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Robert Redford lo dice senza mezze misure: "È la migliore edizione di sempre". Forse anche per rilanciare la manifestazione dedicata al cinema indipendente, giunta alla ventisettesima edizione e indiziata, negli anni precedenti, di aver prestato un po' troppo il fianco a produzioni commerciali, l’attore americano suona la carica all’apertura del Sundance Film Festival, avvenuta ieri a Park City, Utah. Dieci giorni di proiezioni, centodiciotto film selezionati (dall’Italia c’è solo Roberta Torre con Baci mai dati), biglietti già introvabili. La novità di quest’anno riguarda l’introduzione di una sezione fuori concorso interamente dedicata ai documentari. E la fantascienza?
Di certo non si può dire che abbia un ruolo di primo piano, ma qualcosa c’è. Per esempio l’americano Jeff Nichols e il suo Take Shelter, su cui ha già messo le mani Sony (ancor prima di sbarcare al festival), dove si racconta di un impiegato che vive in una cittadina dell’Ohio con moglie e figlioletta sorda. Curtis, questo il suo nome, inizia ad avere sogni terribili, ma non dice niente a nessuno. Si mette però a costruire un rifugio nel giardino dietro casa. Il suo comportamento disturba famiglia e vicinato. Si tratta di un discesa nella follia o si sta avvicinando davvero la fine del mondo? Nel ruolo del protagonista Michael Shannon, attore che già in passato ha interpretato personalità disturbate (in Revolutionary Road, per esempio).
C’è poi Codepent Lesbian Space Alien Seeks Same dell’esordiente Madeleine Olnek, stralunata commedia che, mescolando Men in Black con un’estetica in stile b-movie fantascientifico, racconta la storia di tre aliene approdate sulla terra per farsi spezzare il cuore e non distruggere, in tal modo, il delicato strato di ozono del pianeta d’origine, minacciato dalle loro emozioni troppo vibranti. L’intento è quello di raccontare, da una prospettiva del tutto originale, vita e difficoltà dell’universo lesbico nell’america contemporanea. Altro titolo è Perfect Sense di David McKenzie, storia d’amore fra un epidemiologa (Eva Green) e uno chef (Ewan McGregor) ambientata in un mondo sull’orlo di una pandemia, anche se in questo caso sembra nettamente prevalente la componente romantica.
Il titolo che tuttavia suscita maggior curiosità è Another World dell'americano Mike Cahill, che debutterà al Sundance il 24 gennaio. Questa la trama, in estrema sintesi: nella notte in cui spunta un nuovo pianeta nel Sistema Solare, molto simile alla terrra, una giovane studentessa e un musicista incrociano i loro destini in un incidente tragico. Cosa porterà la comparsa del nuovo pianeta? Dal trailer riportato sotto, la risposta non sembra l’ennesima invasione di alieni armati fino ai denti. Anzi. Atmosfere sospese, quasi metafisiche, per un titolo che si annuncia interessante: "Il mistero — recita la voce nel trailer — non è ciò che è grande né ciò che è piccolo. Siamo noi, visti da vicino. Cosa accadrebbe se potessimo stare di fronte a noi stessi e guardarci?". Ecco il trailer.
Abbiamo ricevuto comunicazioni dalla SIAE secondo cui ora per pubblicare trailer e video occorrerebbe una licenza della SIAE stessa. Una licenza con costi elevati, restrizioni e in generale del tutto priva di senso per concedere la pubblicazioni di quelli che sono quasi sempre in sostanza filmati pubblicitari.
La richiesta della SIAE a nostro avviso non è sostenuta dalla legge, tuttavia portiamo avanti la nostra protesta per il momento non pubblicando più alcun filmato.
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