RFID nelle pillole

Dalla Kodak un rivoluzionario metodo di tracciamento dei medicinali assunti

Pillole. Pillole. Pillole...

Non stiamo parlando di nanotecnologia, ma poco ci manca.

La Kodak ha messo a punto un sistema, basato sui famigerati RFID (identificazione a radio frequenza tramite un microchip e un’antenna in grado di segnalare dati a distanza, tecnica ormai usata in vari modi, tipo applicazione sui passaporti per tracciare e sapere subito con chi si ha a che fare) che va inserito nelle capsule medicinali, così da monitorare l'effettiva assunzione, da parte del paziente, del farmaco.

Gli elementi RFID, una volta ingeriti, sono dissolti dagli acidi presenti nello stomaco e a quel punto cessano di trasmettere; nel caso in cui le pillole non siano state prese nell'orario giusto un allarme segnalerà, a chi di dovere, l'omessa assunzione. Oppure segnaleranno l'errore d’ingestione — del tipo “hai preso la pillola sbagliata” — permettendo la presa di contromisure mediche nei casi più gravi d’intossicazione.

Estendendo il concetto, Kodak fa notare che tali elementi RFID hanno un range vitale ben definito — sia chimico ma anche meccanico — oltre il quale si distruggono; ciò significa che si possono ricevere informazioni preziose anche dalla durata del loro tempo di vita, applicandole — per esempio — a protesi meccaniche indicando così, nel momento in cui ammutoliscono, il momento di stress irreversibile della protesi stessa.

Autore: Sandro Battisti - Data: 23 febbraio 2007 - Fonte: Corriere.it

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Commenti

1 Bè, non posso condividere l' "attacco" del pezzo. Nanotecnologia non è da intendersi come tecnologia di "piccola scala" (di scala atomica/molecolare, più precisamente) ma come tecnologia di manipolazione (assemblaggio/disassemblaggio o modifica/verifica della configurazione spaziale) di cose di piccola scala. Una radioantenna, microscopica o nanoscopica che sia, non è nanotech... così come correttamente dice l'articolo. Ma a differenza di quel che dice la prima frase del pezzo, sul piano concettuale non si avvicina neanche lontanamente alla nanotecnologia... non importa quanto piccola possa essere l'antenna. La molecola antibiotica di base contenuta da una eventuale pilloletta d'antibiotico è molto più "nanotech" di quanto non sia l'antenna RFID eventualmente contenuta dalla stessa pillola. Quello che il RFID fa in questo caso, al massimo, è segnalare la presenza nell'organismo di un oggetto macroscopico (la pillola). Non è esattamente la rivoluzione nanotecnologica. :wink:

» postato da metalupo alle 13:11 del 23-02-2007

2 infatti è una notizia_ibrido: non è si parla di nanotech ma, come dico nel pezzo, poco ci manca :) nel senso che concettualmente così, il farmaco, potrebbe essere quasi assimilato a nanotecnologia. quasi...

» postato da zoon alle 14:08 del 23-02-2007

3 « nel senso che concettualmente così, il farmaco, potrebbe essere quasi assimilato a nanotecnologia. quasi...» E no, credo di no! Per carità... va comunque benissimo come attacco giornalistico. Sbrodolavo solo delle mie riflessioni. :wink: Il resto è comunque un ottimo (e chiaro) articolo :wink:

» postato da metalupo alle 14:15 del 23-02-2007

4 be', è comunque un qualcosa di artificiale, tecnologico, assai piccolo che segnala qualcosa. certo, ripeto, non è nanotecnologia, ma estendendo un po' il concetto potrebbe quasi passare :) questo, ovviamente, a mio modesto e personalissimo avviso. grazie per gli apprezzamenti :)

» postato da zoon alle 14:53 del 23-02-2007

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