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Kizuna: Fiction for Japan è il nome di un’antologia contenente oltre una settantina di storie brevi — in massima parte inedite — di altrettanti autori di varie nazionalità, uscita questa estate in Giappone in lingua inglese, in forma di e-book. La versione cartacea print on demand è disponibile dalla metà d’agosto, e dall'inizio di agosto è disponibile anche su Amazon USA, Canada e Germania in versione Kindle.
“Kizuna” vuol dire “legame” (nel senso di “amicizia”, o legame con la famiglia) ed è certamente un titolo appropriato per un’operazione del genere.
Subito dopo la tragedia dello tsunami e relativa catastrofe nucleare, Brent Millis, scrittore che vive in Giappone, ha avuto l’idea di assemblare una raccolta di racconti di varie nazionalità per devolvere il ricavato delle vendite in favore degli orfani delle zone colpite, tramite il progetto Smile Kids Japan, www.smilekidsjapan.org. Una antologia con un ventaglio di generi e stili il più variegato (fantascienza inclusa, ovviamente), storie che non trattassero catastrofi ma concentrate sul positivo, per consentire una boccata d’aria a gente già molto duramente provata.
L’idea del libro per beneficenza non è certo una novità, ma stavolta partecipano anche firme di fama internazionale quali Michael Moorcock (con una nuova storia di Jerry Cornelius), John Shirley, Robert M. Price, Joseph S. Pulver, Alvin Pang, Katherine Govier, Jon Courtenay Grimwood, e si incontrano autori americani, inglesi, canadesi, giapponesi, italiani, spagnoli, tedeschi e di Singapore. È il motivo per cui la realizzazione del progetto ha richiesto un certo tempo. Fra gli altri, sono presenti cinque scrittori italiani: Danilo Arona, Vittorio Catani, Fulvio Gatti, Davide Mana (che ha anche curato la traduzione in inglese degli italiani), Massimo Soumaré.
L’URL del progetto: bit.ly/kizunacharity, dove c’è anche la lista completa dei partecipanti.
Ovviamente esiste un gruppo su FB:
www.facebook.com/home.php#!/groups/149980185064013?ap=1 e una pagina su Twitter twitter.com/kizunacharity.
Una iniziativa notevole, che certamente merita attenzione, e nella quale tutti i partecipanti (promotori, autori, traduttori, editor eccetera) hanno fatto del loro meglio.
2 Giusto: una goccia nell'oceano. Si fa quel che si può...
» postato da Vittorio Catani alle 08:13 del 30-08-2011
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1 Acquisterò senz'altro l'antologia. Ho vissuto quel periodo con molta angoscia, ho un sacco di parenti a Tokyo (mia moglie è giapponese). Mi hanno raccontato una cosa che mi ha fortemente impressionato, oltre tutto non ne ho sentito parlare da nessun notiziario. Mia cognata, a Tokyo, ha visto i fiumi scorrere all'incontrario! Penso sia stato proprio uno scenario da fine del mondo. Quando c'è stato poi il casino di Fukushima ho insistito perché almeno i nipotini venissero qui da noi ma loro niente, peggio dei samurai. Non hanno voluto. Conservano una dignità impressionante anche di fronte alle tragedie più immense. Trovo l'iniziativa lodevole, sarà certo una goccia di solidarietà nell'oceano dei bisogni, ma tant'è, almeno è qualcosa. Saluti. L!
» postato da luis alle 13:36 del 29-08-2011