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Gary Gygax si è spento per un attacco cardiaco all'età di 69 anni nella sua casa di Lake Geneva in Wisconsin.
Nato il 27 luglio del 1938 a Chicago sin da giovanissimo negli anni cinquanta cominciò a coltivare la passione per i giochi strategici che al periodo si limitavano alle classiche mappe ottagonali della gloriosa Avalon Hill. Poi influenzato dalle letture di autori Science Fiction come Jack Vance, Ray Bradbury, Robert E. Howard cominciò a coltivare l'idea di inserire elementi narrativi di universi fantastici in un impianto di gioco strategico.
Nella metà degli anni '60 Gygax crea negli scantinati di casa una associazione di wargamers che da li a pochi anni avrebbe ridisegnato il modo di giocare per milioni di adolescenti.
Il primo vagito di questa collaborazione porta nel 1971 Gygax e Jeff Perren alla creazione di Chainmail, un gioco di miniature sulla base del quale di li a breve sarebbe stato sviluppato da Dave Arneson con Blackmoor il sistema di gioco Dungeons & Dragons (D&D).
La rivoluzione copernicana dei giochi arriva nel 1973 quando nasce la TSR (Tactical Studies Rules), destinata a diventare un vero colosso del settore, e viene pubblicata la prima versione del D&D che riscuote subito un enorme successo.
Orde di fan si scatenano in tutta l'america, gli psicologi e i sociologi sprecano fiumi di inchiostro nel cercare di definire, inquadrare, comprendere il movimento (ci stanno ancora provando), cominciano a nascere leggende metropolitane ma tutto questo contribuisce solo all'esplosione del fenomeno D&D, un onda lunga tre decenni che non sembra arrestarsi.
Nel 1977 esce la seconda versione del D&D chiamata Advanced Dungeons & Dragons che bissa il successo precedente introducendo un sistema di gioco più articolato (ritenuto dai puristi ancora il migliore) e il concetto vincente di espansioni che porterà di li a poco la Tsr ad avere a catalogo decine e decine di supplementi e i fan un incredibile universo di mondi e possibilità.
Ma col successo e i soldi spesso arrivano i guai e la fine degli anni '70 è caratterizzata da forte tensione interna alla Tsr e dalle battaglie legali intraprese da Arneson contro Gygax che si protrarranno fino ai primi anni '80 con la sentenza che riconosce Arneson come co-creatore del D&D e la sua definitiva fuoriuscita dalla Tsr.
Medesima sorte toccherà però allo stesso Gygax nel 1985 quando verrà praticamente estromesso dall'azienda che aveva creato da i falchi della finanza, una sorte che è comune a tanti grandi dell'industria americana.
Da quel momento Gygax diventa una sorta di pensionato extralusso ed entra in una fase di distacco dal mondo dei giochi che lo aveva visto coinvolto per oltre trentanni. Solo con gli anni '90 decide di ritornare in sella e pubblica un nuovo sistema di gioco Dungerous Journeys che sfocierà poi in LA (Lejendary Adventure), un gdr molto flessibile e semplice con l'intento palese di contrastare l'enorme complessità raggiunta dal regolamento dell' Ad&d, il successo però è solo parziale e Gygax col nuovo millennio a causa di problemi di salute si ritira praticamente a vita privata nella sua casa di Lake Geneva sino al triste epilogo di ieri.
Gary Gygax è stato quindi un geniale creatore di giochi, ma anche un abile imprenditore di se stesso e dei propri interessi che non ha guardato in faccia a nessuno pur di raggiungere il suo obiettivo.
Ma se adesso milioni di persone giocano a giochi di ruolo cartacei e su computer passando notti insonni tra World of Warcraft e Final Fantasy o Kingdom Hearts forse non lo sanno ma devono tutto questo a un uomo e al suo sogno: il suo nome è Gary Gygax.
2 Grazie Gygax, hai accompagnato la mia adolescenza e mi accompagnerai fino alla vecchiaia, finche (sgraaaat) non ci incontreremo altrove
» postato da (Mario Brega) alle 12:16 del 06-03-2008
3 «dire che Dungerous Journeys fosse più semplice di qualsiasi edizione del DnD è una boiata pazzesca.
il gioco era molto bello, ma decisamente troppo complicato. solo per creare un personaggio (peraltro, a me divertiva parecchio la creazione...) ci voleva un giorno intero.
vorrei sapere se chi ha scritto il pezzo ha almeno mai visto la copertina...»
