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La metamorfosi nell’era della sua riproducibilità quantistica
Racconto di Giovanni De Matteo
Sostituiamo, su richiesta dell'autore, il racconto precedentemente pubblicato Notturno per Kerima, con il seguente inedito del vincitore del Premio Urania 2006.
LeggiCyberpunk e altre connessioni della Sezione Pi Quadro: Intervista a Giovanni De Matteo
Il vincitore del premio Urania 2006 si confessa: ci racconta la genesi del suo romanzo e il suo punto di vista sull'attuale momento che vive la fantascienza italiana.
LeggiIl nuovo rinascimento della fantascienza britannica
Guai a chiamarli inglesi. Sono i nuovi scrittori della fantascienza britannica, emersi dal magma post-cyberpunk per riportare la Terra di Albione al centro dell’attualità del genere a distanza di oltre trent’anni dai fasti gloriosi della New Wave. E c’è già chi parla di Nuovo Rinascimento del genere.
LeggiGame Lost
Nell’attesa del game ufficiale targato Ubisoft, ecco i giochi che sono disponibili on-line sulla serie di J.J. Abrams
LeggiI figli di Haggard, 3: Edgar Rice Burroughs
L'era pulp della fantascienza ha in romanzi come Sotto le lune di Marte, Gli Dei di Marte e Il Signore della Guerra di Marte veri e propri punti fermi. Ecco la loro storia e quella del suo autore.
LeggiBenvenuto nell'Olimpo, Signor Hearst!
3 su 5
di Kage Baker
Welcome to Olympus, Mr. Hearst, 2003, Delos Books, 2007
Le Avventure di Argos7
1962. Steve Van Drake (pseudonimo dell’italo/australiano Sante Dragonis) conduce la vacua esistenza di tanti divetti della Cinecittà di quegli anni, più dedito alla “Dolce Vita” che alla scelta di copioni decenti per la sua carriera d’attore. Ma in realtà è un membro della potente organizzazione nota come D.A.M.O.C.L.E. (Defense Authority Master Organization Center for Law & Enforcement), che si erge a baluardo contro l’utilizzo di individui ed armi parapsicologiche (i cosiddetti Espers) da parte del KGB e di altre Potenze nemiche. Steve/Sante fa parte degli Agenti Operativi “Argos”, unità di combattimento dotate di facoltà paranormali (le sue consistono in Chiaroveggenza e Telepatia) ed equipaggiate con attrezzature high tech per contrastare minacce altrettanto sovrumane. In anteprima per i lettori di Delos, ecco un'avventura di Argos 7, con testi di Giuseppe Cozzolino e disegni di Andrea Rovati.
LeggiBenvenuto nell'Olimpo signor Hearst
Una nuova storia del popolare ciclo della «Compagnia del Tempo»
LeggiRisus sardonicus
Racconto di Dario Tonani
Dario Tonani è nato il 21 luglio 1959 a Milano, dove si è laureato in Economia Politica alla Bocconi e lavora come giornalista professionista al mensile “Ruoteclassiche”.
Grande appassionato di fantascienza, horror e narrativa fantastica, ha cominciato a pubblicare dalla fine dei Settanta. Dal 1979 al 2002 circa sono uscite una quarantina di storie brevi e lunghe sulle più varie testate, sia amatoriali (The Time Machine, Babele, La spada spezzata, The Dark Side, Ucronia, La Lampada di Alhazred, Shining, Diesel SF), sia professionali, fra queste “I grandi della fantascienza” (ed. Il Picchio, Milano), le collane di Perseo Libri (“Futuro Europa”, l’antologia Pianeta Italia), Solfanelli (la rivista “Dimensione Cosmica”), i volumi de I racconti fantastici di Montepulciano, i quotidiani “La Gazzetta del Mezzogiorno” e “Il Secolo d’Italia”, nonché altre pubblicazioni quali L’Eternauta, Oltre…, MC Micromputer, Achab, Akromedia, Raccolte Mille Lire (di Stampa Alternativa), Millemondi, Millemondi Horror, antologie della Solid, Edizioni Addictions, PuntoZero, edizioni Noubs; nonché su alcune webzine (Delos, Archivi del ’900, IT 6). Come si può notare, un’attività svolta con frequenza su testate di nicchia e spesso non espressamente dedicate alla fantascienza, Se da un lato ciò è testimonianza dell’eclettismo dell’Autore, della sua capacità di superare certe “secche” delle pubblicazioni specializzate, per altro ciò ha forse contribuito in tono minore ad una sua meritata “visibilità” presso il pubblico più specifico della fantascienza. Un’attività comunque, quella di Tonani, che non ha mancato di fruttargli ambiti riconoscimenti: alcuni premi Italia (nel 1991 per il suo primo romanzo, La baracca degli angeli neri, Solfanelli; poi nel 2005 per il racconto Giulio del grano, in “Fantasia”, cofanetto di Mille Lire curato da Franco Forte. Nel 1994 ha vinto il Premio Lovecraft per il racconto Garze, apparso sul “Millemondi” Strani Giorni e poi pubblicato sulla rivista Antarés). Nel 2000 da un’idea sua e di Graziano Braschi, che ne è stato curatore, è uscito per le Edizioni Addictions l’antologia Passi nel delirio. Psicopatologia dei racconti, dove a ogni storia segue una scheda psicoanalitica redatta dalla psicologa Anna Maria Palella.
Più che di fantascienza, Tonani è dunque autore d’un fantastico con contaminazioni talora horror, noir, fantascientifiche. La sue storie indugiano su personaggi ai limiti (talora oltre i limiti) del patologico in ambientazioni inquietanti, talora raccapriccianti. Dalle pagine balenano spesso immagini originali, ossessive. E’ il caso – per esempio – del racconto scelto per questa puntata della nostra rubrica “Quando le radici”: Risus sardonicus, storia che presentiamo soprattutto a coloro che ancora non hanno avuto modo di conoscere Tonani. Difficilmente questa insolita vicenda di “chiodi” si cancella dalla memoria. Risus sardonicus risale 1989 e vinse un Premio Tolkien, ma non fu mai pubblicato per le negative vicissitudini dell’editrice Solfanelli. E’ quindi con doppio piacere che presentiamo Tonani inedito, proprio mentre in edicola appare il suo Infect@: un Urania inatteso che ci auguriamo porti successo a Dario e inauguri finalmente una nuova stagione per la fantascienza italiana.
Lo scrittore aggiunge che recentemente ha ambientato nell’universo di Infect@ una serie di storie brevi e conta quanto prima di tornare con un seguito. Insaziabile divoratore di cartoon, vive nell’hinterland milanese con moglie e un figlio di 13 anni. (Vittorio Catani)
Philip K. Dick incontra il sommo Dante Alighieri
A venticinque anni dalla sua scomparsa, ricordiamo uno dei più grandi autori di fantascienza e attraverso la passione che lo scrittore americano nutriva per Dante Alighieri, il nostro poeta nazionale. La presenza della Divina Commedia nell’opera di Dick acquisisce importanza crescente dopo i fatti del 2-3-74, quando un "lampo rosa" (Dio? Gli alieni? Comunque un'illuminazione mistica) attraversa la sua mente, e una serie di visioni, immagini, voci, sogni, sommerge la sua coscienza
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