L'Uomo dell'Anno

COMMEDIA, Man of the Year, Usa, 2006 - regia di Barry Levinson - scritto da Barry Levinson - con Robin Williams, Christopher Walken, Laura Linney, Jeff Goldblum , Tina Fey - durata: 110 minuti - distribuito da Medusa - giudizio: discreto

A dieci anni da Sesso & Potere, il regista premio Oscar Barry Levinson (Good Morning Vietnam, Rain Man, Liberty Heights, Sfera) torna a flirtare con la satira costruendo una storia vagamente fantapolitica in cui il guasto del sistema elettorale americano porta un comico di successo a diventare Presidente degli Stati Uniti.

Un film divertente e con molte battute soprattutto nella sua prima parte e che, però oltre risultare appiattito dal doppiaggio italiano, soffre di una sceneggiatura semplicistica. Nel solco del Frank Capra di Mr.Smith va a Washington con il grande Jimmy Stewart, Levinson sfrutta il talento e la simpatia carismatica di Robin Williams, per cesellare sul grande attore un personaggio insolito e di grande impatto: un comico che decide di candidarsi a Presidente degli Usa e che per caso viene eletto.

Brillante, ma poco preciso e scarsamente approfondito nell'esamina e nell'analisi dei caratteri, L'Uomo dell'Anno rappresenta il sogno 'bagnato' di qualsiasi elettore che vorrebbe potere votare persone 'perbene' e non insopportabili politici professionisti. Gente che non si nasconde dietro ad ipocrisie e ad eufemismi per governare il mondo in cui viviamo.

Acuto, ma talora un po' qualunquista e facilone, il film è un atto di accusa contro il professionismo, l'ipocrisia e il cialtronismo di una politica in grado di tutelare solo l'interesse dei pochi. Nonostante la presenza di un buon cast che annovera anche Laura Linney, Jeff Goldblum e Christopher Walken, L'Uomo dell'Anno risulta un ibrido un po' noioso, perché l'elemento satirico e di commedia viene sacrificato ad un ridondante coté drammatico politico con un regista che, sensibilmente, non se la sente di andare 'fino in fondo' e innescare anche un meccanismo di tensione.

Piacevole in molti momenti, ma — alla lunga — prevedibile e un po' noioso, L'Uomo dell'Anno soffre dell'avere avuto una grande idea che non si è riuscita a trasformare in una vera e propria commedia sociale e politica sull'ambiguità ideologica e morale della nostra epoca sotto il profilo della carica più importante del mondo: il Presidente degli Stati Uniti.

Autore: Marco Spagnoli - Data: 11 maggio 2007

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