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E che nemico sia

Appena uscito negli USA il seguito di Planesrunner, fortunato romanzo di Ian McDonald.

Da parecchi anni Ian McDonald non sbaglia un romanzo. Classe 1960, scozzese ma di madre irlandese (quindi un mix caratteriale decisamente tosto), McDonald ha debuttato nel 1988 e da allora ha accumulato romanzi e riconoscimenti un po' dovunque nel mondo, scrivendo fantascienza sui temi a lui più cari: nanotecnologie, mondi alternativi, postcyberpunk, con predilezione per ambientazioni esotiche. Dopo il pluripremiato The Dervish House, lo scorso anno si è lanciato in una nuova saga da lui chiamata Everness con il romanzo young adult Planesrunner, giunto tra i finalisti del Locus Award e del Sidewise Award. E proprio in questi giorni è uscito negli USA il seguito, dal titolo che è tutto un programma: Be My Enemy.

 

La premessa della serie è che non siamo soli al mondo. Nel senso che esistono miliardi di mondi paralleli in cui le altre versioni di noi stessi vivono le nostre stesse vite, più o meno. Il padre del giovane Everett Singh è un famoso scienziato e come spesso succede la fama porta dei guai, tanto che Singh padre viene rapito in pieno giorno a Londra. Alla ricerca di indizi sui rapitori, Everett scopre sul computer del padre un software denominato Infundibolo. Di che si tratta? Semplicemente di una mappa che permette di arrivare alle terre parallele attraverso la Porta di Heisenberg, un gate costruito in laboratori ultrasegreti dal team di cui il padre faceva parte. L'Infundibolo scatena le mire degli emissari dell'Ordine dei Dieci Mondi Conosciuti, un'organizzazione potente che si estende nel multiverso guidata dalla temibile Charlotte Villiers. Everett userà a sua volta la Porta per spostarsi tra i mondi, proteggere l'Infundibolo e rintracciare il padre, con l'aiuto dell'equipaggio del dirigibile Everness, al comando della capitana Anastasia Sixsmyth e della figlia Sen.

 

Tutto ciò accadeva in Planesrunner. In Be my enemy ritroviamo Everett e l'equipaggio dell'Everness costretti a rifugiarsi su una Terra completamente congelata, raggiunta con un salto Heisenberg casuale, mentre suo padre è stato esiliato su uno dei miliardi di mondi della Panoplia. Ma lo scontro con l'organizzazione di Charlotte Villiers continua e si espande su tre Terre: oltre alla Terra congelata, una Terra simile alla nostra in cui la razza aliena dei Thryn Senzienti si è installata sulla Luna prima dell'inizio dei voli spaziali, condividendo con l'umanità la sua tecnologia; e una Terra sconvolta in cui i superstiti dell'umanità si sono rifugiati a Londra per combattere l'ultima battaglia contro macchine nanotecnologiche Nanh ribelli. Everett dovrà usare tutta la sua intelligenza e le sue risorse per fronteggiare la duplice minaccia costituita dall'Ordine e dai Nanh, dovendo anche vedersela con un sé stesso alternativo che l'Ordine ha reclutato e mandato contro di lui.

 

I lettori italiani che hanno conosciuto McDonald tramite i suoi racconti come La moglie del djinn, apparso su Robot 53, o i romanzi come Il circo dei gatti di Vishnu, uscito sempre per Delos Books, troveranno che la serie Everness ha un'ambientazione decisamente meno esotica, e un'impostazione da fantascienza avventurosa classica. Ma trattandosi di una serie destinata ai ragazzi, ci può stare. McDonald non rinuncia comunque a trattare alcuni temi da fantascienza importante, come i mondi paralleli e il rapporto con il doppio, rappresentato dall'Everett alternativo incaricato di uccidere l'Everett protagonista. Negli USA la serie ha avuto buona accoglienza e recensioni positive, il che lascia pensare che potrebbe continuare ancora a lungo.

Autore: Maurizio Del Santo - Data: 13 settembre 2012 - Fonte: tor.com

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Commenti

1 Autore luci e ombre. Il Circo dei gatti di Vishnu l'ho trovato pretenzioso, sconclusionato e, in definitiva, molto noioso. Avendo letto quasi tutto quello che è uscito in Italia lo ritengo un autore sopravvalutato, un po' come è accaduto per C. Stross. Il prossimo anno dovrebbe uscire per Mondadori Il fume degli dei. Speriamo bene ...

» postato da Giandomenico Clementi alle 09:12 del 13-09-2012

2 «Autore luci e ombre. Il Circo dei gatti di Vishnu l'ho trovato pretenzioso, sconclusionato e, in definitiva, molto noioso. Avendo letto quasi tutto quello che è uscito in Italia lo ritengo un autore sopravvalutato, un po' come è accaduto per C. Stross. Il prossimo anno dovrebbe uscire per Mondadori Il fume degli dei. Speriamo bene ...» Potrebbe dipendere dal fatto che essendo Il Circo uno "spin-off" del Fiume degli Dei (che ho letto in inglese anni fa e apprezzato molto) non era facile da inquadrare da chi non aveva letto il romanzo principale. Poi anche a me non è piaciuto il suo Brasyl. Piuttosto butto lì una polemica. Ce chi se la prende con i romanzi fantasy quando vincono l'Hugo, ma perché non prendersela col fatto che sempre più autori per ragioni monetarie (visto che si incassa di più) si "abbassano" a scrivere Young Adult col rischio di annacquare concetti e svolgimento?

» postato da Otrebla alle 10:55 del 13-09-2012

3 «Piuttosto butto lì una polemica. Ce chi se la prende con i romanzi fantasy quando vincono l'Hugo, ma perché non prendersela col fatto che sempre più autori per ragioni monetarie (visto che si incassa di più) si "abbassano" a scrivere Young Adult col rischio di annacquare concetti e svolgimento?» Avevo accennato a quest romanzo di Ian McDonald in una discussione su FM, relativa al fatto che un editore avesse chiesto alla LeGuin di scrivere dei romanzi più "simili" a Harry Potter. McDonald è uno dei miei scrittori SF preferiti, è un autore un po' complesso per le trame ma soprattutto per lo stile di scrittura (lo leggo solo in inglese). Questa decisione di scrivere un Y/A mi ha abbastanza stupita. La trama di Planesrunner mi sembra una sorta di quest, ci sono i buoni e i cattivi e qualcuno da salvare, temi piuttosto insoliti nei romanzi di McDonald. Non escludo che possa essere scritto bene ma preferisco il McDonald adulto e concordo con Otrebla sul fatto che questa deriva di insospettabili autori verso il Y/A possa annacquare temi, trame e stili. Benchè non ami la LeGuin (apprezzate il mio coraggio nel dirlo qui e non lapidatemi please) spero rimanga ferma nelle sue decisioni. In quanto a McDonald (e ci aggiungere anche Miéville) posso solo pensare che anche lui deve pagarsi le bollette…

» postato da Melian alle 12:31 del 14-09-2012

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