Una distopia che a partire da echi di 1984 di George Orwell e Noi di Evgenij Zamjatin, sviluppa il tema con originalità. Al mondo massificato e irreggimentato fa da contraltare quello quasi barocco dell’enclave della famiglia Wurttemberq, popolato di esseri artificiali, ma in un ambiente naturale attentamente preservato. Molto efficace la narrazione in prima persona, affidata a un protagonista, musicista e compositore, abituato a pensare per ritmi e melodie, e che scopre una sorta di utopia.

Questa la motivazione per l'assegnazione del Premio Cittadella 2026 a Finisterrae,  romanzo di Cinzia Di Mauro edito l'anno scorso da Delos Digital nella collana Odissea Fantascienza.

Il premio era assegnato dalla Associazione culturale "Deep Space One" e decretato da una giuria composta da Lanfranco Fabriani (Presidente, due volte vincitore Premio Urania), Max Gobbo (scrittore), Fabio Aloisio (scrittore), Gabriella Gregori (divulgatrice culturale), Fabiana Redivo (scrittrice fantasy).

È il secondo anno consecutivo che un libro Delos Digital vince il Premio Cassiopea: l'anno scorso a essere premiato fu L'ombra della stella cometa di Maurizio Cometto.

Cinzia Di Mauro con il premio e il libro.
Cinzia Di Mauro con il premio e il libro.