Quando uscirà il mio film, Brazil?

Torna alla luce uno speciale annuncio polemico firmato da Terry Gilliam e pubblicato su Variety nel 1985, all'epoca del lancio di uno dei suoi capolavori sul suolo USA.

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Brazil sotto il torchio della burocrazia Universal. Davvero ironico il destino di un film che altro non è se non una distopia ambientata in un soffocante futuro dove la burocrazia è eletta a sistema, per quanto senza senso. Eppure uno dei capolavori di Terry Gilliam ha dovuto subire proprio questo. Il sito Letters of Note ha riportato alla luce in questi giorni una pagina pubblicitaria pubblicata su Variety nel 1985. Poche parole, firmate proprio dal regista americano: “Caro Sid Sheinberg, quando farai uscire il mio film, Brazil?”. Chi è Sheinberg? E perché è stato bersaglio degli strali di Gilliam?

 

Molto semplice. Rilasciato senza alcun problema in tutto il mondo, Brazil ebbe qualche problema proprio negli USA. In seguito a una proiezione di prova, qualcuno alla Universal giudicò il film, così come costruito da Gilliam, non adatto al mercato statunitense, soprattutto per l’assenza di un happy ending e perché, visto il suo andamento spigoloso e visionario, non avrebbe avuto successo al botteghino. Così Sheinberg, nientemeno che il presidente e il COO (chief operating officer) di Universal dell’epoca, si prende l’incarico, insieme ovviamente a un team di editor, di ammorbidire la pellicola e darle nuova forma.

 

Da segnalare che Sheinberg è considerato lo scopritore di Steven Spielberg e, in ogni caso, era alla guida di Universal quando uscivano film del calibro di E.T. — L’extraterrestre (1982) o Jurassic Park (1993), entrambi firmati Spielberg e, ancora oggi, fra i migliori investimenti decisi dalla major. Non proprio una figura di secondo piano, dunque.

Ma dall’altra parte c’era un personaggio altrettanto tosto. In quei mesi il team di Sheinberg inizia in effetti a lavorare su un Brazil in edizione "vogliamoci tutti bene", ma il regista si mette l’elmetto e va alla guerra. Non certo sotto traccia, come dimostra l’attacco frontale su Variety pubblicato nell’ottobre 1985 e ripreso ora dal sito Letters of Note. In ogni caso, dopo una serie di proiezioni (non autorizzate), Brazil finisce per guadagnarsi il riconoscimento come miglior film, migliore sceneggiatura e miglior regista da parte del Los Angeles Film Critics Association.

 

Brutto colpo per Universal, che a quel punto è costretta a fare marcia indietro e riconsegnare le chiavi del film in mano al Gilliam. Ed ecco il vero happy ending: nel 1985 Brazil in effetti esce nella versione voluta da Gilliam. La variante Sheinberg è ancora disponibile in qualche edizione DVD.

Autore: Alessandro Murè - Data: 30 novembre 2011 - Fonte: www.lettersofnote.com

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Commenti

1 In effetti non è vero che il film non aveva un happy ending, se la vediamo dal punto di vista del protagonista. Che cosa conta alla fine, la realtà o il modo che abbiamo di percepirla?

» postato da Requiem alle 09:06 del 30-11-2011

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