Jonathan Nolan racconta il suo Cavaliere Oscuro

Il fratello e co-sceneggiatore di Christopher Nolan, racconta il suo punto di vista sull'atto finale del Cavaliere Oscuro e di cosa si aspetta dalla Justice League.

Scusami Bruce, John Reese mi aspetta... ingrandisci

Jonathan Nolan è da sempre il braccio destro del fratello Christopher, ma in tempi recenti ha dimostrato il suo valore anche da solista, creando la sofisticata serie Person of Interest, che per molti altro non è che una versione ancora più realistica del mito di Batman, anche se il suo John Reese/Jim Caviezel non ha le remore di Bruce Wayne quando si tratta di usare armi da fuoco.

 

Il sito Empire ha così realizzato un'intervista con lo sceneggiatore, sui suoi progetti e su come ha vissuto l'ultimo capitolo della loro versione del Cavaliere Oscuro. "Sto ovviamente lavorando a Person of Interest, ma stiamo anche cercando di capire quale sarà il nostro prossimo film. Ho un paio di idee che vorrei realizzare con Christopher."

 

Riguardo a Dark Knight Rises, racconta di come avessero avuto la più ampia libertà d'azione: "La cosa fantastica di lavorare nel nostro team, con Emma Thomas (produttrice e moglie di Christopher Nolan), Chris e Wally Pfister (il direttore della fotografia con cui collaborano da sempre, NdR) è che qualsiasi cosa tu voglia ottenere in una scena, sai di poterlo fare. Dopo Inception non abbiamo mai più pensato cose come aspetta, questo non si può fare".

 

In particolare la scena della trasfusione di sangue a bordo dell'aereo: "Sì, mi ha sorpreso che siamo riusciti a realizzarla. Era paragonabile al momento in cui il Joker nasconde il cellulare nello stomaco del suo uomo. Ma era importante ai fini della storia. Bane prende la forza dei suoi avversari e la ritorce contro di loro, come le conoscenze della scientifica. sapeva che la CIA avrebbe verificato i corpi nei rottami e voleva che pensassero si trattasse del dottor Pavel. Quello che penso sempre è, se hai una buona idea, usala!".

 

Parla poi del parallelo tra il Bane di Tom Hardy e il Joker del compianto Heath Ledger: "Ci sono delle similitudini tra i due personaggi. Con entrambi credi che la situazione sia sotto controllo, per poi scoprire che hanno orchestrato tutto abilmente per ottenere quello che vogliono. Solo che, mentre l'interesse del Joker era di creare il caos, Bane ha piani molto più grandi. Ed entrambi hanno il completo controllo della situazione, entrambi sono assurdamente senza paura. La differenza è che con Bane sai esattamente chi è. Lui pensa fuori dagli schemi e non sa cosa sia la paura".

 

E riguardo alla comparsa in scena di Robin, ritiene che fosse l'unico modo in cui poteva avere senso nella loro versione del mondo di Batman: "Era difficile immaginare Robin all'interno del nostro mondo, per cui quello era l'unico modo possibile. Ma il personaggio di Joseph Gordon Levitt è importante ai fini della storia. In ogni film hai bisogno di un personaggio che si comporta esattamente per quello che è davvero. Una delle mie scene preferite è quando John dice a Bruce come fa a sapere che lui è Batman. Mi ricorda la scena in The Prestige dove il ragazzino riesce a vedere il trucco di Christian Bale. I bambini vedono le cose per quelle che sono, e per me questa è una connessione spirituale tra i due film".

 

Per lo sceneggiatore c'erano altri possibili cattivi che non potevano entrare nella loro versione della storia: "Sì, ad esempio Clayface o il pinguino. Penso che ciò che funziona nella visione di Chris è il suo naturalismo, un po' come apprezzavo il tono duro e sporco della storie di Frank Miller, dove Batman è prima di tutto un vigilante".

 

In questo modo, le regole cambiano: "In questa versione è difficile vedere dei personaggi dotati di poter sovrannaturali o legati alla fantascienza. Ma è anche uno degli aspetti più riusciti di Batman: in settant'anni di storyline hai visto avvicendarsi tutti i generi: elementi di fantasy, fantascienza, horror, persino commedia. Ci sono molti modi diversi di vedere Batman".

 

E cosa si aspetta dal film della Justice League? "Sono entusiasta all'idea, in quanto fan di Batman di lunga data, mi è sempre piaciuta l'idea che lui fosse un po' la pecora nera all'interno del gruppo".

 

Voi come vi immaginate la Justice League cinematografica, più improntata a un realismo alla Nolan o più dichiaratamente fantascientifica come gli Avengers?

 

Autore: Leo Lorusso - Data: 19 dicembre 2012 - Fonte: www.empireonline.com/interviews/interview.asp?IID=1609

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Commenti

1 Realistica alla Nolan è un po' difficile, anche solo per Superman...

» postato da (DarkKnight ) alle 09:59 del 19-12-2012

2 So che non la voglio come Dark Knight Rises.

» postato da Sergio Donato alle 11:26 del 19-12-2012

3 Per me va bene tutto, purché sia distante dall'inconsistenza di una pellicola vuota come Avengers. Basta poco, ce lo possono fare.

» postato da Robin3000 alle 20:43 del 19-12-2012

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