e sognare!) da trentacinque anni, sperando che questa nuova serie sia un ritorno al meglio di quelle che sono le origini della fantascienza avventurosa, ma senza supereroi troppo simili a quelli dei fumetti della Marvel accompagnati da improbabili biondone procaci che salvano la giornata con diavolerie pseudo-tecnologiche improbabili come le succitate biondone.
La nuova entità nata dall'accordo tra Ultimo Avamposto e lo STIC è ancora giovane ed ha bisogno di tempo per arrivare a regime operativo, vedremo, quindi, con il tempo quali saranno le conseguenze concrete di questo avvenimento.
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