Ernesto Vegetti: di uomini così si è perso lo stampo

Pubblichiamo un ricordo di Ernesto Vegetti inviatoci da Gianfranco Viviani.

Una vecchia foto risalente al 1992, Fantasticon di Oleggio. Vittorio Curtoni, Alex Voglino, Franco Storchi, Sergio Giuffrida, Gianfranco Viviani, Ernesto Vegetti. ingrandisci

Ci eravamo conosciuti in una Italcon di Ferrara e subito tra noi si era creata una sintonia e amicizia che sarebbero durate tutta la vita.

Nel 1978 costituimmo il comitato per l’organizzazione dell’Eurocon di Stresa. In quella occasione Ernesto lavorò due anni senza risparmiarsi con il risultato che a quella manifestazione parteciparono oltre tremila persone in delegazione del fandom di tutto il mondo. Anche grazie al suo lavoro,  l’Eurocon di Stresa è ricordato come il più grande congresso di fantascienza che sia mai stato organizzato in Europa.

Poi si impegnò con World SF Italia, compiendo numerosi viaggi all’esterno per promuovere autori e artisti italiani; sua fu l’idea di istituzionale il Premio Italia garantito dalla World SF,  la cui ultima edizione si è svolta nel 2009 e che da oggi in poi proporrei di sospendere, così che il Premio Italia rimanga legato al ricordo di Ernesto Vegetti.

La sua passione per la narrativa di fantascienza era diventata una professione.

Era un grande bibliofilo e collezionista, curatore del mastodontico Catalogo generale della Fantascienza, Fantasy, Horror che per trent’anni ha assorbito ogni attimo della sua attenzione e che purtroppo si fermerà al 31 dicembre 2009, perché  credo che nessuno altro sarà in grado di portare avanti il  lavoro con la dedizione e l’attenzione che lui gli dedicava.

Ma soprattutto c’è lui, l’uomo. Una grande figura morale: nessuno potrà mai affermare di aver subito un torto da Ernesto Vegetti, perché con lui ogni cosa si componeva semplicemente parlandone. Era un uomo d’altri tempi: correttezza, senso dell’onore erano il suo credo e chiunque avesse bisogno di lui, poteva essere certo che non si sarebbe negato.

I ricordi di trent’anni di amicizia, ora che lui non c’è più, rimarranno custoditi gelosamente, con quelli di tanti altri amici, solo nella mia mente. Questo è quello che Ernesto mi ha lasciato. Grazie amico mio.

Ciao Ernesto, come tutti in questo mondo siamo delle meteore che si spengono in un batter di ciglia ma la tua scia rimarrà accesa e luminosa per tanto tempo.

Autore: Gianfranco Viviani - Data: 18 gennaio 2010

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Commenti

1 Non so se Ernesto vorrebbe che il Premio Italia svanisse. Al contrario penso che la sua prosecuzione potrebbe essere il giusto modo per conservare, tra le altre cose, una precisa impronta da lui lasciata.

» postato da Alco99 alle 01:06 del 18-01-2010

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