La guerra religiosa di Frederik Pohl

Esce in Odissea L'insidia del Glotch, un classico del migliore Frederik Pohl. Una guerra non dichiarata tra potere politico e religione: temi di stretta attualità

E' in uscita il numero 14 di Odissea Fantascienza, la collana di Delos Books diretta da Gianfranco Viviani. Il volume, che sarà nelle librerie verso metà febbraio e che è già preacquistabile sul Delos Store (www.delosstore.it/delosbooks/scheda.php?id=23956) è uno dei grandi classici di uno degli autori cardine della fantascienza sociologica, e questo romanzo affronta proprio tematiche sociali complesse, che tra l'altro proprio in questo inizio di ventunesimo secolo sono d'attualità: il conflitto tra potere politico ed economico e il potere religioso. Il libro era già uscito in Italia anni fa col titolo Le navi di Pavlov, e ora viene ripresentato da Delos Books in questa nuova edizione corredata anche da un'introduzione di Salvatore Proietti e da una postfazione dell'autore.

 

Dalla quarta di copertina: La chiamavano Guerra Fredda, ma quattordici milioni di uomini la stavano scaldando in Europa, anche se le perdite di vite umane erano relativamente basse: solo pochi milioni. E non c’era Stato di Guerra. Dai Pirenei al Mar Bianco gli scontri continuavano a essere definiti dalle parti come semplici “azioni di polizia”.

Comunque non si trattava di una guerra, non nel vecchio senso della parola, almeno. Per prima cosa, non c’era una nazione contro un’altra nazione come si usava quando tutto era più semplice.

C’era una confederazione, le Nazioni Unite, contro una Chiesa Militante: i Caodai.

Questa era una religione, non uno Stato. Si dava il caso che fosse una religione con esercito, marina e bombe nucleari. Ma nello stesso tempo una religione.

Come si può dichiarare guerra a una religione?

 

Frederik Pohl è un autore che ha avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione del genere fantascientifico. Presente sulla scena editoriale fin dagli anni ‘40, scrittore, agente letterario, e vincitore di numerosi premi Hugo per la sua direzione di famose riviste come Galaxy e If, Pohl ha rappresentato un punto focale nella cosiddetta fantascienza sociologica durante gli anni cinquanta e sessanta, quando scrisse opere ormai diventate classiche come Il morbo di Mida e Il tunnel sotto il mondo: satire pungenti dell’american way of life che estrapolavano elementi sociali e politici con un pungente senso dell’humor. Dopo aver abbandonato per parecchi anni l’attività letteraria, Pohl riprese a scrivere, modificando completamente il suo stile e la sua tecnica narrativa, dimostrando con eccellenti romanzi come Uomo più (Premio Nebula), La porta dell’infinito (Premio Hugo), Guerra fredda, Jem, e altri, una capacità di rinnovamento davvero unica e soprattutto una freschezza inventiva incredibile in un autore con alle spalle una carriera tanto lunga.

 

Frederik Pohl, L'insidia del Glotch (Slave Ships, 1956) Odissea Fantascienza 14, Delos Books pag. 160, euro 10.

Autore: S* - Data: 8 febbraio 2007

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Commenti

1 Mi fa molto piacere il recupero storico di piccole grandi chicche di giganti come Pohl, recupero già iniziato col n. 11 di Odissea e che spero avrà seguito. Come spero che, nei limiti del possibile, venga fatto anche per altri autori. C'è qualcosina-ina-ina di John Varley che potrebbe avere speranze di apparire in Odissea?

» postato da metalupo alle 10:27 del 08-02-2007

2 In previsione no, però è una buona idea. S*

» postato da S* alle 11:04 del 08-02-2007

3 « C'è qualcosina-ina-ina di John Varley che potrebbe avere speranze di apparire in Odissea? » Di John Varley ho letto solo Millennium. Veramente un gran bel romanzo, uno dei più belli in assoluto (fra quelli che ho letto) sui viaggi nel tempo... Mi capitò di leggerlo il giorno prima di prendere per la prima volta in vita mia l'aereo... Un po' come guardare Il maratoneta prima di andare dal dentista...

» postato da Gianlu alle 12:02 del 08-02-2007

4 « Di John Varley ho letto solo Millennium. Veramente un gran bel romanzo» Ed è pure il suo romanzo più scarso. Ti lascio immaginare :wink: « Un po' come guardare Il maratoneta prima di andare dal dentista...» :lol: :lol: :lol:

» postato da metalupo alle 12:25 del 08-02-2007

5 Ma allora è davvero Le navi di Pavlov! Il titolo originale mi suggeriva qualcosa, ma il mio neurone è un po' tardo, specie in queste giornate uggiose. Splendida proposta da parte della Delos! Mi chiedo solo, al limite, perché non tenere il vecchio titolo, che mi suonava decisamente meglio. E per il futuro? Oltre a John Varley, intendo... Non è che si potrebbe fare un pensierino su quei libri che in Italia non sono mai arrivati? Tipo Superluminal della McIntyre, o qualcosa di Delany (Stars in My Pocket Like Grains of Sand, They Fly at Cyron). Magari anche qualcosa di ormai introvabile, come questa. :wink: Grazie, X

» postato da X alle 09:40 del 09-02-2007

6 Ops, invio doppio, scusate... :roll: X

» postato da X alle 09:43 del 09-02-2007

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