Guarda che e' Gygax stesso che lo dichiarava.
E' verissimo quanto dici che la generazione del personaggio era complicata , ma era l'unica cosa veramente complicata di un gioco che poi tendeva ad essere piu' fluido.
Comunque di copertine ne ho viste abbastanza , visto che il gioco l'ho venduto per molti anni (anche se non e' che poi vendesse gran che
).
» postato da . alle 12:44 del 06-03-2008
4 Gigax, per ovvi motivi, era il portabandiera della vecchia scuola RPG. Ossia: Noi vi diamo delle regole poi voi fate come vi pare, modificatele, ampliatele, ignoratele. L'importante è l'immedesimazione al personaggio, l'evocazione dell'atmosfera, l'improvvisazione, in una parola, divertirsi. Lontano un miglio dal concetto Power Play moderno della .5 in su. La TSR nei tempi d'oro è stata la migliore fucina di mondi fantasy di tutti i tempi. Mystara, Oearth, Durk Sun, Planescape e tante altre sono ancora oggi inarrivabili per fantasia e immaginario (pescando a piene mani dal Weird fantasy americano ok ma qui il discorso meriterebbe una sezione a parte) e questi manuali d'ambientazione sono perfettamente fruibili come testi metaletterari anche senza conoscere le regole base del gioco. Cheerio
» postato da Damiano Premutico 2 alle 13:53 del 06-03-2008
6 ««dire che Dungerous Journeys fosse più semplice di qualsiasi edizione del DnD è una boiata pazzesca.
il gioco era molto bello, ma decisamente troppo complicato. solo per creare un personaggio (peraltro, a me divertiva parecchio la creazione...) ci voleva un giorno intero.
vorrei sapere se chi ha scritto il pezzo ha almeno mai visto la copertina...»
Guarda che e' Gygax stesso che lo dichiarava.
E' verissimo quanto dici che la generazione del personaggio era complicata , ma era l'unica cosa veramente complicata di un gioco che poi tendeva ad essere piu' fluido.
Comunque di copertine ne ho viste abbastanza , visto che il gioco l'ho venduto per molti anni (anche se non e' che poi vendesse gran che
).»
Si vede che non ti conoscono... è come voler insegnare al babbo come si fanno i figlioli...
Salute e Latinum per tutti !
» postato da Kruaxi the ferengi alle 20:27 del 06-03-2008
7 Mi spiace davvero tanto.
Devo anche a lui una adolescenza felice e spensierata.
Grazie Gygax. Ho ancora i dadi da venti nella libreria.
![]()
» postato da Rodia alle 20:53 del 06-03-2008
8 Ci ha lasciato per raggiungere il Pantheon.
» postato da Sean Maxhell alle 12:57 del 08-03-2008
9 io ho ancora il dao da venti, quello da dieci, quello da otto e quello da quattro che c'erano nella scatola base ![]()
» postato da Stefanoventa alle 12:59 del 08-03-2008
10 «io ho ancora il dao da venti, quello da dieci, quello da otto e quello da quattro che c'erano nella scatola base
»
Io li uso... ![]()
» postato da Zakalwe alle 13:44 del 08-03-2008
11 ««io ho ancora il dao da venti, quello da dieci, quello da otto e quello da quattro che c'erano nella scatola base
»
Io li uso...
»
mai detto che avevo smesso
ultimamente si però
non vedo l'ora di ricominciare ![]()
» postato da Stefanoventa alle 13:45 del 08-03-2008
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1 dire che Dungerous Journeys fosse più semplice di qualsiasi edizione del DnD è una boiata pazzesca. il gioco era molto bello, ma decisamente troppo complicato. solo per creare un personaggio (peraltro, a me divertiva parecchio la creazione...) ci voleva un giorno intero. vorrei sapere se chi ha scritto il pezzo ha almeno mai visto la copertina...
» postato da (mario Brega) alle 12:14 del 06-03-2008