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È come se un romanzo sui viaggi nel tempo avesse compiuto a sua volta un ben lungo salto nel tempo.
The End of Eternity, del mitico Isaac Asimov, nasce infatti nel lontano 1955 e da noi veniva intitolato, per fortuna, con una traduzione letterale, ovvero La fine dell'eternità e ristampato per ben tre volte da Urania, rispettivamente nel '56, '71 e '82, alle quali si aggiungono altre sette edizioni in collane varie.
Cinquantré anni dopo (cioè oggi, nel caso ve lo chiedeste), la New Regency Pictures ha messo in cantiere la sua versione cinematografica, che ovviamente verrà attualizzata nell'ambientazione e nei temi, ma il cui concetto centrale rimane comunque in grado di sfidare il tempo stesso. Non è la prima volta che questo romanzo viene preso in mano da Hollywood: lo stesso Ridley Scott aveva lavorato sul progetto, con Tom Cruise nella parte di Harlan, ma la cosa andò a monte.
The End of Eternity parte dal ventisettesimo secolo e parla di Andrew Harlan, appartenente alla categoria degli Eterni, il cui compito è manipolare il tempo per eliminare tutte le imperfezioni e modificare in meglio la storia.
Malgrado le intenzioni pacifiche della sua casta, ben presto Andrew si ritroverà in contrasto con una delle milioni di modifiche che gli Eterni hanno in programma.
Questo perché prevede la cancellazione della donna che ama, Noys Lambent, che vive ai giorni nostri e con cui ha allacciato una relazione, cosa peraltro non permessa dalla casta stessa.
Harlan si ritroverà così a fare scoperte inquietanti e inoltrarsi in misteri che sono tali anche per gli Eterni, fino a dover prendere una decisione sul futuro stesso dell'eternità.
Se volete approfondire il romanzo, potete trovarlo alla pagina italiana di Wikipedia che trovate qui sotto.
Se invece non vedete l'ora di sapere chi sarà messo al timone della regia, chi saranno gli interpreti e quando uscirà il film, beh per ora vi tocca aspettare ancora un po'.
Oppure viaggiare nel tempo, magari modificando il nostro futuro.
A presto con le prossime notizie su End of Eternity.
2 non è un libro facile da trasporre in un film. io credo più che altro che riprenderanno l'idea generale di una casta di "fuori tempo" che controllano la storia, ma non potranno riproporre tutto l'intrico che si svolge nel romanzo.
» postato da Piscu alle 09:30 del 21-11-2008
3 E no eh... toccare malamente La Fine dell'Eternità non si dice nè si fa nemmeno per scherzo. Avevo quattordici anni quando l'ho letto al mare ed è il romanzo che mi ha lanciata nella fantascienza. Ci tengo tantissimo, quindi occhio che ho il fucile già carico ![]()
» postato da JohnWood alle 10:19 del 21-11-2008
4 Bene, già mi immagino will smith nella parte di Andrew che corre in macchina nel canale degli ascensori temporali mentre una folla di robot lo insegue
vi prego non rovinatemi il mio libro di Asimov preferito
però se ne uscisse un bel film.... ![]()
» postato da Stefanoventa alle 10:41 del 21-11-2008
5 Mi chiedo se sia è davvero così conveniente fare film tratti da cose precedenti. Una volta quando annunciavano queste cose c'era sempre entusiasmo. Poi spesso veniva disilluso, ma almeno all'inizio l'idea di vedere i propri eroi delle letture diventare film eccitava tutti. Ormai la gran parte della gente ha reazioni di fastidio e preoccupazione, o come minimo sospetto. Mi domando se non sarebbe più efficace a questo punto prendere l'idea, rimaneggiarsela come tanto faranno ugualmente, e proporlo come soggetto originale. S*
» postato da S* alle 12:03 del 21-11-2008
6 «
Mi domando se non sarebbe più efficace a questo punto prendere l'idea, rimaneggiarsela come tanto faranno ugualmente, e proporlo come soggetto originale.
S*»
Sarebbe meglio.
Secondo me accade di solito qualcosa del genere:
-Qualche consulente/assistente/galoppino appassionato di un certo libro o fumetto lo propone.
-I piani alti devono investire e quindi comprano i diritti.
-Il consulente va altrove.
-Viene incaricato qualcuno di fare qualcosa con quei diritti e inizia l'attualizzazione.
-Viene fuori quello che viene fuori (se il progetto non viene affossato del tutto)
» postato da Otrebla alle 14:08 del 21-11-2008
7 ho paura. una gran paura. paura che ne esca fuori l'ennesima fuffa a 75% azione, 20% scenografie digitali impeccabili, 5% contenuto.

» postato da jonny lexington alle 16:45 del 21-11-2008
8 Mah, io giuro ho smesso di preoccuparmi della questione.
Tanto, se speriamo che una buona resa filmica possa far percepire al grande pubblico che il materiale originale è davvero qualcosa di grandioso, ce lo possiamo scordare.
Chi non è interessato alle versioni su carta dirà al massimo che è un buon film, ma non si interesserà comunque alla lettura del libro: non immaginano che il libro possa offrire ancora di più. Potrei citare l'esempio del Signore degli Anelli: nonostante la trasposizione che era quanto di meglio si poteva sperare francamente -voglio dire, scenografie spettacolari e tutto, 12 ore di film e solo qualche tollerabile "ammiccamento" al pubblico di massa- chi non conosceva il libro prima, al massimo ora pensa che "può essere ganzo", ma non immagina minimamente il livello di coinvolgimento e di evocatività che il testo originale può dare.
Quindi, i libri sono in ogni caso per gli appassionati e lì rimangono. ![]()
» postato da Il_Console alle 19:40 del 21-11-2008
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1 O mio dio! Qui si tocca un masterpiece. Attenzione e cautela estrema per favore. Potrei inalberarmi. New Regency hai il mio fiato sul collo.
» postato da rudi alle 00:44 del 21-11-2008